Tendenze:

Trentino-Alto-Adige

Tiefenbrunner Weissburgunder Anna Pinot Bianco 2016

75cl Volume

15,70€ (Prezzo approssimativo)

Scheda tecnica

Tipo Di Vino: Vino bianco
Vintage: 2016
Denominazione:Trentino-Alto-Adige (Italia)
Cantina: Tiefenbrunner
Volume: 75cl
Uva: Pinot Bianco
Allergeni: Contiene solfiti
Tiefenbrunner elabora Tiefenbrunner Weissburgunder Anna Pinot Bianco 2016 , un vino bianco della DO Trentino-Alto-Adige con acini selezionati di pinot bianco di 2016. Secondo gli utenti di Drinks&Co,è un bianco che merita una valutazione di 4 punti su 5.

Elaborazione di Tiefenbrunner Weissburgunder Anna Pinot Bianco 2016

Tiefenbrunner Weissburgunder Anna Pinot Bianco 2016 (Pinot Bianco)

Produttore: Tiefenbrunner

D.O.: Trentino-Alto-Adige

Uve: Pinot Bianco

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La Cantina

Tiefenbrunner

Tiefenbrunner

Le nostre radici affondano profondamente nella storia. Il podere “Linticlar” fu menzionato per la prima volta nei registri ufficiali risalenti al 1225 d.C.. Reperti dell’età della Pietra e del Bronzo, rinvenuti nei pressi delle rovine del castello, attestano la presenza di insediamenti già in epoca preistorica. Nel 1848, il Turmhof fu inserito nel registro commerciale come azienda vitivinicola e ciò la rende una delle tenute più antiche di tutto l’Alto Adige.

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Opinioni su Tiefenbrunner Weissburgunder Anna Pinot Bianco 2016

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Questa massima dei responsabili dell'azienda Tiefenbrunner Castel Turmhof rispecchia la filosofia produttiva della famiglia e ne testimonia anche la fedeltà ad una viticoltura in armonia con la natura e basata sulla corretta messa a dimora, oltre che sulla cura meticolosa degli impianti.
Siamo benedetti con un clima dolce, protetti dalle catene delle montagne Altoatesini. I nostri vitigni si estendono per 25 ettari dalle 220 fino alle 1.000 m s.l.m e seducono con la loro varia e vasta composizione del terreno. È la nostra aspirazione di sfruttare in modo positivo quei vantaggi e potenziali naturali nella viticoltura.
Ogni volta che si realizza un nuovo impianto, infatti, è essenziale indovinare la giusta armonia tra le caratteristiche del vitigno e la posizione del vigneto. Le barbatelle sono ovviamente selezionate con la massima cura e, quanto alla disposizione, il sistema tradizionale della pergola tende oggi a cedere il passo a quello della controspalliera.
Da qualche anno, tuttavia, specie nei pendii più scoscesi la pergola, seppur leggermente modificata e nella sua versione aperta, sta riprendendo piede. Essa offre, infatti, alla vite un equilibrio ideale tra sole ed ombra, a tutto vantaggio della pienezza degli aromi che si evolvono negli acini.
Già cominciando dalla potatura è sempre la nostra grande intenzione di rispettare i bisogni naturali delle viti. In questo contesto stiamo lavorando da qualche anno secondo il metodo Simonit & Sirch, che permette una crescita controllata delle viti. Il metodo Simonit & Sirch è costituito da una serie di procedimenti modulari che, se applicati con continuità negli anni, assecondano un accrescimento controllato delle singole piante, effettuando tagli solo su legno giovane di uno o due anni di età. Questo nuovo approccio, ispirato dalla potatura dell'alberello, permette alla pianta di generare una struttura crescente che caratterizzerà la forma di allevamento. In particolare su cordone speronato si sviluppa un fusto permanente (canale principale) con varie diramazioni in funzione del numero dei punti vegetativi (collettori secondari). Questi collettori si accrescono verso l'alto in maniera controllata come le branche di un alberello.
Per quanto riguarda la difesa delle piante, l'azienda punta sui sistemi naturali che offrono alle vite le migliori condizioni di sviluppo per crescere e rimanere sana. A questo punto in certi vigneti si lavora esclusivamente a metodo biologico sempre in considerazione delle condi-zioni meteorologiche.
Un ulteriore fattore che contribuisce in misura determinante alla qualità dei vini è rappresentata dalla perseverante riduzione delle rese.
La resa per ettaro dei vini della linea classica è compresa tra 90 e 120 quintali, mentre le selezioni Turmhof e Linticlarus subiscono un'ulteriore riduzione a 40 - 80 quintali per ettaro.
Una particolarità assai interessante è data dal podere di Hofstatt che, dall'alto del monte di Favogna, domina il castello: a 1.000 m d'altitudine vi matura ancora il Müller Thurgau Feldmarschall von Fenner. L'altipiano, protetto dai venti di tramontana, è caratterizzato da un microclima assai particolare che permette di ottenere un vino di pregio in una posizione unica. Il vino prende il nome dal barone Franz Philipp von Fenner zu Fennberg, nobile della zona che soleva utilizzare quest'azienda agricola come residenza estiva. Alle più recenti ed incisive innovazioni, introdotte a partire dal 1987, ha partecipato attivamente anche il figlio Christof Tiefenbrunner: Così il vigneto sul terreno argilloso ad alto tenore calcareo è stato gradualmente esteso ad un'area vitata di 3 ettari e rinnovato con forme di coltivazione particolarmente adatte alla sua ubicazione. Oggi circa 8.000 viti per ettaro sono impiantate con il sistema di coltura a controspalliera Guyot (80 x 90 cm o 66 x 200 cm). Per più del 95% si tratta di viti Müller Thurgau con piccole percentuali di viti Kerner e Bacchus. A causa della continua rigenerazione del vigneto, dei vitigni impiantati nel 1972 purtroppo ne sono rimasti ben pochi.
Eliminando con mira germogli e uve durante il periodo vegetativo, le quantità di raccolto vengono ridotte ad una giusta misura. A seconda dell'annata la produzione si aggira tra le 18.000 e 20.000 bottiglie.

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