Vino Santorini

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Quella di Santorini è una delle più importanti Denominazioni d'Origine della Grecia. Sull'isola si contano quasi 5.000 ettari di vigneto, tra i più antichi di tutto il Continente Europeo. Alle viti viene data una particolare forma a cestino - chiamata "loop" - capace di difendere le piante dai venti forti.

Storia vitivinicola di Santorini

I vini Santorini hanno una storia particolarmente antica: vengono prodotti sull'isola da circa 3.500 anni. La produzione e il commercio del vino godevano di grande prestigio già nel 1700 a.C., in quanto il vino di Santorini è da sempre riconosciuto come un vino più unico che raro, nato dalla combinazione di condizioni ambientali eccezionali e metodi di coltivazione ancestrali.

I vigneti sono ancora oggi parte del paesaggio e della cultura dell'isola, dove il turismo enogastronomico è ormai in piena espansione.

Terroir di Santorini

L'isola di Santorini offre un microclima particolare: il clima è molto secco e l'ambiente è arido, vi soffiano venti caldi e l'acqua scarseggia. Il risultato sono uve disidratate con un alto contenuto zuccherino. Nonostante l'arsura, la sopravvivenza delle coltivazioni è assicurata dall'apporto costante di acqua da parte delle frequenti nebbie notturne (anche in estate) e dai venti del nord, che rinfrescano le piante.

Il terreno, poi, è poroso, con pietre di origine vulcanica - conseguenze di un'esplosione preistorica risalente al 1650 a.C., che ha ricoperto l'isola di cenere vulcanica, lava e pietre magmatiche. Questa è un'altra ragione per la quale il vino di Santorini risulta così speciale.

Produzione dei vini di Santorini

Date le condizioni di clima e terreno sopra descritte, è necessario adottare metodi di allevamento ad hoc. Per questo motivo, la densità degli impianti è bassa e le viti non possono superare il metro d'altezza. Le viti prendono, poi, una forma piuttosto curiosa, che ricorda quella delle ceste di vimini. I tralci, infatti, vengono fatti intrecciare per proteggere l'uva dal vento e dall'umidità.

La resa risulta essere piuttosto bassa, per cui i viticoltori si concentrano sulla produzione di vini di qualità piuttosto che sulla quantità. I vini vengono infine conservati in kanaves tradizionali, delle cantine scavate nel terreno.

I vitigni e i vini di Santorini

L'Assyrtiko

Il 70% delle coltivazioni di Santorini è dedicato alle uve Assyrtiko. Si tratta di uno dei vitigni a bacca bianca più nobili d'Europa e originario dell'isola stessa, dove può rivelare tutto il suo carattere grazie al suolo vulcanico. È naturalmente resistente alla maggior parte delle malattie ed è stato ripiantato in tutta la Grecia. Questo vitigno ha la particolarità di dare vita a vini dall'alto grado alcolico e dalla forte acidità, il che lo rende una delle poche varietà bianche del Mediterraneo adatte al lungo invecchiamento. Dalle uve Assyrtiko si producono vini bianchi corposi, con aromi di agrumi combinati ad una piacevole mineralità data dal suolo vulcanico. La varietà di vino varia dal secco al dolce. L'Assyrtiko viene anche miscelato con le varietà Athiri e Aidani per produrre il più famoso vino dolce dell'isola, il Vinsanto.

La Mandilaria

La varietà Mandilaria occupa circa il 20% delle coltivazioni. Le informazioni sulle origini di questo vitigno sono purtroppo andate perdute nel corso dei secoli. La Mandilaria ha la particolarità di produrre un vino dal colore rosso scuro, dal corpo medio e dagli aromi di frutta rossa. Viene spesso utilizzato nell'assemblaggio con altri vitigni per donare colore e per produrre alcuni vini dolci.

L'Athiri

Uno dei più antichi vitigni greci, l'Athiri, dà origine a un vino dolce, molto apprezzato già durante l'Impero Bizantino. Il nome dell'uva indica anche la sua origine, l'isola di Santorini, conosciuta anticamente come "Thira". Questo vitigno, in purezza, produce vini di medio corpo con delicate qualità aromatiche. Viene anche utilizzato per realizzare miscele di Vinsanto e per vini bianchi secchi con le varietà Assyrtiko e Aidani.

L'Aidani

Altro antico vitigno greco, l'Aidani produce vini piacevolmente aromatici, di medio corpo e dalla buona acidità. Viene anche usato per produrre Vinsanto e miscele bianche secche con Assyrtiko e Athiri.

Il Mavrodafne

Un tempo sull'orlo dell'estinzione, ora il Mavrodafne è protetto come varietà minacciata dall'organizzazione internazionale Slow Food. Il Mavrodaphne produce vini dal colore rosso scuro e dai tannini intensi, che diventano sempre più complessi con l'invecchiamento in botte. Rivela aromi di frutta rossa fresca e spezie e può essere utilizzato anche nella produzione di vini dolci.

Altri vitigni presenti sull'isola di Santorini sono: il Nykteri, che dà vita ad un vino bianco secco; il Mezzo, vitigno a bacca rossa da cui si produce un vino bianco meno dolce del Vinsanto; il Bruousko, le cui prime informazioni risalgono al tempo dell'occupazione dell'isola da parte della Repubblica Marinara di Venezia (XIII-XVI sec.).

Il Vinsanto

Il vino più famoso dell'isola di Santorini è il Vinsanto (che significa "vino Santorini", non "vino santo" come in Toscana). È una bevanda dolce e aromatica, ottenuta da uve appassite al sole. Questo vino è stato prodotto fin dall'antichità, ed è successivamente stato esportato nel Medioevo in altre parti del mondo, come Venezia e Istanbul. Ha raggiunto il Mar Nero e la Russia tra il XVIII e il XIX secolo. Nel 2002 ha ottenuto la Denominazione di Origine.

La sua produzione richiede dai 6 ai 10 chili di uva per litro, a causa dell'evaporazione e dell'invecchiamento in botte.

Un giovane Vinsanto si presenta di un bel colore arancione dorato, regala una sensazione vellutata in bocca e offre aromi fruttati che ricordano le mele cotogne, i fichi cotti, la frutta gialla matura, il miele e il caramello. Un "nettare più vecchio", invece, avrà un colore rosso mogano e intensi aromi di caffè, noci, marmellata e incenso.

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