Vino Puglia

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Creata nel 1995, la denominazione Puglia IGT include le province pugliesi di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto. Da quando è stata introdotta, è diventata una tra le IGT italiane più diffuse, a testimonianza dell’importanza che i vini pugliesi hanno acquisito negli ultimi anni.

Bisogna ricordare che la Puglia è da sempre definita la “cantina d’Europa”, appellativo derivato dalle enormi quantità di vino prodotte ogni anno.

Storia della denominazione Puglia IGT

La vite è sempre stata presente nel territorio della Puglia. Quando i Greci colonizzarono la regione, nell’VIII secolo a.C., introdussero alcune delle varietà di uva che oggi vengono considerate autoctone, come il Negroamaro e l’Uva di Troia. Si deve ai Greci anche il sistema di coltivazione della vite più diffuso in Puglia, ossia quello ad alberello. Anche in epoca romana l’industria vitivinicola pugliese visse un periodo florido, come testimoniato da Plinio il Vecchio, Orazio e Tibullo nelle loro opere.

Ulteriore impulso all’attività arrivò dalla costruzione del porto di Brindisi nel 244 a.C., che aiutò la diffusione del vino pugliese in altre zone d’Italia e all’estero. A Taranto, invece, venivano conservate grosse quantità di vino in grotte scavate lungo la costa.

Dopo la caduta dell’Impero Romano nell’anno 476, la produzione di vino in Puglia subì un brusco declino, dal quale si risollevò grazie all’aiuto di monaci ed enti ecclesiastici. Anche l’imperatore Federico II di Svevia, seppur astemio, capì l’importanza della vitivinicoltura per la regione, ed attuò una serie di provvedimenti per rendere il vino uno dei prodotti più rappresentavi dell’economia pugliese. Il vino assunse un ruolo così importante che, nel 1362, Giovanna I d'Angiò stabilì una legge che vietava l'introduzione e il consumo in Puglia di vino prodotto al di fuori della regione. 

Durante il Rinascimento i vini pugliesi iniziarono ad essere consumati anche in Francia e sulle tavole della nobiltà. Da sempre, comunque, la regione si è fatta conoscere per la enormi quantità e per l’alto grado alcolico del vino prodotto. Per questo motivo, i vini pugliesi iniziarono ad essere utilizzati come vino da taglio per colorare e dare struttura a vini prodotti nell’Italia settentrionale.

Solamente negli anni ’90 del Novecento, i viticoltori pugliesi decisero di puntare più sulla qualità che sulla quantità, scommettendo sulle caratteristiche eccezionali dei vitigni e del terroir.

Territorio della denominazione Puglia IGT

La regione Puglia è circondata dal Mar Mediterraneo. Le coste, che si estendono per oltre 800 km, sono delimitate da pianure caratterizzate da terreni calcarei, bagnati dal sole per tutto l’anno e rinfrescati dalle fresche brezze marine.

I vitigni della denominazione Puglia IGT

Oltre 50 vitigni, ripartiti in modo piuttosto equilibrato tra vitigni a bacca rossa vitigni a bacca bianca, fanno parte della denominazione. Nella lista si possono incontrare vigneti autoctoni, nazionali ed internazionali, il che riflette la preferenza evidenziata negli ultimi anni per la vinificazione varietale nell'Italia meridionale.

Alcune dei vitigni che fanno parte della denominazione Puglia IGT sono: Aglianico; Aleatico; Asprinio bianco; Barbera; Bianco di Alessano; Biancolella; Bombino bianco; Bombino nero; Cabernet Franc; Cabernet Sauvignon; Chardonnay; Coda di volpe; Falanghina; Fiano; Francavilla

Greco; Impigno; Incrocio Manzoni 6.0.13; Lacrima; Lambrusco; Malbech; Malvasia bianca e nera; Merlot; Montonico; Moscatello selvatico; Moscato bianco; Negroamaro; Negroamaro precoce cannellino; Notardomenico; Pampanuto; Petit Verdot; Piedirosso; Pinot bianco; Pinot grigio; Pinot nero; Primitivo; Refosco dal peduncolo rosso; Riesling italico; Riesling renano; Sangiovese; Sauvignon; Semillon; Susumaniello; Sylvaner verde; Syrah; Trebbiano; Uva di Troia; Verdeca; Verdicchio; Vermentino.

Si può affermare, comunque, che i vini più prodotti sono elaborati con uve tradizionali della Regione, come Primitivo, Negroamaro e Uva di Troia per i rossi e Falanghina, Fiano e Moscato per i bianchi.  

I vini della denominazione Puglia IGT

Fanno parte della denominazione le seguenti tipologie di vino:

  • Bianchi, anche frizzanti, spumanti, uve stramature e passiti;
  • Rossi, anche frizzanti, spumanti, uve stramature, passiti e novelli;
  • Rosati, anche frizzanti, spumanti e novelli.

I vini ad indicazione geografica tipica Puglia devono presentare delle caratteristiche specifiche:

  • Puglia bianco: colore giallo paglierino; profumo delicato; sapore fresco, da secco a dolce.
  • Puglia bianco da uve stramature: colore dal giallo paglierino al dorato; profumo delicato e persistente; sapore armonico, da secco a dolce.
  • Puglia bianco frizzante: spuma fine ed evanescente; colore giallo paglierino; profumo fruttato e delicato; sapore armonico, da secco a dolce.
  • Puglia bianco passito: colore dal giallo paglierino al dorato; profumo delicato e persistente; sapore armonico e dolce.
  • Puglia bianco spumante: spuma fine e persistente; colore giallo paglierino con riflessi color oro; profumo fragrante e complesso; sapore fresco e sapido.
  • Puglia rosso: colore dal rubino al granato; profumo gradevole; sapore da secco a dolce.
  • Puglia rosso da uve stramature: rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento; profumo delicato e persistente; sapore da secco a dolce.
  • Puglia rosso frizzante: spuma fine ed evanescente; colore rosato; profumo fruttato e delicato; sapore da secco a dolce.
  • Puglia rosso novello: color rubino, profumo intenso e gradevole; sapore da secco a dolce.
  • Puglia rosso passito: rosso granata, tendente al granato con l’invecchiamento; profumo delicato e persistente; sapore dolce ed armonico.
  • Puglia rosato: color rosa, più o meno intenso; profumo fruttato; sapore da secco a dolce.
  • Puglia rosato frizzante: spuma fine ed evanescente; color rosato tenue; profumo fruttato e delicato; sapore da secco a dolce.
  • Puglia rosato novello: rosato più o meno intenso; profumo fruttato; sapore da secco a dolce.
  • Puglia rosato spumante: spuma fine e persistente; color rosa più o meno intenso; odore fragrante, sapido e fine.

A queste caratteristiche, ovviamente, si affiancano quelle caratteristiche del vitigno.

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