Vino Aversa Asprinio

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L'Aversa Asprinio DOC è un vino la cui produzione è consentita nella zona di Aversa, in provincia di Caserta, e in pochi comuni della provincia di Napoli. Come suggerisce il nome, i vini con questa denominazione devono essere prodotti con almeno l'85% del vitigno Asprinio, percentuale che sale al 100% nel caso della versione spumante. La DOC è stata ufficialmente riconosciuta nel 1993.

Importantissimo per la definizione della DOC, è stato il sistema di allevamento ad "alberata aversana". La campagna che circonda il territorio, infatti, è delimitata da delle vere e proprie barriere di piante, chiamate appunto alberate o festoni. La vite si unisce a dei "tutori vivi", come olmi o pioppi, creando dei muri vegetali che superano i 20 metri di altezza. Secondo alcune leggende locali, i Borboni li usavano come difesa contro gli eserciti nemici.

Storia della DOC Aversa Asprinio

Gli ampelografi hanno formulato diverse ipotesi sull'origine del vitigno Asprinio. Secondo alcuni, questa varietà deriva dalla famiglia dei Pinot e sarebbe stato introdotto nell'area di Napoli durante la dominazione francese per la produzione di spumanti; secondo altri, deriverebbe direttamente dal vitigno Greco.

Stando alle informazioni dateci da Sante Lancerio, cantiniere di Papa Paolo III Farnese, la coltura dell'Asprinio risalirebbe addirittura agli inizi del ‘500. Il Santo Padre, infatti, era un fan di questo vino, che amava bere prima di andare a dormire. Si dice anche che Luigi XII di Valais (1462-1515), Re di Francia detto il "Padre del Popolo", nel periodo in cui si impadronì del Regno di Napoli, fece importare dalla Francia una certa quantità di vitigni, che poi diedero vita all'Asprinio. Grazie alla sua freschezza, il vino con esso prodotto divenne ben presto il più consumato nelle taverne di Napoli.

Qualche anno più tardi, l'Asprinio catturò l'attenzione della Regina Carolina, moglie del re Gioacchino Murat (1767-1815), che ne descrisse le piante con entusiasmo nelle sue lettere. Pare anche che gli spumanti ottennero, in questo periodo, un discreto successo in Francia. Anche lo stesso Garibaldi (1807-1882) ebbe occasione di provarlo e apprezzarlo.

Nel 1839, Alexandre Dumas, nel suo "Corricolo", identificò nell'Asprinio l'unico vino capace di accompagnare a dovere la pizza e gli spaghetti.

Per quanto riguarda il sistema ad alberata, l'ipotesi più fondata è quella che vede questo tipo di allevamento derivare dalla coltura della canapa, tipica della regione storica Terra di Lavoro. La canapa, infatti, poteva raggiungere anche i due metri di altezza, creando condizioni sfavorevoli ad un allevamento basso della vite.

La zona della DOC Aversa Asprinio

La DOC Aversa Asprinio si estende sull'intero territorio dei comuni di Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d'Aversa, San Marcellino, Sant'Arpino, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano e Villa Literno, tutti in provincia di Caserta. Nella DOC, però, sono inclusi anche tre comuni della provincia di Napoli: Giugliano, Qualiano e Sant'Antimo.

Questa zona comprende una pianura geologicamente omogenea situata a Nord dei campi Flegrei, in quelli che, in passato, erano denominati Regi Lagni. L'altimetria è compresa tra i 10 m s.l.m. (a Villa Literno) e i 101 m s.l.m. (a Qualiano), e i vigneti sono esposti prevalentemente a sud.

Il clima è di tipo mediterraneo, con escursioni medie (soprattutto in autunno e in inverno), estati calde e inverni temperati.

Il suolo è di tipo pozzolanico in superficie e di tipo tufitico e cineritico-sabbioso più in profondità.

I vini dell'Aversa Asprinio DOC

La DOC Aversa Asprinio è riservata solo a due tipologie di vini, un vino bianco e un vino spumante, le quali devono presentare le seguenti caratteristiche al momento dell'immissione sul mercato:

  • Aversa Asprinio: colore giallo paglierino più o meno intenso; profumo intenso, fruttato e caratteristico; sapore secco, fresco e caratteristico; titolo alcolometrico volumico totale minimo 10,50% Vol.

  • Aversa Asprinio Spumante: spuma fine e persistente; colore giallo paglierino più o meno intenso; profumo fine, fragrante e caratteristico; sapore secco, fresco e caratteristico; titolo alcolometrico volumico totale minimo 11% Vol.

In generale, possiamo dire che al naso è possibile riconoscere sentori di agrumi, mentre in bocca quel che colpisce sono l'acidità spiccata e la freschezza. Il nome del vitigno, che viene detto anche Asprino o Uva Asprinia, è un chiaro riferimento alla sensazione aspra, simile a quella del limone, che lascia una volta assaggiato.

È vietato l'uso di qualsiasi qualificazione aggiuntiva, compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.

Abbinamenti con il cibo

La temperatura di servizio ideale, sia del vino fermo che dello spumante, è di 8º-10ºC. Entrambi si possono abbinare ad antipasti pressi, tartine, piatti a base di pesce, frutti di mare e crostacei. Una buona idea è quella di servirli con piatti della tradizione campana, come fritti, mozzarella di bufala e primi piatti al sugo bianco di pesce.

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