Liquore di erbe

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Il liquore alle erbe, o liquore alle piante, è un tipo di bevanda alcolica molto popolare in Italia, consumata soprattutto come digestivo o shot e dal volume di alcol minimo del 15%. Fin dal Medioevo, all’acquavite venivano aggiunte piante, erbe e fiori per ricavarne bevande medicinali, da utilizzare quindi a scopo terapeutico. Successivamente, questi toccasana raggiunsero un’enorme popolarità, tanto che iniziarono ad essere consumati semplicemente per piacere.

Originariamente molto amari, questi liquori vennero in seguito addolciti con del miele. Oggi, uno degli ingredienti principali nella produzione dei liquori alle erbe - oltre all’alcol e alle piante - è lo zucchero, che non deve essere inferiore ai 100g/L.

Produzione dei liquori alle erbe

  • Scelta dell'alcool: possono essere utilizzate varie basi alcoliche, come alcool neutro, gin, vodka, whisky o cognac.
  • Scelta di erbe o piante: i liquori di qualità sono elaborati partendo da materie prime naturali. La scelta delle piante è rigorosa in base all'origine, alla coltivazione e ai metodi di raccolta. Tuttavia, molti liquori contengono estratti, concentrati aromatici o essenze artificiali. Ciò deve essere indicato sull'etichetta.
  • Estrazione: sono 3 i principali metodi di estrazione degli aromi, ossia infusione/macerazione, percolazione e distillazione. Per i liquori di erbe e piante, il metodo migliore è l'estrazione a caldo, processo praticamente identico alla distillazione: con il calore, gli elementi volatili si separano dalle sostanze aromatiche, che invece seguono l'alcool e l'acqua nella loro evaporazione. L'alcool viene posto con le erbe e le piante in un alambicco di rame, dove il tutto viene portato a ebollizione. I vapori aromatici salgono, passano accanto ad un refrigeratore e tornare allo stato liquido. Solo il cuore del distillato viene mantenuto, mentre la testa e la coda, contenenti materie nocive per l’uomo (ad esempio, il metanolo).
  • Miscelazione e invecchiamento: gli alcolici ottenuti vengono miscelati secondo la ricetta di ogni distilleria. Alla miscela viene poi aggiunto lo zucchero e dell’acqua per abbassarne la gradazione alcolica. Il liquore può essere sottoposto ad un processo di invecchiamento, che può andare da alcuni mesi a diversi anni, in tini o in botti di legno.

Ad alcuni liquori vengono aggiunti coloranti per migliorarne il colore.

Le piante e le erbe più comunemente usate nella produzione di liquori sono: menta, genziana, anice, ginepro, verbena, angelica, fiori di tiglio, assenzio, timo, origano, rosmarino, cardo santo, maggiorana, sambuco, malva, pino, abete, issopo, achillea, rododendro, camerino, ecc. Sono troppi i tipi di liquori a base di erbe per elencarli tutti!

Come bere i liquori di erbe

Il liquore alle erbe si beve spesso come aperitivo, puro o con l'aggiunta di acqua, o come digestivo a fine pasto. Non è raro, inoltre, che venga servito come chupito, da bere tutto d’un fiato!

Ricordate: le bottiglie devono essere conservate in posizione verticale e, se possibile, lontano dalla luce.

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