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Cachaça

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La cachaça è il più famoso distillato brasiliano, ottenuto dalla distillazione del succo della canna da zucchero. In Brasile questa bevanda è davvero un’istituzione, basti pensare che il consumo medio annuo è di 8 litri a persona.

La cachaça può essere considerata come una parente del rum, ma non sono di certo la stessa cosa: il distillato brasiliano è ottenuto del succo fresco della canna da zucchero fermentato - aguardente de cana; il rum è ottenuto dalla melassa, ricavata dal succo cotto della canna da zucchero. Il rhum agricole, invece, a volte prevede la distillazione del succo di canna fresco, ma il prodotto finale ha una gradazione alcolica di molto superiore rispetto a quella della cachaça (fino al 70% contro il 48%).

Produzione della cachaça

Nella prima metà del XVI secolo, i capirai - contadini brasiliani da cui prende il nome la famosa Caipirinha - scoprirono che il succo della canna da zucchero rimasto tra gli scarti del raccolto, dopo la fermentazione, si trasformava in una bevanda leggermente schiumosa: le diedero il nome di “cagaça”, che significa appunto “schiuma”. Fu solo nel XVII secolo, quando gli olandesi portarono nelle Americhe gli alambicchi, che il cagaça, ormai ampiamente consumato durante il lavoro nei campi, venne distillato per la prima volta.

Sempre in quegli anni, l’aguardente de cana divenne il simbolo della rivolta degli schiavi contro la dominazione portoghese, tanto che nel 1639 e nel 1743 a Bahia vennero emessi dei decreti per impedirne la produzione. Nel 1808, però, il tribunale di Rio de Janerio rivendicò l’aguardente de cana - conosciuta anche con i nomi di Cainha e Cachaça - come uno dei più importanti prodotti per l’economia brasiliana.

Ci sono due processi distinti per produrre la cachaça:

- Artigianale: le canne vengono tagliate manualmente. Nell’arco di una giornata si procede all’estrazione del succo (garapa), poi posto a fermentare con lieviti e con farina di mais o crusca di riso;

- Industriale: le piantagioni vengono incendiate in modo controllato (pre-burning harvest) per eliminare la parte verde della pianta. In seguito, si procede alla raccolta e all’estrazione del succo.

La fermentazione del succo dura circa 2 giorni, dopodiché si procede alla distillazione in alambicchi di rame a ciclo dicontinuo (cachaça artigianale) o continuo (cachaça industriale). Il liquido ottenuto viene fatto bollire e addizionato con acqua demineralizzata, per abbassarne la gradazione alcolica. Si procede infine all’invecchiamento in botti di legno di quercia o di alberi indigeni, tranne nel caso della cachaça nova (non invecchiata)

Come bere la cachaça

La cachaça si può bere in tutti i modi, sia liscia che con ghiaccio, anche se il suo utilizzo maggiore, specialmente in Europa, è come ingrediente di numerosi cocktail… che solitamente finiscono in -igna! Tra i più famosi troviamo la caipirinha, preparata con lime e zucchero di canna, e la batida, un frullato alcolico anche può essere aromatizzato a piacimento.

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