Vino: gli animali in etichetta!

Di Karin Mosca
Vino: le etichette che raffigurano i nostri amici animali - Drinks&Co

Nella vecchia fattoria ia ia oh! No, non siamo impazziti! Oggi, infatti, vi parliamo di vini che hanno delle etichette molto originali, raffiguranti degli animali.

L’etichetta, si sa, è la prima forma di comunicazione quando si parla di un vino. La scelta di rappresentare degli animali, può rendere immediatamente riconoscibile un prodotto e portare i consumatori a sceglierlo tra altre migliaia di bottiglie. Di seguito, troverai qualche simpatico esempio!

Gatti e cani

Ecco un vino che farà brillare gli occhi a tutti gli amanti dei gatti: El Gato Azul 2018. Si tratta di un 100% Verdejo spagnolo della denominazione Rueda; un vino vivace, dalle rinfrescanti note di frutta tropicale e agrumi e con un’acidità ben equilibrata. E con un nome così, sull’etichetta non poteva che non esserci un bel gattino azzurro, impegnato nell’arte di graffiare un telo bianco. Altra simpatica etichetta è quella della Cuvée du Chat 2018 di Marcel Lapierre, mentre più inquietante è quella che Eric Texier ha scelto per il suo Chat Fou 2018.

Dopo i gatti, non si può non parlare di cani. El Perro Verde 2019 delle Bodegas Felix Lorenzo Cachazo è uno dei più celebri Verdejo spagnoli. Fresco e agrumato, questo vino è il miglior amico dei piatti a base di pesce. Impossibile dimenticarne il nome! Un altro simpatico cagnolino è quello rappresentato sull’etichetta di un vino australiano, il Redheads Studio Yard Dog White 2019, adatto a coloro che amano i vini fruttati e dalla spiccata acidità.

Galline

Per il loro La Vieille Ferme Ventoux 2017, la famiglia Perrin ha scelto di raffigurare un gallo e una gallina in versione acquerellata. Decisamente più pop è, invece, il gallo sull’etichetta del Bonarda di Mora Bassa, cantina che ha fatto delle etichette animalesche la sua firma.

Una menzione speciale se lo merita, infine, il vino Ojo de Gallo, un monovarietale Palomino Fino che arriva direttamente da Jerez, Andalusia.

Uccelli

La Tenuta Graffetta ha deciso di dedicare le sue etichette alla categoria degli uccelli. Un esempio è il suo Nero d’Avola, la cui etichetta raffigura una gazza – animale notoriamente attratto dagli oggetti luccicanti e di valore – intenta a rubare un pezzo di corallo, che ci ricorda le origini siciliane del vino.

La cantina altoatesina Loacker, invece, punta su uno degli animali più caratteristici del paesaggio montano, il falco, uccello predatore che dà anche il nome al loro vino Falco Rosso.Attenzione, però: questo vino viene prodotto nella tenuta della famiglia nella Maremma toscana. Altro animale selvatico è la quaglia rappresentata sul Moscato d’Asti Bricco Quaglia della cantina piemontese La Spinetta.

Infine, nominiamo anche la Francia con il Premières Grives 2019, uno dei vini più celebri del Domaine du Tariquet. Il nome del vino è un omaggio ai primi tordi che, con l’arrivo del freddo in autunno, migrano verso sud. Il loro passaggio segna il momento giusto per iniziare la raccolta dei vitigni tardivi.

Leoni, canguri e rinoceronti

La già citata cantina La Spinetta, però, viene associata all’immagine di un altro animale, un po’ più esotico. La xilografia di un rinoceronte che è diventata il logo della cantina è stata realizzata dell’artista Albrecht Dürer. Il disegno rappresenta l’arrivo di un rinoceronte a Lisbona nel 1515, come dono da parte del governatore dell’India Portoghese al re del Portogallo. Era la prima volta che si vedeva in Europa un animale del genere. Il pregiato Barolo Campè, invece, è stato decorato con un leone, il re degli animali, quasi a rimarcare la qualità eccelsa di questo vino.

Concludiamo con un altro animale insolito, diventato il simbolo del suo paese. Stiamo parlando del canguro, scelto come logo dalla cantina australiana Yellow Tail. Ovviamente, il marsupiale fa capolino dall’etichetta di qualsiasi vino della maison!

Conoscete altre etichette animalesche? Fatecelo sapere!

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