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Vino italiano: come si legge un’etichetta?

Sei un amante del vino e vorresti capirne un po’ di più su ciò che stai bevendo? Sappi che l’etichetta è una fonte, anche se a volte incomprensibile, di informazioni. Ti spieghiamo noi come fare per decifrarla!

Vino italiano: come leggere un'etichetta - Uvinum

Come leggere un’etichetta di vino

Innanzitutto, dobbiamo ricordare che il Regolamento CE 607/2009 impone uno standard di etichettatura per i vini a tutti i paesi della Comunità Europea. Fatta questa precisazione, passiamo alle informazioni che si incontrano sull’etichetta di un vino italiano:

  • Annata: Spesso si trova sulla parte anteriore dell’etichetta. È obbligatoria solo per i vini con denominazione, esclusi i vini spumanti, frizzanti e liquorosi. L’85% delle uve utilizzate nell’elaborazione deve appartenere all’annata indicata.
  • Allergeni: Va dichiarata la presenza di solfiti, uova e latte.
  • Categoria del prodotto: Viene indicata la tipologia del vino. È una dicitura obbligatoria solo per i vini senza denominazione o indicazione di origine.
  • Denominazione: Viene indicata l’eventuale DOP (Denominazione di origine protetta) o IGP (Identificazione Geografica Protetta). In alternativa, vengono indicate le diciture DOC (Denominazione di origine controllata), DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita) o IGT (Identificazione Geografica Tipica).
  • Grado alcolico: È necessario indicare la quantità (ml) di alcol etilico presente in 100 ml del vino. Viene espresso in % Vol.
  • Imbottigliatore: Indica il nome, o la ragione sociale, il comune e il paese di chi ha imbottigliato il vino. Per gli spumanti, viene indicato solo il venditore o il produttore.
  • Lotto: Indica l’insieme di bottiglie o damigiane prodotte e/o confezionate in circostanze identiche. Serve a identificare la bottiglia.
  • Provenienza: Viene indicato il paese in cui è stato prodotto il vino.

Per gli spumanti, inoltre, è obbligatorio indicare il tenore zuccherino (extra brut, brut, extra sec, sec, demi sec, dolce).

Informazioni facoltative

Esistono poi delle diciture facoltative valide solo per i vini DOC e DOCG:

  • Classico: È un vino prodotto nella zona con la tradizione più antica all’interno della DOC.
  • Imbottigliato all’origine /  imbottigliato dall’azienda agricola / imbottigliato dal viticoltore: Indica un vino che è stato imbottigliato dal produttore stesso.
  • Integralmente prodotto da…: Questa dicitura può essere aggiunta quando il vino è stato prodotto con uve raccolte in vigneti di proprietà dell’azienda, che sono poi state vinificate nella stessa. 
  • Riserva: Indica un vino sottoposto a un invecchiamento più lungo rispetto a quello minimo definito dal disciplinare. L’invecchiamento dev’essere superiore ai due anni per i vini rossi, a un anno per i vini bianchi, a un anno per gli spumanti elaborati secondo il Metodo Charmat (rifermentazione in autoclave) e ai tre anni per gli spumanti elaborati secondo il Metodo Classico (rifermentazione in bottiglia).
  • Superiore:  È un vino con un tenore alcolico maggiore, dovuto a una maggiore concentrazione zuccherina data da condizioni climatiche estremamente favorevoli.
  • Vitigno: Solo se il prodotto è elaborato con il 100% della varietà indicata in etichetta.

Ogni produttore, poi, può scegliere come presentare il suo prodotto, aggiungendo alcune informazioni (ad esempio, il logo della cantina o il nome commerciale del vino) o decorando l’etichetta in modo da renderla più accattivante.

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Salvatore Martusciello Ottouve Gragnano Penisola Sorrentina 2018

Il Gragnano della Penisola Sorrentina DOC è il vino più rappresentativo della città di Napoli. Salvatore Martusciello Ottouve Gragnano Penisola Sorrentina 2018, dolce e leggermente frizzante, va servito freddo con la vostra pizza!

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Cantina Fina Kike

Cantina Fina Kike è un blend equilibrato, composto per il 90% da Gewürztraminer e per il 10% da Sauvignon Blanc. Il bouquet rivela note fruttate e di spezie, che si ritrovano anche al palato.

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Ornellaia 2014

Cuvée di Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot, l’Ornellaia 2014 è capace di esprimere tutte le qualità eccezionali del territorio. La maturazione piuttosto tardiva ha permesso alle uve di esprimere la loro vivacità e freschezza, regalando un vino dai tannini setosi e raffinati. 

Enoturismo: l’Italia è il miglior Wine Country al mondo

È ufficiale: l’Italia è il Wine Country migliore al mondo. Bisogna fare una precisazione, però. La ricerca, condotta da Lastminute.com, non è intesa a definire il paese che produce i vini migliori, ma quello che offre maggiori servizi ai turisti amanti del vino.

L'Italia è il paese migliore al mondo per l'enoturismo - Uvinum

Perché l’Italia è il miglior paese produttore di vino al mondo

Per ricevere tale titolo, l’Italia ha dovuto competere con altri 29 paesi produttori di vino su una serie di criteri che includevano, tra gli altri, esperienze di degustazioni offerte, vigne aperte ai visitatori, costi di viaggio e alloggio, prezzo medio di un pasto.

Le 20 regioni italiane offrono una scelta quasi infinita di varietà di uve e tipologie di vini (rossi, bianchi, rosati, spumanti, dolci, passiti, ecc.) e sono in grado di soddisfare davvero i gusti di tutti. Le enoteche e i vigneti aperti al pubblico sono 33, le esperienze di degustazione disponibili sono ben 993 e il costo medio di una bottiglia di vino è di 4.77€, un prezzo piuttosto ragionevole se si considera l’alta qualità di molti vini nostrani.

Nella classifica stilata da Lastminute.com, al secondo posto troviamo la Francia, seguita al terzo posto dalla Spagna. Il Sud Africa, in quarta posizione, è il primo paese non europeo della lista.

L’enoturismo in Italia

Secondo il Rapporto 2019 sul Turismo del Vino in Italia (a cura dell’Associazione Nazionale Città del Vino e dell’Università di Salerno), l’enoturismo in Italia vale circa 2,5 miliardi all’anno. Sono circa 14 milioni gli enoturisti che visitano il nostro paese, i quali spendono una media di 85€ a persona al giorno (160€ se si considera anche il pernottamento). Tirando le somme, il turismo del vino incide circa sul 26.9% del fatturato annuo di una qualsiasi azienda vinicola.

Bisogna, poi, prendere in considerazione i benefici che ne traggono tutte quelle imprese che sono legate al settore turistico e agroalimentare: alberghi, ristoranti, produttori e rivenditori di prodotti tipici devono agli enoturisti una media del 36% del loro fatturato.

La regione che attrae più winelover è la Toscana (48.41% degli enoturisti), a cui seguono Piemonte, Trentino-Alto Adige e Campania.

 

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Il Palagio Sting Sister Moon 2013

Appassionato di musica? In questo caso non può perderti Il Palagio Sting Sister Moon 2013, vino che prende il suo nome dal famoso singolo di Sting del 1987. Nel 2016, questo vino corposo e rotondo è stato eletto dalla rivista Wine Spectator come uno dei cento migliori vini italiani.

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Andrian Pinot Grigio Alto Adige 2018

L’Andrian Pinot Grigio Alto Adige 2018 esprime tutte le caratteristiche del vitigno, tipico della regione dell’Alto Adige. Si presenta nel bicchiere di un bel colore giallo paglierino e sprigiona aromi di melone e agrumi. Fresco e fruttato, in bocca rivela un sapore elegante e di lunga persistenza. 

Il sole nel vigneto

Il 3 maggio si celebra la Giornata Mondiale del Sole. Il sole è indispensabile per la vita sulla Terra, in quanto è la nostra prima fonte di luce, energia e calore.

Forse l’hai sempre dato per scontato, ma una buona esposizione al sole è fondamentale per una crescita sana delle viti e dei grappoli d’uva con cui si produce il nostro amato vino.

Giornata mondiale del sole: l'importanza del sole per la vigna - Uvinum

No luce, no uva

La vite è una pianta eliofila – aggettivo composto dalle parole greche Hélios, sole, e filèin, amare. Come ci suggerisce il nome, è una pianta che necessita dell’esposizione diretta alla luce solare per poter crescere, germogliare e produrre i propri frutti.

Uno degli elementi più importanti a cui l’agronomo deve pensare al momento di progettare un vigneto, è proprio l’esposizione alla luce solare, tenendo in conto anche le ore giornaliere in cui le piante saranno esposte al sole. La vite è, infatti, una pianta a giorno lungo, che ha bisogno di molte ore di luce – circa 1300 ore di sole durante la stagione di crescita – per poter svolgere le funzioni vegetative e riproduttive. Ecco perché, in generale, si prediligono le zone situate ad un’altitudine elevata.

Il colore e gli aromi dell’uva sono dovuti al sole

Sapevi che più ci si avvicina alle alte latitudini e più è difficile ottenere vini rossi? Questo perché le piante necessitano molta più energia per assicurare la sintesi delle materie coloranti dei frutti che per produrre zuccheri. Questo spiega perché regioni come l’Alto-Adige e la Valle d’Aosta sono famose soprattutto per i loro bianchi aromatici.

Allo stesso modo, i vini delle regioni meridionali presentano una struttura più densa, aromi più concentrati e una gradazione alcolica più elevata. Ciò è dovuto al fatto che una maggior quantità di luce fa aumentare gli zuccheri nei frutti e diminuire gli acidi e i tannini.

L’essiccazione al sole

Il sole è fondamentale nel processo di lavorazione di uno dei prodotti enologici italiani tra i più importanti e celebri: il vino passito. I vini passiti sono ottenuti attraverso le stesse tecniche di vinificazione impiegate per i vini classici, ma le uve utilizzate vengono prima sottoposte ad un periodo di appassimento. Questo processo fa sì che gli acini perdano la componente liquida e raggiungano uno stato di sovramaturazione. Le uve disidratate presenteranno così un’alta concentrazione di zuccheri, sali minerali e aromi.

L’appassimento può avvenire direttamente sulla pianta, in ambienti chiusi in particolari condizioni di umidità e temperatura, o ancora posizionando i grappoli raccolti su degli appositi graticci sotto al sole.

È con quest’ultima modalità che si ottengono alcuni gioielli come il Passito di Pantelleria, lo Sforzato di Valtellina, l’Amarone della Valpolicella, il Greco di Bianco, l’Erbaluce di Caluso passito.

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Donnafugata Passito di Pantelleria Ben Ryé 2015

Il Passito di Pantelleria Ben Ryé di Donnafugata è elaborato con uve Zibibbo. Dalla gradazione di 14.5% Vol., ha ottenuto un punteggio di 4 punti su 5 dalla community di Uvinum

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Bertani Amarone Della Valpolicella Classico 2009

L’Amarone della Valpolicella Classico di Bertani nasce nei vigneti di Villa Novare, nel cuore della Valpolicella Classica. Questi vigneti sono dedicati esclusivamente alla coltivazione di uve destinate all’appassimento. 

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Kellerei Bozen Cantina Bolzano Gewürztraminer Südtirol Alto Adige 2018

“Produrre buoni vini è un mestiere, fare grandi vini è un’arte”: questo è il motto dalla Cantina Bolzano / Kellerei Bozen. Una filosofia che si riscontra nella qualità dei loro vini, di cui questo Gewürztraminer 2018, fresco, fruttato e aromatico, ne è un buonissimo esempio. 

Biodinamica: i vini che rispettano l’ambiente

sciopero mondiale per il futuro - i vini biodinamici - Uvinum

Oggi si scende in piazza per il futuro del pianeta. Gli studenti, infatti, hanno indetto una sciopero per il clima per chiedere ai governanti misure concrete contro il riscaldamento globale. Anche per quanto riguarda il mondo del vino, i produttori non sono indifferenti a questa questione e da qualche anno si è assistito all’introduzione di una serie di pratiche volte a salvaguardare l’ambiente.

La parola d’ordine è biodinamica. Molto simile come concetto a quello di viticoltura biologica, – che si basa essenzialmente sulla coltivazione senza l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi e OGM – la viticoltura biodinamica (e più in generale l’agricoltura biodinamica) si basa sul rispetto del corso naturale della natura e sull’equilibrio dell’ecosistema pianta-suolo-animali.

Inoltre, si differenzia dalla viticoltura biologica per l’utilizzo di preparati particolari a base di erbe e minerali, irrorati sulle piante in periodi specifici dell’anno, e per  l’adattamento ai cicli lunari sia per la semina che per il lavoro nei campi.

La certificazione Demeter

Anche se non esiste ancora una normativa di legge di riferimento , esistono delle certificazione che attribuiscono il titolo di “vino biodinamico”.

La principale è Demeter, creata nel 1927 e oggi in vigore in una cinquantina di paesi. La sede italiana dell’Associazione si trova a Parma e opera un attento controllo sulla produzione e sulla commercializzazione dei prodotti biodinamici, seguendo ogni fase fino all’etichettatura. Demeter non si occupa solo di vino e prodotti vegetali, ma anche di carne, prodotti caseari, spezie e prodotti non alimentari, come cosmetici e tessuti.

Vino biodinamico per salvare il pianeta - Uvinum

Alois Lageder

L’azienda Alois Lageder porta avanti con orgoglio la tradizione enologica di vini di qualità dell’Alto-Adige. L’approccio olistico e sostenibile della cantina si rispecchia nell’attività vitivinicola biologica e biodinamica, che le ha consentito di fondere tradizione e modernità.

 

La Raia

La Raia, azienda agricola biodinamica certificata Demeter, si trova nel cuore delle colline del Gavi, dove produce vini nel pieno rispetto per la natura.

 

Stefano Amerighi

Stefano Amerighi, nei suoi vigneti di Poggiobello di Farneta, segue scrupolosamente tutte le regole del metodo biodinamico: lavorazioni in vigna scandite dalle fasi lunari; pigiatura con i piedi; fermentazione spontanea con lieviti indigeni; imbottigliamento senza filtrazione o stabilizzazione.

5 grandi vini prodotti da donne

Il mondo del vino è sempre stato concepito come un mondo dominato dagli uomini. Eppure, negli ultimi anni, sempre più donne vi si stanno avvicinando, dando una nuova impronta alla comunicazione e alla produzione del vino.

Oggi 8 marzo, in occasione della Festa della Donna, vi proponiamo 5 vini prodotti da donne. Cosa aspettate a provarli?

Donne e vino: 5 vini prodotti da donne - Uvinum

Arianna Occhipinti Sp 68 Bianco Sicilia 2017

Arianna Occhipinti acquista nel 2004 un ettaro di terreno a Fossa di Lupo, a lato della SP68, ed impianta il primo vigneto. Oggi il suo podere misura 22 ettari e i suoi vini sono apprezzati in tutto il mondo. Arianna si occupa in prima persona di tutto il ciclo produttivo, dalla vigna alla cantina, stando sempre molto attenta a rispettare il territorio e la natura.

2 Elena Walch Gewürztraminer 2017

Elena Walch si avvicina al mondo del vino nel 1985, quando decide di chiudere il suo studio di architettura e trasferirsi a Termeno. In pochi anni, Walch è diventata un’azienda di primo livello, conosciuta a livello nazionale ed internazionale. È il Gewürztraminer il fiore all’occhiello dell’azienda.

3 Donne Fittipaldi Bolgheri 2016

Maria Fittipaldi Menarini e le quattro figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina sono il cuore dell’azienda Donne Fittipaldi. Tutto ha inizio nel 2004 a Bolgheri, nel cuore della Toscana, con l’obiettivo di produrre vini di grande eleganza ed armonia.

4 Mora E Memo Tino Sur Lie 2015

Elisabetta Pala, insieme alla sorella e alla madre, conduce l’azienda Mora&Memo a Serdiana, Sardegna. La “mora” – un riferimento ai quattro mori della bandiera sarda – simboleggia la figura della donna, da sempre fulcro della famiglia; “memo” sta per memoria, un “reminder” per tutti della figura edificatrice della donna.

Foradori Teroldego Sgarzon 2016

Elisabetta Foradori è stata una delle pioniere della viticoltura biodinamica in Italia. Elisabetta ha preso in mano le redini dell’azienda – fondata dal nonno a Mezzolombardo – nel 1984, imponendosi come primo obiettivo quello di recuperare una delle varietà trentine più antiche, il teroldego.

Consigli utili per ordinare vino in un ristorante

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Sebbene possa sembrare semplice, non sempre si ordina correttamente il vino al ristorante. Tutto dipende dal tipo di persona che ci accompagna e dal vino che desideriamo. Ecco alcuni suggerimenti utili per non perderci:

Ascoltare il sommelier

La prima regola e la più semplice è quella di lasciarsi consigliare dal sommelier del ristorante, nel caso ce ne sia uno. Come esperto di vini, saprà perfettamente che vino scegliere, secondo l’occasione, il piatto e i nostri gusti. Quindi non complichiamoci la vita, in caso di indecisione, chiediamo al sommelier che saprà darci le giuste indicazioni.

Dipende dal cibo

Chiaramente, a seconda di ciò che mangiamo, ordineremo un vino piuttosto che un’altro. Il vino bianco può accompagnare il riso e il pesce, il rosso si sposa con la carne, ma non sempre queste norme generali sono corrette. Tutto dipende dal tipo di carne e dall’invecchiamento del vino. Tra le regole più importanti, è giusto sottolineare che i vini corposi e d’annata non vanno serviti prima di quelli più leggeri e giovani. Il mondo degli abbinamenti  è molto ampio, infatti ci sono sapori che si sposano felicemente con un bianco, mentre altri si esprimeranno al meglio con un vino rosato.

In ordine

Un altro modo per scegliere i vini durante un lungo pranzo e cena è seguendo un’ordine. La regola più semplice prevede prima i vini frizzanti, che tendono a sposarsi bene con gli antipasti, seguiti dai bianchi fermi che si abbinano con i primi piatti leggeri. Successivamente, in ordine, i rosati, i rossi giovani e per finire i rossi di corpo, adatti per accompagnare le carni di selvaggina e i piatti saporiti.

Dipende dall’appuntamento o dalla compagnia

Quando abbiamo un pranzo di lavoro e vogliamo fare bella figura con i nostri ospiti, possiamo scegliere un vino abbastanza noto, così non ci sarà il rischio che non piaccia. Se è invece un appuntamento, possiamo sperimentare e informarci dei gusti del nostro partner.

La forma del bicchiere influisce (e molto) sul gusto del vino

Non è solo una questione di estetica. Tra i diversi gadget che fanno parte del mondo del vino, il calice è uno degli elementi essenziali perché influisce direttamente sul suo sapore.

calici da vino devono essere di qualità e di forme specifiche, poiché possono enfatizzare sia il sapore di frutta che l’acidità e, in generale, aiutano a bilanciare tutti i sapori. Esistono studi che confermano queste affermazioni, come quello dell’Istituto di Biomateriali e Bioingegneria dell’Università Medica e Dentale di Tokyo, il quale sostiene che il modo in cui l’etanolo evapora dipende dalla struttura del bicchiere.

In questo studio, riportato dalla catena CNN, il colore rosso rilevato dalla fotocamera olfattivo mostra alte concentrazioni di etanolo che evaporano in diversi bicchieri di vino a 13 gradi Celsius. In una parte dello studio vengono analizzati tre bicchieri da vino: un calice standard, un bicchiere dritto e un calice da martini. Sebbene la stessa quantità di vino venga servita nei tre bicchieri e vengano esaminati a 13 gradi Celsius, le immagini hanno rivelato che sul bordo del calice da vino si formava una sagoma di vapore a forma di cerchio. Ciò consente di apprezzare il vino senza che interferisca l’odore di etanolo.

Inoltre, nella degustazione del vino non si discute solo della forma dei calici, ma anche della loro pulizia. Se ci sono tracce di detersivi o odori di plastica, verrà condizionato il gusto di un buon vino.

Se ciò non basta, anche la capacità, il volume o l’apertura del calice da vino sono fattori importanti per esaltare aromi e sfumature più o meno differenti. Ma gli esperti aggiungono che nella degustazione del vino tutto dipende anche da fattori soggettivi e personali, dalla temperatura e dai cambiamenti che il vino riceve in ogni momento.

 

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Come scegliere vini naturali senza sbagliare

La scelta di vini naturali e biodinamici può essere rischiosa. Sono concetti piuttosto nuovi per noi, ma in altri stati vengono prodotti da molto tempo. Ecco alcuni consigli per scegliere correttamente i vini naturali.

 

  • Scegli cantine che lavorano da molto tempo in questo tipo di produzione. Ci sono produttori che hanno un gran numero di vini completamente naturali. Oltre ad essere deliziosi hanno una lunga esperienza, che offre maggiore garanzia. La cosa migliore è che i loro vini sono davvero piacevoli.
  • Visita le fiere del vino naturale e biologico. Troverai molti esperti sul tema che potranno consigliarti i migliori vini da acquistare per ogni occasione.
  • Acquista vini in negozi specializzati. In questi negozi, i responsabili sono i più informati e possono darti buoni consigli.
  • La qualità più della quantità. I vini naturali tendono ad essere un po’ più costosi, quindi berremo un po’ meno, ma meglio.
  • Uve autoctone. Una caratteristica fondamentale dei produttori naturali è che lavorano per preservare il ricco patrimonio viticolo delle varietà autoctone invece di varietà standard internazionali. Perciò, i vini biologici, biodinamici e naturali tendono ad offrire una maggiore diversità di profili aromatici e un’opportunità unica di degustare vini prodotti con vitigni autoctoni. Ricorda sempre che questa classe di vini è prodotta con la minor quantità possibile di conservanti.
  • Conoscere nuovi sapori e vini. Quando dovremmo scegliere un vino naturale, sarà senza dubbio il gusto a guidarci. Ci permetterà di conoscere da vicino nuovi sapori, rappresentando un gran vantaggio quando trattiamo questo tipo di vini.
  • Partecipare alle degustazioni. Sia che siano a pagamento che gratuite (che occasionalmente si possono trovare), le degustazioni di vini naturali ci permettono di saperne di più e rendono più facile scegliere un vino con tali caratteristiche.

 

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Toso Moscato D’Asti 2015

 

 

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Foradori Manzoni Bianco Fontanasanta 2016

5 consigli per abbinare tapas e vino

“Andare di %u200B%u200Btapas” è uno degli sport preferiti dagli spagnoli. Bar e ristoranti offrono una gran varità di questi piccoli piatti, alcuni molto elaborati, per la felicità dei commensali. Ma quando si tratta di combinarli con il vino non è sempre chiaro cosa dovremmo scegliere. Perciò ti vogliamo dare alcuni consigli per abbinare tapas e vino.

Vini bianchi con pesce e vini rossi con carne. Sì o no?

Come regola generale, con tapas di pesce è giusto scegliere vini bianchi, ma in verità non è sempre così. Quindi possiamo anche combinare chorizos con vino bianco e tapas di crocchette di frutti di mare con un vino rosso, i gusti sono svariati. Inoltre possiamo trovare vini rossi giovani e molto morbidi che vale la pena conoscere e degustare in estate.

Vini rossi giovani ed invecchiati

Per le tapas con più carne è conveniente scegliere una varietà di vino rosso. Inoltre possiamo precisare che i vini giovani sono perfetti per tapas con carne in umido, mentre i vini rossi invecchiati si preferiscono per le tradizionali tapas di insaccati e prosciutto.

I vini rosati sono per l’estate

Ma anche per l’inverno. Infatti, abbiamo già sottolineato che lentamente le barriere predefinite tra vini e stagioni si rompono, dato che possimo abbinare qualsiasi vino in qualsiasi momento. I vini rosati sono freschi e sono l’ideale per le tapas di pesce un po’ grasso o le tapas a base di pasta.

Vino fino e manzanilla

Sono vini speciali prodotti in Spagna che si sposano perfettamente con le tapas, specialmente nell’area meridionale. Per questo motivo, è importante evidenziarli. Sia il vino fino che il vino manzanilla sono perfetti per tutti i tipi di frittura e i sottaceti.

Vino bianco dolce

Non tutti i vini bianchi sono uguali: ci sono più secchi, più leggeri e più dolci. In ogni caso, i vini dolci più appetibili in estate saranno molto freschi. E possiamo combinarli con tapas di formaggio, anche se i vini rossi sono da prendere in considerazione, specialmente per formaggi più saporiti; per quelli leggeri, come il brie, il gorgonzola e in generale i formaggi francesi, si preferiscono i vini dolci.

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Livio Felluga Colli Orientali del Friuli Ribolla Gialla 2016

Il vino rosso, alleato contro il tumore alla prostata

Abbiamo già detto, in più di un occasione, quali sono i benefici del vino rosso. Oltre a possedere i polifenoli dell’uva, che sono antiossidanti, il vino rosso è utile per la memoria e ci offre una buona dose di benessere, anche come alleato contro il tumore alla prostata.

Ciò è confermato da uno studio di alcuni urologi che hanno dimostrato che il vino rosso può ridurre il rischio di cancro alla prostata, mentre, il vino bianco può aumentare il rischio di soffrirne.

Questa ricerca ha dimostrato, secondo i risultati ottenuti, che il consumo moderato di vino, da parte di uomini sottoposti allo studio, non ha aumentato il rischio di cancro alla prostata. Ma è importante sottolineare che i risultati variano significatamente in base al colore del vino.

I bevitori di vino bianco hanno riscontrato un leggero aumento del rischio di cancro alla prostata. Invece, gli uomini che hanno bevuto vino rosso, sempre in modo moderato, hanno avuto una significativa riduzione del 12% nel rischio di soffrire di questo tipo di cancro.

Non è la prima volta che il vino è correlato alla possibile prevenzione di vari tipi di tumori e questo è il motivo per cui vari medici hanno voluto approfondire questo argomento, dato che esistono molti studi contraddittori.

Differenziando tra tipi di bevande alcoliche e modalità di consumo, si evidenzia che il vino rosso, consumato moderatamente, può ridurre significativamente il rischio di soffrire di alcuni tumori.

Inoltre, un altro studio pubblicato sulla rivista Cancer Science ha dimostrato che il resveratrolo, una sostanza chimica presente nel vino rosso ma non nel bianco, può aumentare l’efficacia delle radiazioni per distruggere le cellule tumorali della prostata.

Senza dubbio, tra le principali conclusioni possiamo evidenziare che il livello di prevenzione e riduzione di questa malattia dipende dal tipo di bevanda che viene somministrata, poiché non tutte le bevande alcoliche producono lo stesso risultato, come hanno visto i ricercatori.

 

 

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