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Obesità: si contrasta con il vino rosso!

È un fatto abbastanza risaputo che il vino rosso abbia effetti benefici sulla salute. Non tutti sanno, però, che questa bevanda tanto amata sembrerebbe aiutare anche ad evitare l’obesità. Oggi, in occasione dell’Obesity Day, la giornata mondiale dedicata alla prevenzione e alla cura dell’obesità, vi diamo qualche informazione in più.

Obesity Day: il vino aiuto aiuterebbe ad evitare l'obesità - Drinks&Co

La ricerca del King’s College di Londra

Secondo una ricerca condotta dai ricercatori del King’s College di Londra, guidati dalla Dott.ssa Caroline Le Roy e dal Prof. Tim Spector, i consumatori di vino rosso svilupperebbero una microflora intestinale più diversificata rispetto ai consumatori di altre bevande alcoliche, come vino bianco o birra. I polifenoli* contenuti nel vino rosso, infatti, sarebbero un vero e proprio toccasana per molti batteri e funghi benefici che si trovano nell’intestino, e aiuterebbero a riequilibrare il rapporto tra “batteri buoni” e “batteri cattivi”. Tutto ciò si traduce in un importante aiuto per il sistema immunitario e per il controllo del peso e del colesterolo cattivo.

La ricerca, pubblicata sulla rivista specializzata Gastroenterology, è stata condotta su un gruppo di 458 coppie di sorelle gemelle provenienti dal Regno Unito, a cui è stato chiesto di bere birra, sidro, vino rosso, vino bianco ed altre bevande alcoliche. Gli effetti benefici sul microbioma intestinale sono stati verificati solo sulle donne consumatrici di vino rosso. Per arrivare alla loro conclusione, i ricercatori hanno tenuto conto anche di altri fattori, come l’età dei soggetti, il peso, la dieta quotidiana e lo status socioeconomico.

Naturalmente, stiamo parlando di dosi moderate: un bicchiere di vino rosso ogni due settimane circa. Un consumo eccessivo di vino, infatti, potrebbe seriamente compromettere la salute.

 

*Polifenoli: sostanze chimiche di difesa presenti in numerosi tipi di frutta e verdura. Tra le maggiori proprietà benefiche dei polifenoli rientra quella antiossidante, che aiuta a ridurre l’invecchiamento delle cellule e la proliferazione delle cellule tumorali. Sono presenti in grande quantità nelle bucce dell’uva.

 

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Vini di uve ibride: avranno un futuro?

Le uve ibride vengono utilizzate in varie parti del mondo per produrre vini. Ma non sono sempre son ben viste. Ad esempio, la Francia le proibisce nei vini classificati, ad eccezione del Baco Blanc nella distillazione di Armagnac; l’Austria consente il loro utilizzo nell’elaborazione e nella vendita dei vini Uhudler nel Südburgenland, ma concede loro il più basso livello di etichettatura. E negli Stati Uniti, nonostante gli inverni freddi che supportano queste uve, non sempre ricevono un caloroso benvenuto tra gli acquirenti di vino.


Gli ibridi (incroci deliberati tra due specie di vite) rappresentano meno del 5% dei vigneti del mondo. Secondo gli esperti di questo tipo di vini, come José Vouillamoz, coautore della guida Wine Grapes, questi vitigni ibridi sono stati creati principalmente per fornire resistenza contro le malattie fungine e le gelate. Secondo lui, il loro futuro è discutibile.

Il futuro dell’uva ibrida

Altri viticoltori statunitensi spiegano che gli ibridi per natura producono vini minori. E alcuni vedono questo tipo di vino come un segno del cambiamento, in un momento in cui le persone si incuriosiscono con le cose diverse e sperimentali. Quindi, per questo alcuni degustatori saranno disposti a ordinare un vino ottenuto da uve ibride.

D’altra parte, in alcune zone sono visti come qualcosa di positivo. Certi vitigni ibridi hanno una elevata capacità di sopportare i duri inverni alpini e ciò è utile a molti produttori per coltivare uve utilizzando tecniche biodinamiche, che sarebbero impossibili utilizzando vitigni autoctoni più fragili.

Negli Stati Uniti si considera che i vitigni ibridi saranno presto conosciuti come vitigni americani. Anche se al momento è poco chiaro il futuro, perché in realtà non c’è molta richiesta. Tutto dipenderà dall’introduzione di nuove uve, dai cambi di gusto dei consumatori o dai cambiamenti climatici che richiedono ai produttori di rivedere le coltivazioni.

Cosa succede in Europa e in Spagna?

L’Unione europea, dal canto suo, non mette ostacoli alla coltivazione dei vitigni ibridi e la successiva commercializzazione dei vini prodotti. Si vendono ufficialmente in Germania e in Italia. Tuttavia, in Spagna, sembra che la questione sia più complicata, dal momento che il governo ha approvato nel 2003 una legge “della Vite e del Vino“, nella quale si specifica che nello stato spagnolo può essere etichettato e commercializzato solo vino ottenuto da vitigni della specie europea Vitis Vinifera pura.


Vitigni ibridi

Alcune regioni spagnole stanno chiedendo al governo un cambio legislativo. In Galizia, per esempio, vorrebbero che il rosso di Barrantes fosse legalizzato. I sostenitori di questa causa sostengono che il rosso di Barrantes non può essere più dannoso per la salute di qualsiasi altro vino protetto da una denominazione di origine. Ammettono anche che presenta una percentuale maggiore di malvidina rispetto ad altri vini.

Voi cosa ne pensate delle uve ibride? Noi, nel frattempo, vi suggeriamo qualche vino più tradizionale:

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Quinta Sardonia Qs 2014

Questo vino è una bella dimostrazione di cosa la viticoltura biodinamica può regalare. È ottenuto dall’assemblaggio di diverse varietà di uva – Tinto fino, Cabernet sauvignon, Merlot e Malbec – nate nei vigneti di Villabáñez e Sardón de Duero (Valladolid).

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Luretta Rosso Dell Emilia Pantera 2010

È il vino più rappresentativo di casa Luretta, il vino del fondatore. È ottenuto da una miscela sapiente – le cui percentuali sono supersegrete – di uve Bonarda, Barbera e Cabernet Sauvignon, che dà vita a un vino dal seducente colore rosso rubino e dai profumi di ciliegia e spezie.

Vino e Yoga: una tendenza in aumento

Yoga, birra, pilates e molte altre bevande. Sebbene possa sembrare un’idea eccentrica, è realtà e sempre più centri e lezioni mirano alla moda del vino & yoga. Ed entrambi i concetti sono davvero salutari.

I benefici dello yoga sono riconosciuti da tutti, ma il vino offre un mondo di sensazioni in più e vantaggi per prendersi cura dell’organismo. Quindi se uniamo una cosa e l’altra, il risultato è magico.

Yoga nei vigneti

È una nuova tendenza che può essere interpretata in due modi. Da un lato, luoghi in cui è possibile praticare lo yoga e poi bersi un bicchiere di vino comodamente, e dall’altro lato, varie cantine dove è di moda il salutare ed oltre a vedere le campagne e i vigneti, possiamo anche dedicarci allo yoga.

Esercizio con un bicchiere di vino

Ma sembra che la tendenza stia andando oltre. Infatti, non è solo di moda andare nelle cantine e rilassarsi, ma anche fare esercizi e posture (asana come vengono chiamati nel mondo dello yoga) con un bicchiere di vino in mano.

Ad esempio, è di tendenza in molti posti a New York e, come abbiamo già detto, si estende anche ad altre bevande come la birra.

Senza dubbio, chi ama lo yoga lo considera una cosa strana. Poche posture di yoga si possono eseguire mentre proviamo a sostenere un bicchiere e beviamo allo stesso tempo. Si tratta di fare qualcosa di diverso, originale e divertente. Veramente serve per socializzare con gli altri, ovvero pratichi sport mentre bevi un bicchiere di vino o ti fai una birretta.

Benefici dello yoga

È interessante vedere come viene eseguita una lezione di questo tipo, dato che alcune persone dicono che alcune posture dello yoga, piuttosto complicate, non riescono bene senza bersi un sorso di vino.

Miglioramento della mente e del corpo grazie ad un’unica disciplina. Potrebbe essere una definizione di yoga, visto che tra i suoi benefici rientrano quelli del sistema cardiovascolare, oltre a saper gestire meglio lo stress e l’ansia grazie alla meditazione e al saper respirare correttamente. Uno studio dell’American College of Cardiology di Dubai ha dimostrato che i pazienti con malattie cardiache che praticano yoga, oltre ad esercizio aerobico, riducono fino al doppio i valori della pressione sanguigna, l’indice di massa corporea e il livello di colesterolo.

 

Il cioccolato e il vino ritardano l’invecchiamento

Due dei piaceri più preziosi di questa vita, il cioccolato e il vino, possono preservarci dall’invecchiamento. Una ricerca pubblicata sulla rivista BMC Cell Biology dimostra che le cellule umane possono essere ringiovanite, se mangiamo e beviamo (sempre con moderazione) entrambi. Scopriamo perché.

Il resveratrolo, antiossidante per prevenire l’invecchiamento

Sebbene siano già emersi diversi studi che fanno riferimento a questa affermazione, questa recente ricerca dimostra che i prodotti chimici simili al resveratrolo, che è un antiossidante presente in diverse piante e alimenti, come il cacao o l’uva, ringiovaniscono la pelle.

Lo studio, condotto da ricercatori delle università di Exeter e Brighton nel Regno Unito, e guidato da professori di genetica molecolare, ha rilevato che aggiungendo sostanze simili al resveratrolo al processo d’invecchiamento delle cellule umane, non solo le cellule vecchie sembravano più giovani, ma iniziano anche a dividersi di nuovo. Questo sarebbe, di fatto, il comportamento normale delle cellule giovani.


I responsabili dello studio hanno spiegato di aver ripetuto più volte l’esperimento. In ogni caso, le cellule sono ringiovanite. Quindi la ricerca riafferma che sia il cacao che il vino sono potenti antiossidanti, che rigenerano le nostre cellule e rallentano l’invecchiamento della pelle.

Benefici del cioccolato

Come possiamo vedere, quindi, grazie agli antiossidanti, il cioccolato trasforma la pelle e la rende più giovane e liscia. Infatti, è noto che i trattamenti estetici di chocoterapia per il corpo consentono di migliorare l’epidermide.

Ma, se ciò non bastasse, il cioccolato fa bene al cuore. La Società Spagnola di Dietetica e Scienze dell’Alimentazione, Sedca, indica che il cioccolato fondente è quello che apporta più nutrienti e abbassa la pressione sanguigna.

Inoltre, a livello psicologico, i medici affermano che una porzione normale di cioccolato provoca un’elevata attività psicofarmacologica. Pertanto, si raccomanda per combattere la depressione o lo sconforto perché attiva l’ormone della felicità, mentre ci dà energia e benessere. Come sappiamo, il cacao nero è il migliore per la salute, anche se non possiamo abusarne.

Proprietà del vino

Soprattutto il vino rosso ha molte proprietà. Da un lato, dato che l’uva contiene polifenoli antiossidanti, regala giovinezza alla nostra pelle. Ma aiuta anche a combattere i radicali liberi, aumenta il colesterolo buono, protegge il cuore e ci rilassa. E, come il cioccolato, fornisce energia rilasciando endorfine.

Il vino dove essere bevuto con moderazione, tanto che la dieta mediterranea lo include e ne consiglia un bicchiere al giorno.

 

In che modo le bevande influiscono sulla tua pelle?


Sicuramente quando parliamo di vino e cura della pelle, ci vengono in mente i polifenoli dell’uva, antiossidanti che si prendono cura della nostra pelle e la fanno sembrare più giovane. Le bevande alcoliche, però, possono avere effetti negativi se non si beve con moderazione, cominciando dalla disidratazione che colpisce il corpo e, di conseguenza, anche la pelle.

Effetti delle bevande sulla pelle

Secondo una pubblicazione di Wine Spectator, alcune bevande, come il vino, disidratano il corpo e la pelle. L’abuso di queste bevande, quindi, rende la pelle più rugosa e secca. Inoltre, l’alcol è un vasodilatatore, ovvero provoca un allargamento dei vasi sanguigni quando si beve. Ciò, combinato con la ritenzione idrica dovuta alla disidratazione, può causare gonfiori in alcune zone del corpo.

In ogni caso, si è costatato che bevendo con moderazione, gli effetti collaterali sulla pelle sono poco frequenti, soprattutto per le persone sane (persone che bevono abbastanza acqua ogni giorno, mangiano in modo equilibrato e praticano sport).

Bevande distillate

La maggior parte delle bevande distillate, come il rum, la tequila o la vodka, riducono i livelli di ossigeno nel sangue e ciò può sbilanciare la produzione di collagene nella pelle. Di conseguenza, l’epidermide perde splendore e risulta opaca.

Inoltre, il consumo di alcol aumenta il numero di impurità, punti neri e brufoli sulla pelle e provoca secchezza, dato che riduce la quantità di sangue ossigenato nelle vene. A questo, si aggiunge il gonfiore derivato dal bere più alcol del normale: l’alcool è ricco di zuccheri e provoca la ritenzione dei liquidi. Pertanto, bere con moderazione è importante per non danneggiare la tua pelle.

Birra e pelle

Tutto ciò che è bevuto in eccesso ha effetti negativi sull’organismo. La birra contiene sale e potrebbe non essere così salutare per il tuo corpo come si crede. D’altra parte, se bevuta con moderazione, offre morbidezza e idratazione al viso, al corpo e ai capelli, rafforzandoli. Infatti ci sono maschere di birra e spa con trattamenti con questa bevanda che stanno riscuotendo un gran successo.

I polifenoli del vino rosso

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, il vino rosso ha proprietà anti-invecchiamento, in gran parte grazie al resveratrolo, il polifenolo che si trova nella buccia dell’uva. Il resveratrolo si distingue per la capacità di combattere i radicali liberi, molecole instabili che derivano dall’inquinamento o dall’eccessiva esposizione solare.

Il resveratrolo può combattere lo stress ossidativo e mitigare il danno che provoca nel corpo. Anche se un bicchiere di vino al giorno non contrasta il naturale processo di invecchiamento del tuo corpo, può aiutare se combinato con uno stile di vita sano.

 

Il vino aiuta a ridurre la mortalità

Le qualità benefiche del vino sono molteplici: riduce il colesterolo e previene il rischio di patologie legate al cuore. Ed ora, grazie a uno studio, si è scoperto che può anche ridurre la mortalità. La ricerca evidenzia che il vino consumato come parte di una dieta anti-infiammatoria può aiutare a ridurre il rischio di morte per qualsiasi causa.

Secondo uno studio condotto presso l’Università delle Scienze di Varsavia (Polonia) e pubblicato sul Journal of Internal Medicine, consumare cibi e bevande con proprietà anti-infiammatorie è molto importante quando si tratta di ridurre il rischio di mortalità di una persona.

Dieta anti-infiammatoria

I ricercatori sono arrivati alla conclusione che una dieta anti-infiammatoria (composta da verdure, frutta, cereali, formaggio, olio d’oliva, noci, cioccolato, tè e caffè) è buona per ridurre la mortalità per qualsiasi causa. Quindi, consumare quantità moderate di vino produce comportamenti anti-infiammatori nel corpo che risultano benefici per la salute. La dieta mediterranea, infatti, consiglia l’assunzione di molti di questi alimenti e specifica che è possibile bere un bicchiere di vino rosso al giorno.

Per lo studio sono state analizzate circa 70.000 persone della Svezia di entrambi i sessi, di un’età compresa tra i 45 e gli 83 anni. In base a questo studio, il sistema immunitario innesca l’infiammazione quando il corpo affronta una potenziale minaccia, come una sostanza chimica nociva o microbi. Questo processo può diventare problematico quando l’infiammazione si trasforma nello stato predeterminato del corpo.

Si resero conto che le persone che seguivano una dieta piena di elementi anti-infiammatori avevano il 18% in meno di possibilità di morire per qualsiasi causa rispetto a quelli che consumavano meno questi prodotti. Lo studio ha anche rilevato che, tra i fumatori, coloro che seguivano una dieta antinfiammatoria avevano maggiori possibilità di sopravvivenza.

Altri benefici del vino

  • Aumenta le endorfine. Quando beviamo vino, liberiamo endorfine e notiamo una sensazione di rilassamento molto piacevole.
  • Antiossidanti. I polifenoli dell’uva provocano un’azione antiossidante veramente potente. Ciò rallenta l’invecchiamento della pelle che si rinnova ed è più liscia e giovane che mai.
  • Combatte le infezioni del tratto urinario. Grazie alla quantità di vitamine e minerali che contiene e agli antiossidanti, impedisce ai batteri di aderire alla nostra vescica o ai reni. Ciò ottimizza il filtraggio e la depurazione di questi organi.

 

Cos’è il vino vegano?

Siamo nel 2018. I consumatori, in particolare la generazione Y, conosciuta anche come Millennial, prestano particolare attenzione a una dieta rispettosa dell’ambiente. Inoltre, il veganismo non è più solo una tendenza, ma una scelta di vita. Il mercato vegano è in piena espansione.


In Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti si stima che tra il 10 e il 13% della popolazione è vegan o vegetariana, e in Spagna la tendenza è in aumento: un 7,8% della popolazione è veggie (include vegetariani, semi-vegetariani e vegani). Perciò, sempre più viticoltori di alto livello prendono in considerazione questo mercato di nicchia e si specializzano nella produzione di vini vegani per soddisfare le nuove generazioni.

Il vino è un prodotto vegetale! Ma perché il vino non è vegano?

Uvinum ha la risposta!

Prodotti di origine animale nel vino

I vini non sono solitamente vegani, poiché per chiarificare il vino si devono usare prodotti di origine animale come caseina, gelatina o albume. Sono utilizzati per ridurre le fecce nel vino, piccole particelle che provengono dalla polpa o dalla buccia dell’uva e possono avere un effetto negativo sul vino. Attraverso l’uso di prodotti di origine animale, queste sostanze affondano più rapidamente nel deposito, facilitando così la chiarificazione del vino.

In alcuni casi i chiarificatori di origine animale aiutano a neutralizzare il gusto di alcune varietà, che con la colatura prenderebbero un forte sapore amaro dai tannini. Con il loro aiuto, l’eccesso tannico delle bucce viene neutralizzato e il gusto del vino diventa appropriato per il nostro palato.

Ma, sfortunatamente, non è così per le persone che seguono una dieta vegana

Alternative vegane nella vinificazione

Nella produzione di vini vegani, gli enologi hanno sfruttato la loro creatività per trovare un prodotto vegetale che aiuti a chiarificare il vino. Semplicemente le proteine ​​animali vengono sostituite da proteine ​​vegetali, la cui origine sono cereali come il grano o legumi come i piselli. Grazie a questi ingredienti, le fecce vengono filtrate e il vino risulta pulito.

Un’altra soluzione per la vinificazione vegana è il terreno minerale. La bentonite, per esempio, è una cenere vulcanica che aiuta a chiarificare il vino. Il carbone attivo è usato per correggere difetti nel sapore.

Nel caso del vino vegano, la produzione del vino richiede più tempo a causa delle complesse procedure vegane. Ma, con l’obiettivo di raggiungere un cliente finale soddisfatto, il viticoltore accetta felicemente un più alto livello di complessità.

Come riconoscere il vino vegano?

È molto semplice! Dai un’occhiata alle bottiglie. Esiste un’etichetta speciale dell’Unione Vegetariana Europea che fornisce agli alimenti di tutta Europa un marchio di qualità vegana. Quando vedrai questa etichetta, avrai la piena garanzia di essere di fronte a un vino vegano.

Anche su Uvinum abbiamo compilato un elenco di vini vegani per degustare vini senza prodotti di origine animale.

Il vino rosso e il tè verde potrebbero aiutare a prevenire le malattie metaboliche e neurodegenerative

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Benefici del vino rosso nelle malattie metaboliche

Sia il vino rosso che il tè verde offrono molti benefici per il nostro corpo, in parte, per gli antiossidanti che possiedono. Inoltre, grazie a uno studio, è stato anche scoperto che entrambe le bevande potrebbero trattare malattie metaboliche ereditarie.

Benefici per prevenire le malattie metaboliche

Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Tel Aviv, dimostra che l’epigallocatechina gallato (EGCG), che si trova naturalmente nel tè verde, e l’acido tannico, che si trova nel vino rosso, possono bloccare la formazione di metaboliti tossici. Si tratta di sostanze che non sono direttamente nocive per l’organismo, ma che possono diventare tossiche dopo essere state metabolizzate nel fegato.

Nella maggior parte dei casi, le persone con disturbi metabolici ereditari nascono con un gene difettoso che si traduce in una carenza enzimatica. E per questo, i pazienti devono seguire una dieta rigorosa per tutta la vita.

Vino rosso e acido tannico

I ricercatori ritengono che l’acido tannico del vino rosso possa aiutare a durare le malattie metaboliche congenite. Hanno spiegato che i metaboliti, sostanze che sono, tra le altre cose, i componenti di base del DNA e delle proteine, si accumulano nel corpo. E questo accumulo senza controllo risulta tossico, causando gravi disturbi mentali e dello sviluppo.

In questo caso, l’acido tannico è noto per prevenire la formazione di strutture amiloidi tossiche che causano disturbi neurodegenerativi come l’Alzheimer e il morbo di Parkinson. Così, previene le strutture proteiche tipo amido che possono causare tali malattie neurodegenerative.

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Conosci i benefici del vino rosso

Nello studio, le due sostanze sono state testate su tre metaboliti legati a tre malattie metaboliche ereditarie: adenina, tirosina cumulativa e fenilalanina. E si è riscontrato che sia l’acido tannico che l’EGCG sono efficaci nel bloccare la formazione di strutture amiloidi tossiche.

Risultati promettenti

I protagonisti dello studio spiegano che gli strumenti che hanno sviluppato sono pionieristici e hanno un enorme potenziale per aiutare un gran numero di pazienti nel futuro. Gli autori aggiungono che la ricerca dimostra, ancora una volta, la capacità della natura di produrre il miglior farmaco per trattare alcune delle peggiori malattie umane. Quindi questi risultati potrebbero facilitare lo sviluppo di nuovi farmaci per il trattamento di questo tipo di disturbi.

Lo studio, pubblicato sulla rivista del gruppo Nature Communications Chemistry, è ancora nelle fasi preliminari. I risultati sono promettenti e sono importanti per lo sviluppo di nuove terapie farmacologiche per le malattie metaboliche. Si deduce che sia il tè verde che il vino rosso, oltre a proteggerci dalle malattie legate al cuore, aumentano la salute del nostro cervello.

Due bicchieri di vino al giorno riducono le malattie cardiovascolari e l’Alzheimer

Due bicchieri di vino al giorno riducono le malattie cardiovascolari e l'Alzheimer

Conosciamo già i molteplici benefici per la salute offerti dal vino. Molte ricerche dimostrano le proprietà benefiche del consumo di vino sull’organismo.

Per questo, la Corporación Vinoloa ci ricorda, con questo elenco, i benefici di questa bevanda per la salute.

  • Previene malattie cardiovascolari. Se si consuma una quantità di 150 ml al giorno. Gli antiossidanti che compongono il vino aumentano i livelli di colesterolo “buono” o HDL e ciò impedisce la formazione di coaguli.
  • Come trattamento per le gengive. Le proprietà del vino per la salute della bocca sono incredibili. È buono per il trattamento delle gengive e per la pulizia del palato. La composizione dell’uva fermentata evita la comparsa di streptococchi e batteri legati alle carie, oltre ad essere molto efficace contro gengiviti e mal di gola.
  • Riduce il rischio di demenza senile. Nuovi studi confermano che bere due bicchieri di vino al giorno riduce l’infiammazione e le tossine nel cervello, anche quelle associate all’Alzheimer.
  • Sensazione di felicità. È stato dimostrato che l’assunzione di vino ha anche benefici sull’umore. Quando si beve un bicchiere di vino vengono rilasciate endorfine, ci si sente più rilassati e siamo semplicemente più felici.
  • Eccellente per mantenere la linea. Forse non sai che il vino può diventare un alleato perfetto per l’operazione bikini. Il vino rosso è composto da un gene che impedisce la formazione di cellule adipose e consente di stimolare quelle esistenti depurandole fino ad eliminarle.
  • Vinoterapia per la pelle. Sempre più sono i benefici che il vino produce sulla pelle. Ad esempio, la idrata profondamente, conferendole maggior elasticità, luminosità e lotta contro i radicali liberi.
  • Migliora la circolazione periferica. C’è di più, infatti il vino favorisce la decongestione delle gambe stanche e riduce l’aspetto delle vene varicose.

 

Il vino rosso, alleato contro il tumore alla prostata

Abbiamo già detto, in più di un occasione, quali sono i benefici del vino rosso. Oltre a possedere i polifenoli dell’uva, che sono antiossidanti, il vino rosso è utile per la memoria e ci offre una buona dose di benessere, anche come alleato contro il tumore alla prostata.

Ciò è confermato da uno studio di alcuni urologi che hanno dimostrato che il vino rosso può ridurre il rischio di cancro alla prostata, mentre, il vino bianco può aumentare il rischio di soffrirne.

Questa ricerca ha dimostrato, secondo i risultati ottenuti, che il consumo moderato di vino, da parte di uomini sottoposti allo studio, non ha aumentato il rischio di cancro alla prostata. Ma è importante sottolineare che i risultati variano significatamente in base al colore del vino.

I bevitori di vino bianco hanno riscontrato un leggero aumento del rischio di cancro alla prostata. Invece, gli uomini che hanno bevuto vino rosso, sempre in modo moderato, hanno avuto una significativa riduzione del 12% nel rischio di soffrire di questo tipo di cancro.

Non è la prima volta che il vino è correlato alla possibile prevenzione di vari tipi di tumori e questo è il motivo per cui vari medici hanno voluto approfondire questo argomento, dato che esistono molti studi contraddittori.

Differenziando tra tipi di bevande alcoliche e modalità di consumo, si evidenzia che il vino rosso, consumato moderatamente, può ridurre significativamente il rischio di soffrire di alcuni tumori.

Inoltre, un altro studio pubblicato sulla rivista Cancer Science ha dimostrato che il resveratrolo, una sostanza chimica presente nel vino rosso ma non nel bianco, può aumentare l’efficacia delle radiazioni per distruggere le cellule tumorali della prostata.

Senza dubbio, tra le principali conclusioni possiamo evidenziare che il livello di prevenzione e riduzione di questa malattia dipende dal tipo di bevanda che viene somministrata, poiché non tutte le bevande alcoliche producono lo stesso risultato, come hanno visto i ricercatori.

 

 

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