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Festa dei nonni: le bottiglie per un regalo speciale

I nonni sono fatti per viziarci e coccolarci, ma oggi i festeggiati sono loro! Se non avete ancora pensato a un regalo per la Festa dei Nonni, vi faranno comodo i nostri consigli.

Festa dei nonni: regala una bottiglia di vino o di liquore- Drinks&Co

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Calabretta Nerello Mascalese Nonna Concetta 2015

C’è forse un regalo per i nonni migliore che un vino dedicato a una nonna? Il “Nonna Concetta” Nerello Mascalese della cantina Calabretta è un vino elaborato secondo i dettami del movimento Triple A, con uve provenienti da viti plurisecolari coltivate in agricoltura biologica. Massimiliano, appartenente alla quarta generazione di viticoltori della famiglia Calabretta, ha voluto dedicare questo vino rosso, potente e corposo, alla nonna Concetta che, dopo la seconda guerra mondiale, aiutò il marito Salvatore a rendere l’azienda di famiglia un punto di riferimento per l’enologia siciliana. 

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Gerry Scotti Giorgi Nato In Una Vigna Regiu Barbera 2018

Gerry Scotti è uno dei personaggi più amati della televisione italiana. I vini della sua linea “Nato in una vigna” vogliono essere un omaggio alla sua famiglia e alle sue origini. Uno dei momenti dell’infanzia a cui il presentatore è più legato è il periodo della vendemmia, quando grandi e piccini si univano in campagna per la raccolta dell’uva. Inoltre, la leggenda vuole che alla madre di Gerry si siano rotte le acque proprio mentre si riposava all’ombra di un melograno vicino alla vigna dove lavoravano il marito e il suocero. Questo Regiù Barbera 2018 è un vino vellutato, di grande struttura e persistenza, il cui bouquet sprigiona aromi di frutta rossa matura. Se poi pensiamo che “regiù”, in molti dialetti lombardi, significa “capo famiglia”, questo vino risulta particolarmente adatto a un nonno, non vi pare?

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Losito & Guarini C’era Una Volta Moscato Dolce

I nonni e le loro storie: uno dei ricordi più belli legati all’infanzia. Ecco un vino che promette di farci sentire come in una fiaba: il Moscato dolce “C’era una volta” di Losito e Guarini. Si tratta di uno spumante ottenuto da uve 100% Moscato Bianco dell’Oltrepò Pavese, dal bouquet fruttato e floreale, e dal sapore dolce e fresco. Ottimo da stappare al momento del dolce, meglio se con la famosa torta della nonna.

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Vecchio Amaro del Capo Riserva del Centenario

Il Vecchio Amaro del Capo Riserva del Centenario è una limited edition del 2015 dedicata ai 100 anni della mitica Distilleria Caffo. Per celebrare questa speciale occasione, la distilleria ha ideato una ricetta esclusiva, che prevede l’utilizzo di erbe, fiori e frutti della Calabria e di pregiate acquaviti di vino invecchiate in botti di rovere di Slavonia. Il gusto caldo di agrumi, frutta candita, zafferano e spezie dolci ne fa un prodotto ricercato e raffinato, confezionato in una bottiglia numerata per renderlo ancora più speciale!

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S. Marzano Borsci Elisir

Il San Marzano di Borsci è forse uno di quei liquori un po’ dimenticati dalle nuove generazioni, ma che è tanto caro ai nostri nonni. Probabilmente, se apriste il mobiletto dei liquori, ne trovereste una bottiglia semivuota aperta da chissà quanti anni! Questa “Specialità Orientale”, però, merita di essere riscoperta. Forse i vostri nonni lo conoscono meglio come l’Elisir di Borsci, così chiamato in riferimento alla leggenda della pietra filosofale, capace di trasformare in oro i metalli. Infatti, grazie al suo sapore né troppo dolce né troppo amaro, questo liquore rende migliore ciò che è già si per sé buonissimo: usatelo per correggere il caffè e per insaporire dolci e gelati.

Settembre, è tempo di vendemmia!

Sono i giorni più belli dell’anno. Vendemmiare, sfogliare, torchiare non sono neanche lavori; caldo non fa più, freddo non ancora; c’è qualche nuvola chiara, si mangia il coniglio con la polenta e si va per funghi.

Così Cesare Pavese descriveva i giorni della vendemmia nel suo ultimo romanzo, La luna e i falò. Ma, esattamente, cosa si intende per vendemmia?

Vendemmia: come si svolge e perché é importante condurla bene - Drinks&Co

Che cos’è la vendemmia?

Con il termine vendemmia si indica la raccolta dell’uva destinata alla produzione del vino. I frutti, una volta raccolti, vengono poi trasportati in cantina, dove iniziano il processo di vinificazione. Un tempo, la vendemmia riuniva le famiglie e gli amici, che lavoravano insieme nei campi e festeggiavano con ricchi banchetti. Oggi, sebbene non sia più come quella dei “bei vecchi tempi”, la vendemmia mantiene comunque un significato rituale, un momento atteso da tutti i lavoratori che si sono presi cura delle vigne durante l’anno.

La raccolta può avvenire in tre periodi diversi: agosto-settembre, settembre-ottobre e ottobre-novembre. Le uve vengono raccolte quando raggiungono la giusta maturazione, cioè quando nell’acino il rapporto tra gli zuccheri e gli acidi ha raggiunto il valore ottimale. Inoltre, va valutata anche quella che è chiamata la “maturazione fenolica”, ossia quando gli aromi e i profumi sono completamente sviluppati.

La vendemmia può essere sia manuale che meccanica. La prima modalità richiede dei tempi maggiori, per questo viene normalmente adottata quando si devono produrre vini di alta qualità. I grappoli vengono raccolti e selezionati singolarmente dagli operatori. La seconda modalità, invece, viene condotta con macchine vendemmiatrici capaci di scuotere gli acini, orizzontalmente o verticalmente, staccare i grappoli dalla pianta e raccoglierli prima che questi cadano a terra. Ovviamente, i tempi e i costi vengono notevolmente ridotti.

Le regole della vendemmia

Durante la vendemmia, è necessario prestare attenzione alla qualità dell’uva che si sta raccogliendo. Ad esempio, non si deve raccogliere l’uva bagnata, in quanto potrebbe rovinare il mosto. Inoltre, vanno evitate le ore più calde: il calore potrebbe far fermentare l’uva una volta che questa venga staccata dalla pianta. Per evitare che ciò accada, la vendemmia avviene quasi sempre durante le prime ore del mattino, se non addirittura di notte.

Una volta raccolta, l’uva deve essere riposta in contenitori dalla capienza limitata, per evitare che gli acini si schiaccino sotto il peso degli altri grappoli. Non appena possibile, l’uva deve essere portata in cantina, prima che i processi di macerazione e fermentazione inizino spontaneamente quando i frutti sono ancora nelle cassette.

Ora che abbiamo capito quanto una vendemmia ben condotta sia di fondamentale importanza per la qualità finale del vino, perché non ce ne godiamo un buon calice?

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Cordero di Montezemolo Barbera d’Alba 2018

Il Cordero di Montezemolo Barbera d’Alba 2018 è ottenuto dall’assemblaggio di uve Barbera provenienti da vari vigneti della tenuta Monfalletto. È un vino complesso, con un bouquet che sprigiona note di mora, prugna, cacao e liquirizia. In bocca, sorprendono il sorso pieno e i tannini morbidi. Ottimo da accompagnare a piatti della tradizione culinaria piemontese.

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Emidio Pepe Cerasuolo d’Abruzzo 2018

Emidio Pepe Cerasuolo d’Abruzzo 2018 è elaborato con uve Montepulciano vinificate in bianco. Si tratta di un vino rosato dai profumi di confettura di fragola e lamponi, arricchiti da delicate sfumature di fiori ed erbe. Fresco e profondo allo stesso tempo, presenta un sorso pieno e un gusto persistente.

Cosa decide il prezzo di un vino?

Perché, se vado al discount, posso trovare una bottiglia di vino a 2€ e per altre, invece, dovrei aprire un mutuo? Alla fine, tutto proviene dalla stessa materia prima: l’uva, diffusa in tutto il mondo in grandi quantità! Quanti di noi hanno avuto il piacere (o il dispiacere) di assaggiare il vino fatto dal proprio nonno in campagna? Quello, forse, non ne valeva neanche 2€, eppure era bio e a km zero!

Cosa incide sul prezzo del vino? - Uvinum

In realtà, se ci riflettiamo, sono molti i fattori che incidono sul prezzo finale di un vino.

La vigna

Mantenere una vigna costa. Molto. Oltre all’investimento iniziale per comprarla, anche il mantenimento comporta alla cantina costi elevati. Si pensi ai macchinari, agli strumenti e ai prodotti necessari alla cura del vigneto. 

Inoltre, in vigna lavorano un sacco di persone… che bisogna pagare, naturalmente! Contadini, agronomi e viticoltori sono solo alcune delle figure che prendono parte alla fase iniziale di produzione del vino!

Quantità di produzione

Come dicevamo poco fa, tutto inizia con l’uva e con la vendemmia. La raccolta, ovviamente, porta dei costi fissi alla cantina (manodopera, macchinari, ecc.), che oltretutto non sono direttamente proporzionali alla quantità di frutta utilizzabile e di bottiglie prodotte.

In un anno in cui la raccolta risulta scarsa, quindi, i costi si fanno sentire maggiormente e vanno ammortizzati aumentando il prezzo del prodotto finale. Se un’annata risulta abbondante, invece, il numero di bottiglie prodotte sarà maggiore e non sarà necessario aumentarne il prezzo.

Tecniche di vinificazione e invecchiamento

La vinificazione, sembra banale spiegarlo, è quel processo attraverso il quale dall’uva si produce il vino. Il processo è lo stesso, ma le tecniche sono diverse! Alcune cantine, infatti, puntano alla quantità, mentre altre alla qualità dei loro prodotti: è la stessa differenza che si ha tra un prodotto “industriale” e uno “artigianale”. E un artigiano si paga di più!

Consideriamo, poi, il tempo. Un vino che ha affrontato un lungo periodo di maturazione, generalmente, costa di più e non solo perché non è stato possibile venderlo immediatamente per ricavarne un guadagno: far maturare un vino significa comprare materiali in cui farlo riposare e occupare spazio in cantina. Con il passare del tempo, e con sempre più (costose) botti da riporre in magazzino, la cantina, a un certo punto, è costretta ad allargarsi!

Il prezzo di una bottiglia di vino - Uvinum

Zona di produzione e cantina

Ogni zona di produzione ha le sue caratteristiche specifiche, ma alcune sono oggettivamente migliori di altre. Ci sono regioni vinicole storiche che ogni anno – grazie a particolarità nella composizione del terreno, a un microclima unico al mondo o a un vitigno autoctono rarissimo – sfornano vini di qualità eccelsa. In queste zone, il vino viene spesso elaborato secondo tecniche e tradizioni antiche, che i vignaioli si tramandano di generazione in generazione!

Per garantire la qualità dei loro prodotti, queste zone geografiche (indicate dalle sigle DOC, DOCG, IGT, IGP) sono protette da rigidi disciplinari, ideati appositamente per regolare il processo di produzione e le quantità di vino che è concesso produrre. Sono, ovviamente, delle restrizioni che mirano a difendere la qualità del prodotto e il territorio, ma che rendono il lavoro degli agricoltori e degli enologi più difficile e controllato.

Altro punto fondamentale: la cantina. Una cantina che ha saputo durare nel tempo, costruirsi una reputazione e farsi amare dai grandi critici del vino merita di essere ricompensata. È proprio come comprare una borsa di una grande firma!

La bottiglia

Bottiglia, tappo ed etichetta non sono certo regalati! Gli enologi sanno che la qualità di una buona confezione può incidere notevolmente anche sulla qualità del vino. Non vale la pena rischiare di mandare in malora anni e anni di attesa per risparmiare proprio sulla bottiglia!

Non dimentichiamoci, poi, del marketing! Una bella etichetta, magari decorata da qualche artista o firmata da qualche VIP, fa vendere di più… ma prima si deve investire! A tutto ciò, aggiungiamo anche i costi per tutti gli intermediari (grossisti, distributori, rappresentanti, negozianti, ecc.).

Anche se l’equivalenza “prezzo alto = qualità” è quasi sempre la più veritiera, esistono sul mercato dei vini buoni venduti a prezzi più accessibili. In base a tutti i fattori elencati, risulta evidente che le variabili sono molte. Quando si compra una bottiglia costosa, il consiglio è quello di informarsi prima di procedere all’acquisto, visitando i siti internet di critici e guide e comparando bene i prezzi di ogni negozio.

 

 TAGS:Tenuta Guado al Tasso Antinori Il Bruciato 2016

Tenuta Guado al Tasso Antinori Il Bruciato 2016

Il Bruciato è elaborato con uve Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah provenienti dai vigneti della Tenuta Guado al Tasso di proprietà della famiglia Antinori. È un vino intenso, dalle note fruttate e speziate, che in bocca si rivela strutturato e persistente.

 TAGS:Notte Rossa Negroamaro Rosato Salento 2018

Notte Rossa Negroamaro Rosato Salento 2018

Questo Negroamaro Rosato di Notte Rossa ci arriva da cuore del Salento. Le uve 100% Negramaro provengono da vigneti situati a un’altitudine di 100m sul livello del mare.  In bocca si rivela di buon corpo, fresco ed equilibrato.

Vini di uve ibride: avranno un futuro?

Le uve ibride vengono utilizzate in varie parti del mondo per produrre vini. Ma non sono sempre son ben viste. Ad esempio, la Francia le proibisce nei vini classificati, ad eccezione del Baco Blanc nella distillazione di Armagnac; l’Austria consente il loro utilizzo nell’elaborazione e nella vendita dei vini Uhudler nel Südburgenland, ma concede loro il più basso livello di etichettatura. E negli Stati Uniti, nonostante gli inverni freddi che supportano queste uve, non sempre ricevono un caloroso benvenuto tra gli acquirenti di vino.


Gli ibridi (incroci deliberati tra due specie di vite) rappresentano meno del 5% dei vigneti del mondo. Secondo gli esperti di questo tipo di vini, come José Vouillamoz, coautore della guida Wine Grapes, questi vitigni ibridi sono stati creati principalmente per fornire resistenza contro le malattie fungine e le gelate. Secondo lui, il loro futuro è discutibile.

Il futuro dell’uva ibrida

Altri viticoltori statunitensi spiegano che gli ibridi per natura producono vini minori. E alcuni vedono questo tipo di vino come un segno del cambiamento, in un momento in cui le persone si incuriosiscono con le cose diverse e sperimentali. Quindi, per questo alcuni degustatori saranno disposti a ordinare un vino ottenuto da uve ibride.

D’altra parte, in alcune zone sono visti come qualcosa di positivo. Certi vitigni ibridi hanno una elevata capacità di sopportare i duri inverni alpini e ciò è utile a molti produttori per coltivare uve utilizzando tecniche biodinamiche, che sarebbero impossibili utilizzando vitigni autoctoni più fragili.

Negli Stati Uniti si considera che i vitigni ibridi saranno presto conosciuti come vitigni americani. Anche se al momento è poco chiaro il futuro, perché in realtà non c’è molta richiesta. Tutto dipenderà dall’introduzione di nuove uve, dai cambi di gusto dei consumatori o dai cambiamenti climatici che richiedono ai produttori di rivedere le coltivazioni.

Cosa succede in Europa e in Spagna?

L’Unione europea, dal canto suo, non mette ostacoli alla coltivazione dei vitigni ibridi e la successiva commercializzazione dei vini prodotti. Si vendono ufficialmente in Germania e in Italia. Tuttavia, in Spagna, sembra che la questione sia più complicata, dal momento che il governo ha approvato nel 2003 una legge “della Vite e del Vino“, nella quale si specifica che nello stato spagnolo può essere etichettato e commercializzato solo vino ottenuto da vitigni della specie europea Vitis Vinifera pura.


Vitigni ibridi

Alcune regioni spagnole stanno chiedendo al governo un cambio legislativo. In Galizia, per esempio, vorrebbero che il rosso di Barrantes fosse legalizzato. I sostenitori di questa causa sostengono che il rosso di Barrantes non può essere più dannoso per la salute di qualsiasi altro vino protetto da una denominazione di origine. Ammettono anche che presenta una percentuale maggiore di malvidina rispetto ad altri vini.

Voi cosa ne pensate delle uve ibride? Noi, nel frattempo, vi suggeriamo qualche vino più tradizionale:

 TAGS:Quinta Sardonia Qs 2014

Quinta Sardonia Qs 2014

Questo vino è una bella dimostrazione di cosa la viticoltura biodinamica può regalare. È ottenuto dall’assemblaggio di diverse varietà di uva – Tinto fino, Cabernet sauvignon, Merlot e Malbec – nate nei vigneti di Villabáñez e Sardón de Duero (Valladolid).

 TAGS:Luretta Rosso Dell Emilia Pantera 2010

Luretta Rosso Dell Emilia Pantera 2010

È il vino più rappresentativo di casa Luretta, il vino del fondatore. È ottenuto da una miscela sapiente – le cui percentuali sono supersegrete – di uve Bonarda, Barbera e Cabernet Sauvignon, che dà vita a un vino dal seducente colore rosso rubino e dai profumi di ciliegia e spezie.

Vino e Yoga: una tendenza in aumento

Yoga, birra, pilates e molte altre bevande. Sebbene possa sembrare un’idea eccentrica, è realtà e sempre più centri e lezioni mirano alla moda del vino & yoga. Ed entrambi i concetti sono davvero salutari.

I benefici dello yoga sono riconosciuti da tutti, ma il vino offre un mondo di sensazioni in più e vantaggi per prendersi cura dell’organismo. Quindi se uniamo una cosa e l’altra, il risultato è magico.

Yoga nei vigneti

È una nuova tendenza che può essere interpretata in due modi. Da un lato, luoghi in cui è possibile praticare lo yoga e poi bersi un bicchiere di vino comodamente, e dall’altro lato, varie cantine dove è di moda il salutare ed oltre a vedere le campagne e i vigneti, possiamo anche dedicarci allo yoga.

Esercizio con un bicchiere di vino

Ma sembra che la tendenza stia andando oltre. Infatti, non è solo di moda andare nelle cantine e rilassarsi, ma anche fare esercizi e posture (asana come vengono chiamati nel mondo dello yoga) con un bicchiere di vino in mano.

Ad esempio, è di tendenza in molti posti a New York e, come abbiamo già detto, si estende anche ad altre bevande come la birra.

Senza dubbio, chi ama lo yoga lo considera una cosa strana. Poche posture di yoga si possono eseguire mentre proviamo a sostenere un bicchiere e beviamo allo stesso tempo. Si tratta di fare qualcosa di diverso, originale e divertente. Veramente serve per socializzare con gli altri, ovvero pratichi sport mentre bevi un bicchiere di vino o ti fai una birretta.

Benefici dello yoga

È interessante vedere come viene eseguita una lezione di questo tipo, dato che alcune persone dicono che alcune posture dello yoga, piuttosto complicate, non riescono bene senza bersi un sorso di vino.

Miglioramento della mente e del corpo grazie ad un’unica disciplina. Potrebbe essere una definizione di yoga, visto che tra i suoi benefici rientrano quelli del sistema cardiovascolare, oltre a saper gestire meglio lo stress e l’ansia grazie alla meditazione e al saper respirare correttamente. Uno studio dell’American College of Cardiology di Dubai ha dimostrato che i pazienti con malattie cardiache che praticano yoga, oltre ad esercizio aerobico, riducono fino al doppio i valori della pressione sanguigna, l’indice di massa corporea e il livello di colesterolo.

 

Bevi il vino rosso senza paura di sprecarlo!

A volte commettiamo degli errori quando beviamo vino rosso e dovremmo prenderli in considerazione per non sprecarlo. Prendi nota di questi consigli.

Bere il vino rosso a temperatura ambiente

Durante i mesi più caldi, anche se amiamo il vino rosso, consumarlo direttamente a temperatura ambiente, se non adeguatamente conservato in un luogo umido, lo rende imbevibile. Quando abbiamo sete e caldo, l’ideale è lasciarlo, solo un po’, nel frigorifero, in modo che si rinfreschi, o lasciare la bottiglia in un recipiente con acqua fresca. Il vino si manterrà fresco senza essere congelato.

Berlo molto freddo direttamente dal frigo

È piacevole la sensazione di freschezza, ma il vino rosso troppo freddo perde il suo sapore, le sue sfumature e i suoi odori non si possono apprezzare allo stesso modo. Infatti, il freddo eccessivo rovina il vino e per questo motivo non è raccomandato lasciarlo per giorni nel frigorifero, al momento di berlo non avrà un buon sapore.

Riempire il bicchiere fino all’orlo

Se riempiamo con il vino rosso il bicchiere fino all’orlo, si scalderà prima e non saremo in grado di finirlo. È meglio riempirlo solo un poco (fino a metà) così da bere correttamente e non sprecare vini che normalmente hanno una qualità superiore.

Vino rosso in estate

Prendere il calice per lo stelo

Per evitare ulteriori errori, è sempre meglio prendere il calice per lo stelo, poiché se afferriamo la pancia del bicchiere, il vino si scalderà più rapidamente.

Conservare la bottiglia a temperatura ambiente

Abbiamo già detto che, quando fa caldo, non è consigliato lasciare le bottiglie di vino a temperatura ambiente. A meno che non abbiamo una cantina o una cantinetta dove conservare le bottiglie a bassa temperatura, è meglio tenere la bottiglia in piedi e in frigo. Ricorda che dobbiamo consumare questo vino il prima possibile, se lo lasciamo per giorni, perderà il suo sapore.


Come bere vino rosso in estate

La temperatura ideale per berlo

L’Organizzazione dei Consumatori e degli Utenti, OCU, consiglia di servire un vino rosso giovane a 9 gradi, a 15 gradi un vino maturo e a 17 gradi massimo i vini riserva e gran riserva.

Aggiungere ghiaccio al vino

Se segui il nostro blog, sai sicuramente che questo è l’errore più grande e non ti verrà in mente di farlo. I cubetti di ghiaccio nel vino, si scioglieranno e rovineranno il vino. L’unica eccezione sono quei tipi che sono stati elaborati pensando di essere consumati con cubetti di ghiaccio.

Se sei a conoscenza di altri errori che meritano di essere evidenziati, faccelo sapere!

Vino e arte: un matrimonio che dura da secoli

Vino e arte sono parte integrante della storia del mondo. Nel corso dei secoli, arte e vino hanno spesso incrociato le loro strade. Affreschi egizi che raccontano della vendemmia, mosaici dedicati a Dionisio, quadri barocchi, impressionisti o cubisti… ce n’è davvero per qualsiasi epoca e stile.

Il vino nei quadri - Uvinum

Ecco a voi alcuni esempi di quadri in cui compare il nostro tanto amato vino. Voi sapete dircene altri?

Le nozze di Cana – Paolo Veronese

“Le nozze di Cana” è un’opera colossale del pittore Paolo Caliari, detto il Veronese (1528-1588), che misura ben 6,77 m x 9,94 m. Il dipinto risale al 1562, quando il Veronese fu incaricato di decorare il refettorio del Monastero di San Giorgio Maggiore a Venezia.

Il quadro raffigura il celebre episodio biblico delle nozze di Cana, durante le quali Gesù trasformò l’acqua in vino. Per ammirarlo dovrete recarvi al Louvre di Parigi, dove fu portato da Napoleone nel 1797.

Bacco – Caravaggio

Il ritratto del dio Bacco venne realizzato da Caravaggio (1571-1610) tra il 1596 e il 1598. Il protagonista è rappresentato secondo l’iconografia tradizionale: nudo, con in testa una corona fatta di foglie di vite e con in mano un calice di vino rosso, che sembra offrire allo spettatore.

Si pensa che Caravaggio abbia usato uno specchio e abbia utilizzato la propria immagine riflessa per studiare la posizione della mano. Sarebbe per questo motivo che Bacco regge il bicchiere con la sinistra.

Il dipinto è conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

Riunione dei bevitori – Bartolomeo Manfredi

Simile allo stile di Caravaggio è quello di Bartolomeo Manfredi (1582-1622). Nella sua “Riunione dei bevitori”, le figure emergono da uno sfondo cupo, illuminate con violenza da una luce proveniente dall’alto. È un quadro che dona una sensazione di suspense e di inquietudine, ben resa dalla posizione accalcata e dalle espressioni dei personaggi.

Oggi il quadro, che risale al 1621, si trova oltreoceano, al Los Angeles County Museum of Art.

La colazione dei canottieri – Renoir

Conservato alla Phillips Collection di Washington, il celebre “Le déjeuner des canotiers” di Pierre-Auguste Renoir (1841-1919) risale al 1880-1882.

Il quadro rappresenta la veranda del ristorante dei Fournaise sull’isola di Chatou, frequentato dai canottieri parigini che amavano praticare il loro sport lungo la Senna. È una scena di festa, di leggerezza, con ben 14 persone riunite attorno alla stessa tavola per passare in allegria una domenica pomeriggio.

È un quadro dai toni chiari e tenui, che regala una sensazione di spensieratezza.

Il vino nell'arte - festa dei musei

Il caffè di notte – Vincent Van Gogh

Accecante, stridente, angoscioso. “Il caffè di notte” (1888) di Vincent van Gogh (1853-1890) è un tentativo di rappresentare la degenerazione umana che ha luogo nei bar durante la notte.

Nei locali notturni, le più terribili passioni umane salgono alla luce aiutate dall’alcool. Secondo il pittore, i colori più adatti per rappresentare l’inquietudine e la disperazione sono il rosso e il verde, che appunto abbondano nel dipinto.

Se siete curiosi di ammirarlo dal vivo, dovrete recarvi all’Art Gallery dell’Università di Yale.

Il giorno dopo – Edvard Munch

Si sa, il vino è una gioia… ma non bisogna esagerare! Il pittore norvegese Edvard Munch (1863-1944) ha voluto rappresentare il dramma della sbornia nel dipinto “Il giorno dopo” (1895). Il titolo dice già tutto.

La fanciulla protagonista è ritratta sul letto, in una posizione non proprio elegante, e in primo piano si possono notare le bottiglie e i bicchieri abbandonati della serata precedente. È una scena triste, che vuole raffigurare le conseguenze fisiche e la solitudine causate dell’abuso di alcool.

Potete ammirarlo alla Nasjonalgalleriet di Oslo.

Due donne sedute in un bar – Pablo Picasso

Il quadro risale al Periodo Blu del pittore Pablo Picasso (1881-1973). Come suggerisce il nome, “Due donne sedute in un bar” (1902) – chiamato anche “Due prostitute sedute in un bar” – rappresenta due ragazze vestite di azzurro sedute al bancone di un café. Le ragazze, però, non sembrano divertirsi.

Le spalle incurvate e le facce rivolte verso il basso danno una sensazione di tristezza e di noia, sensazione messa ancor più in evidenza dai toni freddi e spenti del dipinto. I vestiti provocanti sembrano suggerire la professione delle due, le quali aspettano al bar il prossimo cliente.

Il quadro è esposto al Museum of Art di Hiroshima, in Giappone.

La prossima volta che vi capiterà di varcare le porte di un museo, aguzzate l’occhio e cercate di trovare più bicchieri possibili nei quadri alle pareti!

 

 TAGS:Néctar Pedro Ximénez

Néctar Pedro Ximénez

Il Néctar Pedro Ximénez è un vino sherry speciale prodotto da González Byass. Dopo la vendemmia, le uve vengono collocate al suolo per l’appassimento al sole: l’acqua dell’uva evapora e la concentrazione zuccherina aumenta.

 TAGS:Varvaglione Primitivo di Manduria Papale 2016

Varvaglione Primitivo di Manduria Papale 2016

Il vino “Papale” deve il suo nome a Papa Benedetto XIII, unico papa originario della Puglia. Anche l’etichetta è un omaggio al Santo Padre pugliese. Riporta, infatti, un articolo di giornale in cui si racconta delle festose celebrazioni per l’elezione del papa, avvenuta il 29 Maggio 1724.

Perché il vino si utilizza per cucinare e qual è il più consigliato?

Fin dall’antichità, i vini sono stati usati in cucina per conferire maggior intensità e sapore a tutti i tipi di piatti. Nonostante molti credano che si dovrebbero utilizzare vini di qualità inferiore e più economici, in realtà non è raccomandabile. In seguito vi diremo quali sono i vini migliori per cucinare e perché.

Quali vini usare per cucinare

Miglior qualità. Come abbiamo già detto, è meglio evitare i vini economici e non dovremmo cucinare con un vino che non berremmo perché un buon piatto può anche essere rovinato da un vino economico e insipido.

Un ingrediente in più. Per non esagerare e sprecare un buon vino scioccamente, quando cuciniamo dobbiamo tenere presente che il vino è uno degli ingredienti della ricetta, che dovremmo seguire alla lettera. Cioè utilizzare solo la quantità stabilita.

Abbinamento perfetto. Non sempre si sceglie il vino giusto per cucinare. Non ci sono regole precise, quindi dobbiamo tentare e sperimentare in cucina. Prova diversi vini, ricette, sapori e scegli quello che ci regala il sapore che stiamo cercando per il nostro piatto.


Vini rossi. Parlando di tipi di vino, il rosso è consigliato per cucinare stufati, spezzatini e carni forti. Per questi piatti si raccomandano vini come Merlot, Pinot Nero, Tempranillo, Cabernet Sauvignon, Syrah o Monastrell.

Vini bianchi. Presentano più acidità e sono adatti per cucinare stufati di pesce o pesce in generale, preferendo i bianchi aromatici e fruttati. Li possiamo scegliere anche per le carni bianche, in alternativa ai rosati.

Vini bianchi dolci. Questo tipo di vino è riservato per salse molto dolci. Dobbiamo tener presente che sarà uno degli ingredienti principali per la salsa, quindi non possiamo scegliere vini troppo forti.

Ricette piccanti. In piatti con sapori più forti, saporiti e anche piccanti, possiamo aggiungere alla ricetta vini rossi giovani e vini bianchi aromatici come il Gewürztraminer, il Riesling o il Viognier.

Vino de Jerez. Questo tipo di vino si utilizza spesso in cucina. Soprattutto serve per accompagnare zuppe e stufati di carne.

Vini giovani o invecchiati. Abbiamo già visto che vanno bene sia per la carne che per il pesce. Inoltre sono particolarmente raccomandati per i legumi, e consigliamo soprattutto i vini invecchiati per carni di manzo o agnello.

Il cioccolato e il vino ritardano l’invecchiamento

Due dei piaceri più preziosi di questa vita, il cioccolato e il vino, possono preservarci dall’invecchiamento. Una ricerca pubblicata sulla rivista BMC Cell Biology dimostra che le cellule umane possono essere ringiovanite, se mangiamo e beviamo (sempre con moderazione) entrambi. Scopriamo perché.

Il resveratrolo, antiossidante per prevenire l’invecchiamento

Sebbene siano già emersi diversi studi che fanno riferimento a questa affermazione, questa recente ricerca dimostra che i prodotti chimici simili al resveratrolo, che è un antiossidante presente in diverse piante e alimenti, come il cacao o l’uva, ringiovaniscono la pelle.

Lo studio, condotto da ricercatori delle università di Exeter e Brighton nel Regno Unito, e guidato da professori di genetica molecolare, ha rilevato che aggiungendo sostanze simili al resveratrolo al processo d’invecchiamento delle cellule umane, non solo le cellule vecchie sembravano più giovani, ma iniziano anche a dividersi di nuovo. Questo sarebbe, di fatto, il comportamento normale delle cellule giovani.


I responsabili dello studio hanno spiegato di aver ripetuto più volte l’esperimento. In ogni caso, le cellule sono ringiovanite. Quindi la ricerca riafferma che sia il cacao che il vino sono potenti antiossidanti, che rigenerano le nostre cellule e rallentano l’invecchiamento della pelle.

Benefici del cioccolato

Come possiamo vedere, quindi, grazie agli antiossidanti, il cioccolato trasforma la pelle e la rende più giovane e liscia. Infatti, è noto che i trattamenti estetici di chocoterapia per il corpo consentono di migliorare l’epidermide.

Ma, se ciò non bastasse, il cioccolato fa bene al cuore. La Società Spagnola di Dietetica e Scienze dell’Alimentazione, Sedca, indica che il cioccolato fondente è quello che apporta più nutrienti e abbassa la pressione sanguigna.

Inoltre, a livello psicologico, i medici affermano che una porzione normale di cioccolato provoca un’elevata attività psicofarmacologica. Pertanto, si raccomanda per combattere la depressione o lo sconforto perché attiva l’ormone della felicità, mentre ci dà energia e benessere. Come sappiamo, il cacao nero è il migliore per la salute, anche se non possiamo abusarne.

Proprietà del vino

Soprattutto il vino rosso ha molte proprietà. Da un lato, dato che l’uva contiene polifenoli antiossidanti, regala giovinezza alla nostra pelle. Ma aiuta anche a combattere i radicali liberi, aumenta il colesterolo buono, protegge il cuore e ci rilassa. E, come il cioccolato, fornisce energia rilasciando endorfine.

Il vino dove essere bevuto con moderazione, tanto che la dieta mediterranea lo include e ne consiglia un bicchiere al giorno.

 

Vino 2.0: i nuovi mestieri del vino

In un mondo in cui nessuno può più fare a meno del cellulare e dei social network, anche il mondo del vino si è aggiornato. Alle classiche figure del viticoltore, dell’enologo e del sommelier, si sono affiancati anche nuovi professionisti, più “tecnologici”.

Ecco una lista dei nuovi professionisti del vino, figure di riferimento che hanno il compito di far conoscere il prodotto al grande pubblico.

Il vino nel XXI secolo: le nuove professioni del vino - Uvinum

Wine blogger

Perché andare in una cantina o in un negozio specializzato se si possono reperire tutte le informazioni necessarie su un vino direttamente a casa su internet? Se si digita la parola “vino” su Google, è facile trovare tra i risultati di ricerca blog tenuti da persone appassionate di vino e scrittura.

Il wine blogger è un sommelier, un giornalista, il proprietario di una cantina o un semplice appassionato che ama dire la sua. Nei loro siti si possono trovare recensioni, consigli, news, curiosità e informazioni su prodotti ed eventi, raccontate in modo più o meno professionale.

Wine influencer

Non solo moda! Gli influencer – coloro che sfruttano la loro immagine sui social, in particolar modo Instagram, per pubblicizzare prodotti – si occupano anche di vino. Una bella foto, il “tag” alla cantina produttrice e gli hashtag giusti: il gioco è fatto! Naturalmente se ti sei conquistato la fiducia di un qualche migliaio di followers…

Questa volta, cercate la parola “vino” su Facebook, Twitter e Instagram: non è poi raro incontrare i profili social di cantine e critici enologici. Le reti sociali, al giorno d’oggi, sono il nuovo modo per farsi pubblicità! Ecco perché il community manager è diventato una figura chiave nella strategia di marketing di qualsiasi azienda, anche vinicola.

Wine promoter

Il wine promoter è un organizzatore di eventi specializzato nel campo del vino. È lui che sceglie quando, dove e come un vino deve essere lanciato e/o degustato. Deve conoscere alla perfezione sia il produttore che il consumatore, in modo da poter creare la situazione e l’atmosfera giuste per far sì che il prodotto venga associato a un’esperienza positiva e divertente. Un passo falso potrebbe voler dire il fallimento di un prodotto!

Vino 2.0: i nuovi mestieri del vino

Wine hunter

È il “cacciatore di teste” delle bottiglie. Sei un collezionista di bottiglie pregiate e non sai dove recuperare quel Bordeaux di quell’annata tanto speciale? No problem, ci pensa il wine hunter a rintracciarla. I tempi si stringono, le contrattazioni si snelliscono e il cliente è felice.

Anche le cantine e le enoteche possono assumere un wine hunter per farsi conoscere dalla clientela giusta, più mirata ed esclusiva.

Wine driver

Si sa, il vino è convivialità! Si esce con gli amici, si beve un po’ più del dovuto e non si sa come ritornare a casa. Il wine driver è colui che può risolvere il problema! Utilizzando la sua auto o la tua, ti riporta a casa senza rischi.