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Le malattie della vite

Anche la vite si ammala! Le nostre tanto care piante, purtroppo, sono minacciate da diverse malattie… proprio come noi umani! Ecco alcuni dei più grandi nemici del vigneto.

Le malattie del vigneto - Uvinum

Malattie della vite di origine fungina

Oidio

L’oidio, conosciuto anche come “mal bianco”, è una malattia di origine fungina (Ascomycota) che si sviluppa in presenza di umidità, temperature elevate e scarsa ventilazione. Trova, quindi, il clima adatto alla sua proliferazione nell’Italia Meridionale ed Insulare, anche se negli ultimi anni ha causato gravi danni anche nel Nord Italia. L’oidio attacca tutte le parti della pianta: le foglie, le infiorescenze, i tralci verdi e i grappoli, causando deformazioni che incidono sulla crescita della vite e sulla maturazione dei frutti. Per combatterlo, è preferibile attuare un’azione preventiva, polverizzando dello zolfo o delle spore di Ampelomyces quisqualis.

Peronospora

Causata dal fungo Plasmopara viticola, la Peronospora è una delle malattie più temibili, in quanto ha la capacità di penetrare nei tessuti vegetali e rubare nutrimento alla pianta. Fu importata, involontariamente, dall’America e i primi danni in Europa furono segnalati intorno al 1878. È facilmente riconoscibile dalle macchie gialle che lascia sulle foglie della pianta, dalla possibile presenza di muffa bianca e dagli acini rinsecchiti e scuri. Poiché la pianta non è ben nutrita come dovrebbe, la maturazione dei frutti viene gravemente compromessa. L’unico principio attivo realmente efficace contro la peronospora è il rame, al quale possono essere abbinati anche dei preparati biodinamici per aumentarne l’effetto e ridurne il dosaggio.

Botrite

La Botrite – o muffa grigia – è un fungo che penetra nelle ferite della pianta e che colpisce germogli, frutti e fusto. È riconoscibile dal colore grigio che assume l’uva, per questo il nome latino è Botrytis cinerea (fatta di cenere). Bisogna specificare, però, che la Botrite ha due effetti differenti. In presenza di forte umidità e in procinto della maturazione, può causare lo sviluppo di marciume grigio che provoca la caduta dei grappoli. In condizioni di clima più caldo e secco, ben alternato da condizioni di umidità limitata (rugiada mattutina o piogge leggere), la diffusione circoscritta del fungo (marciume nobile) fa sì che aumenti il grado zuccherino dei frutti. Solitamente, la muffa nobile è un buon alleato per quelle uve destinate alla produzione di vini liquorosi e dolci. Per curare la pianta, è necessario asportare la parte colpita prima di utilizzare principi attivi chimici.

Mal dell’esca

Se le foglie della vite sono macchiate di rosso-viola lungo il perimetro, allora siamo in presenza della malattia fungina chiamata Mal dell’esca. Quando la malattia è diffusa, risultano colpiti anche gli acini, che presentano macchie bruno-violacee, e il legno, che appare più debole e friabile. Anche in questo caso, la cura più efficace è la prevenzione con il rame. Inoltre, è buona cosa disinfettare con alcool le forbici e gli strumenti che sono eventualmente entrati in contatto con piante malate.

Malattie fungine e parassitarie della vite - Uvinum

Malattie della vite causate da parassiti e insetti

Fillossera

Se siete amanti del vino, sicuramente avrete sentito parlare della terribile fillossera, il parassita che  nell’Ottocento ha quasi provocato l’estinzione della vite in Europa. La fillossera della vite (Daktulosphaira vitifoliae) è un insetto della famiglia dei Phylloxeridae, di origine nordamericana e capace di attaccare le radici delle piante. I danni alle radici causano, in poco tempo, la morte di tutta la pianta attaccata. L’unico metodo davvero efficace consiste nell’innesto delle viti europee su radici – chiamate portinnesti – di viti americane, le quali hanno sviluppato una resistenza a questo insetto.

Flavescenza Dorata

La Flavescenza Dorata è un parassita appartenente al gruppo dei giallumi della vite. Il nome è un chiaro riferimento ai danni che provoca ai vitigni di bacca bianca: foglie, tralci e grappoli assumono un colore giallastro. L’insetto penetra nei tessuti bloccando il sistema linfatico della pianta e causandone lo scompenso delle attività fisiologiche. Poiché in Italia questa malattia è sottoposta a quarantena, la lotta comprende l’estirpazione delle piante infette.

Tignoletta della vite

La Tignoletta dell vite (Lobesia botrana) è un lepidottero diffuso, in Europa, nei paesi più a sud e nell’area balcanica. I danni consistono nella distruzione dei bottoni fiorali e nello svuotamento dei grappoli, i quali vengono esposti a un rischio maggiore di sviluppare marciume. Nel caso in cui i numerosi nemici naturali della Tignoletta dell’uva (alcuni Imenotteri, funghi, batteri e virus) non dovessero bastare, allora è necessario intervenire con prodotti fitoiatrici specifici.

Ragnetto rosso

Il Ragnetto rosso (Tetranychus urticae) è uno degli acari più temuti: quando colonizza una pianta, infatti, la conduce alla morte. Questo perché il Ragnetto, che si riproduce molto velocemente, riesce a sottrarre le sostanze nutritive alla pianta e a bloccare il processo di fotosintesi clorofilliana. Purtoppo, è davvero difficile notare quest’insetto a occhio nudo, in quanto le sue dimensioni sono minuscole (circa mezzo millimetro). Si possono, però, riconoscere i sintomi: puntini bianchi sulle foglie; foglie con macchie chiare dovute alla mancanza di clorofilla; foglie secche che cadono. Per sbarazzarsene, bisogna ricorrere a pesticidi specifichi o a mezzi più naturali, come inumidire frequentemente le foglie (il Ragnetto rosso odia l’acqua) o liberare nell’ambiente delle coccinelle.

 

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