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Negroamaro, sapore di Puglia

 TAGS:La tradizione de vini in Italia è ben rinomata in tutto il mondo. Ma non bisogna fermarsi solo ai soliti nomi come il Chianti o il Barolo, bisogna andare più in fondo e cercare nuovi sapori e nuove emozioni.

Spostandoci un po’ più a Sud dello Stivale, più precisamente proprio nel suo tacco, possiamo soffermarci sui vini pugliesi, che sono prodotti al sole del Mediterraneo e con un clima sempre mite che trae vantaggio dalla vicinanza del mare. Infatti la Puglia risulta essere la regione italiana con la più alta produzione vinicola.

Tra questi vini risalta, senza dubbio, il Negroamaro, che prende il nome dal vitigno a bacca nera che prevale nella zona pugliese del Salento. Questo vitigno è uno dei più importanti di tutta l’Italia del Sud. Da questo vitigno nascono vini rossi e rosati ed uno dei prodotti più noti e pregiati è il Salice Salentino, che prende il nome del comune in provincia di Lecce dove viene elaborato. Questo vino è prodotto attraverso la fermentazione di uve Negroarmaro (85%) e di uve Malvasia (15%).

Il nome Negroamaro è una fusione delle parole “niger” e “maru” che rispettivamente in latino e in greco antico significavano, appunto “nero”. Ciò nonostante, un’altra versione sostiene che il nome derivi dal termine dialettale “niuru maru” che si riferisce al colore nero ed al sapore amaro del vino.

Il Negroamaro si distingue per essere un vitigno molto versatile e attraverso la sua fermentazione nascono dei rosati profumati e dei rossi molto morbidi ed eleganti. Tutti i vini elaborati da questo vitigno sono ideali per qualsiasi tipo di pasto e si caratterizzano per il loro colore rosso granato. Il profumo è fruttato e spesso si notano note di tabacco. 

La miglior maniera di sorseggiare un Negroamaro è quella di accompagnarlo con alimenti tipici pugliesi, come ad esempio una pasta fatta in casa come le “Sagne ‘incannulate” che si servono normalmente con una zuppa di ceci oppure delle polpette al sugo di pomodoro. Per quanto riguarda i secondi un ottimo abbinamento è la carne d’agnello. 

Ecco due tipi di Negroamaro di alta qualità:

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Conti Zecca Nero 2008, perfetto con la carne

 

 

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Terre Avare Negroamaro Salento Igt 2010, colore rosso intenso

Il Lambrusco, fenomeno emiliano

 TAGS:Durante una buona cena composta da un piatto tipico come dei tortellini o anche semplicemente da insaccati di qualità o da della buona carne rossa, il Lambrusco si distingue come un accompagnamento ad hoc; delicato, gustoso ed effervescente, questo vino continua ad essere tra i più venduti in Italia, come confermato da una recente indagine svolta da Vinitaly. 

Eppure il Lambrusco non riscuote successo solo nel Belpaese bensì è tra i più consumati vini italiani in tutto il mondo e la sua fama è pari a quella di vini rossi di qualità come il Chianti, il Brunello di Montalcino e il Barbera. Il Lambrusco, essendo un vino dolce e spumoso, incanta i palati di molte persone e la riprova è la fama di questo prodotto in paesi come Spagna e Francia, dove il consumo di formaggi ed insaccati favorisce l’abbinamento del prodotto non solo durante una cena o un pranzo ma anche durante un aperitivo. Ciò nonostante, le esportazioni di Lambrusco DOC fuori dall’Italia sono ancora poco frequenti.  

Di solito servito fresco, il Lambrusco è un vino effervescente che prende il nome da una serie di vitigni che si trovano principalmente in Emilia Romagna, più precisamente nelle provincie di Modena e Reggio Emilia, dove risalta come prodotto tipico. Le sue uve sono originariamente rosse ma vengono utilizzate per produrre questo tipo di vino che può essere rosso o rosato, ma si caratterizza sempre per essere frizzante.

Per quanto riguarda la sua produzione, il Lambrusco ha una storia particolare: agli inizi del 1900 si caratterizzava per essere secco e la sua schiuma veniva prodotta tramite una fermentazione in bottiglia come avveniva per lo Champagne. In seguito, con l’avvento di nuove tecnologie e l’impiego del metodo di produzione Charmat, il Lambrusco assunse un sapore più dolce e vide la sua produzione aumentare in maniera esponenziale. 

Per godere delle migliori proprietà del Lambrusco c’è bisogno di accompagnarlo con prodotti gastronomici emiliani, come carne di agnello, salsiccie oppure parmigiano reggiano. Inoltre viene anche usato nella vinoterapia per favorire la conservazione della pelle.

 Ecco qui alcuni tipi di Lambrusco della migliore qualità:

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Lambrusco Otello Ceci, pregiata qualità

 

 

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Lambrusco Rialto Rosato, dal gusto leggero

La dolcezza del passito

 TAGS:Esistono vari modi per concludere una pranzo buono ed abbondante. Il vino passito è, senza dubbio, uno di questi. Il sapore dolciastro di questo tipo di vino è ideale per accompagnare il momento del dolce, quando la bocca ha bisogno di assaporare qualcosa di più soave e fruttato. La corposità e la generosità di questo liquido esaltano prevalentemente i sapori dolci ma anche alcuni salati. Questo vino proviene dalla Sicilia, una regione specializzata in vini particolarmente saporiti come, ad esempio, il Marsala.

Nonostante venga prodotto tramite la stessa vinificazione dei vini normali, il passito viene prodotto attraverso delle uve che, prima di essere state vinificate, sono state precedentemente sottoposte ad appassimento su degli appositi graticci. Le uve vengono, dunque, disidratate togliendo tutta l’acqua presente nell’acino. Ma perché questo processo? Il suo scopo è quello di conferire una maturazione elevata alle uve affinché concentrino maggiori quantità di zuccheri, profumi e sali minerali. Da lì derivano la spiccata gradazione alcolica e il sapore dolce.

Nonostante la produzione di questo tipo di vino sia diffusa in tutto il mondo, è in Italia che si trovano la maggior parte dei passiti e tra tutti spicca il Passito di Pantelleria.  Questo vino di Denominazione d’Origine Controllata è prodotto esclusivamente nelle provincia siciliana di Trapani. Dal colore particolarmente ambrato e il sapore dolce e gradevole, il Passito di Pantelleria va consumato a temperatura ambiente ed è perfetto per combinarsi con dolci, frutta secca e frutti di bosco, anche se non disdegna alcuni tipi di formaggi come quelli erborinati.

Una combinazione molto gradita e diffusa è, senza dubbio, quella del passito con dei biscotti croccanti, come ad esempi i cantuccini toscani. In questo abbinamento il sapore delle mandorle dolci scatena nella bocca una sensazione di gusto particolare se abbinato a un buon passito.

La maggior parte dei vini passiti ha una gradazione alcolica che oscilla tra i 14 e i 16 gradi, per cui risaltano come maggiormente alcolici rispetto ai vini normali. 

Ecco qui due esempi di passito di alta qualità:

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Colpetrone Sagrantino Di Montefalco Passito 375ml 2007

 

 

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Ceretto Moscato Passito (3/8) 375ml 2004

Grappa, un distillato unico

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La tradizione di distillati italiani non prevede solo il famoso aperitivo Martini o l’altrettanto conosciuto Amaretto di Saronno, ma è anche nota per la Grappa. Per Grappa si intende esclusivamente un distillato alcolico prodotto da vinacce nell’area geografica del Nord Italia, di San Marino e della Svizzera italiana.  Nonostante in altre nazioni esistano distillati simili tipo acquavite, il nome Grappa può essere assegnato solo se derivato dalle uve delle zone precedentemente citate. Il processo di produzione della grappa è particolare e segue un rituale molto preciso che rende il distillato unico.

Le origini della grappa risalgono, però, addirittura al 6º secolo avanti Cristo, quando in Mesopotamia venivano prodotti i primi esempi di acquavite. I processi di distillazione validi per quel tipo di bevanda sono poi in seguito stati modificati per adattarsi alla distillazione delle vinacce, tramite anche dei processi chimici.

Tuttavia la bevanda deve il suo grande successo alla nascita della distilleria Nardini in quel di Bassano del Grappa nel lontano 1779. Questa fabbrica segnó una vera e propria rivoluzione nella maniera di distillare i liquidi alcolici, tramite un processo di distillazione a vapore. Non vi è, infatti, dubbio che la grappa abbia preso il suo nome proprio dalla località nella quale la famiglia Nardini aveva deciso di aprire il proprio stabilimento.

Nella produzione della grappa il passo fondamentale è, una volta avvenuta la svinatura, la distillazione delle vinacce. Da lì in poi nascerà il prodotto finito, la cui gradazione alcolica oscilla tra i 37,5 e i 60%. Esistono vari tipi di grappa, a seconda della distillazione:

  • Giovane (non invecchiata)
  • Aromatica, che proviene da uve aromatiche come Moscato o Traminer aromatico
  • Invecchiata per almeno 12 mesi
  • Riserva Invecchiata o Stravecchia: stagionatura di almeno 18 mesi in legno sotto controllo
  • Aromatizzata, alla quale vengono aggiunti sapori di aromi naturali come erbe, frutti o radici.

Per bere la grappa esistono vari tipi di bicchieri. Generalmente si utilizza un tipo di bicchiere chiamato tulipe (per la sua forma a tulipano).

Suggeriamo due tipi di grappa di altà qualità:

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Grappa Nardini, sapore unico

 

 

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Francoli Grappa Ruta, gusto deciso