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I vini Triple “A” – Agricoltori, Artigiani, Artisti

Ogni produttore di vino è, allo stesso tempo, un agricoltore, un artigiano e un artista: di questo sono convinti i sostenitori del movimento Triple “A”. Di cosa si tratta? Ve lo spieghiamo noi!

I vini Triple “A” – Agricoltori, Artigiani, Artisti - Drinks&Co

Il movimento

Il movimento Triple “A”, nato a Genova nel 2003, si schiera contro la standardizzazione del vino. Oggi, infatti, le multinazionali del settore vinicolo adottano tecniche agronomiche ed enologiche “in serie”, che pregiudicano le caratteristiche uniche e naturali delle diverse varietà di uva e del territorio. I caratteri organolettici, quindi, vengono uniformati e perduti a favore di una produzione abbondante e destinata al consumo di massa.

In che modo le multinazionali uniformano la produzione di vino? Semplice, utilizzando prodotti chimici nella vigna e lieviti selezionati in laboratorio durante il processo di vinificazione. Queste due pratiche sono assolutamente abolite dal movimento Triple “A”, che preferisce adottare azioni rispettose dell’ambiente per la cura delle piante e che predilige una produzione la meno interventista possibile.

Perché le tre “A”?

  • Agricoltori: Per produrre un vino di qualità, è necessario instaurare un rapporto corretto tra uomo e pianta, basato esclusivamente su interventi naturali. Solamente chi coltiva in prima persona il vigneto è in grado di farlo. Inoltre, è necessario che il vignaiolo conosca bene il terroir e l’uva con cui ha a che fare, in modo da poterli rappresentare al meglio nel prodotto finale.
  • Artigiani: Per non alterare le caratteristiche naturali dell’uva e, di conseguenza, modificare la struttura del vino, il vignaiolo deve conoscere ogni singolo passaggio del processo produttivo, proprio come se fosse un artigiano. Il vino diventa espressione del proprio savoir-faire.
  • Artisti: Fare vino è un’arte, oltre che un gesto d’amore. Il produttore possiede quella sensibilità artistica che gli permette di rispettare la sua “opera”, facendone risaltare i caratteri peculiari che derivano dal terroir e dal vitigno.

Vino e movimento Triple A: di che si tratta? - Drinks&Co

Caratteristiche dei vini Triple “A”

Per produrre dei vini Triple “A”, si devono seguire norme precise:

  • Selezione massale delle viti, per scartare le piante con difetti.
  • È vietato utilizzare sostanze chimiche di sintesi che non rispettino la vite e i suoi cicli naturali.
  • È necessario utilizzare uve perfettamente sane e raccolte una volta raggiunta la maturazione fisiologica.
  • Ai mosti non viene aggiunta né anidride solforosa né altri additivi. L’anidride solforosa può essere aggiunta, ma solo in minime quantità, al momento dell’imbottigliamento.
  • È vietato utilizzare lieviti selezionati. Sì, invece, ai lieviti indigeni.
  • È vietato attuare interventi chimici o fisici prima e durante la fermentazione alcolica. È consentito solo il semplice controllo delle temperature.
  • Il vino matura sulle fecce fini fino all’imbottigliamento.
  • È vietato correggere qualsiasi parametro chimico.
  • È vietato chiarificare e filtrare il vino prima dell’imbottigliamento.

Siete curiosi di provare questi vini rispettosi dell’ambiente e dell’unicità?

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Foradori Teroldego Sgarzon 2016

Il Foradori Teroldego Sgarzon 2016, vino rosso della DOC Weinberg Dolomiten, è prodotto con uve 100% Teroldego Rotaliano. Presenta intense note di mora e mirtillo, spezie e fiori di campo. Il sapore della montagna in bottiglia!

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Arianna Occhipinti Sp 68 Bianco Sicilia 2018

Arianna Occhipinti Sp 68 Bianco Sicilia 2018 è dedicato alla Strada Provinciale 68, la strada che ogni giorno gli agricoltori devono fare per arrivare alle vigne, oggi come tremila anni fa. Lasciati incantare dalle note, tutte siciliane, di timo, rosmarino, arancia, miele e mandorla.

Ad ogni salume il suo vino!

Italia: terra di santi, poeti, navigatori… e salumi! Gli affettati e gli insaccati che esistono nel nostro Paese sono centinaia e ogni regione ha le sue delizie tradizionali.

Oggi vi proponiamo una lista dei salumi più popolari e i nostri suggerimenti per abbinarli al vino giusto!

Abbinamento vini e salumi - Uvinum

Prosciutto crudo di Parma

È uno dei prodotti italiani più famosi al mondo. Cosa c’è di più semplice e più buono che il prosciutto crudo di Parma? Scegliamo un abbinamento locale, un bel Lambrusco o una Malvasia emiliana.

Mortadella

Parliamo di un altro alimento semplice, tanto amato da adulti e piccini: la mortadella. Se vogliamo rimanere sul classico, anche qui l’abbinamento ideale è quello con il Lambrusco. Provate, però, ad alzare un po’ il tiro e a rendere il vostro “pane e mortazza” una pietanza gourmet. Come? Beh, abbinatelo ad un bicchiere di Champagne! Le bollicine puliscono la bocca dall’untura lasciata dalla mortadella e la preparano al prossimo, delizioso, boccone!

Coppa

La coppa, salume tipico di Parma e Piacenza, ha un sapore unico, un po’ speziato. Provate ad abbinarla a un Barbera del Monferrato DOC.

Bresaola della Valtellina

La bresaola della Valtellina è un salume a Indicazione Geografica Protetta (IGP). Abbiniamola ad altri prodotti locali, come uno Sforzato della Valtellina DOCG, un Valtellina Superiore DOCG o un Rosso di Valtellina.

‘Nduja

Insaccato tipico calabrese, la ‘Nduja è così piccante che più piccante non si può! Per la scelta del vino, rimaniamo in Calabria e optiamo per un vino rosso di Cirò Marina.

Speck

Con lo speck ci possiamo sbizzarrire. Dobbiamo scegliere il vino, però, tenendo in mente due cose: il sapore del salume non deve essere coperto da quello del vino; il vino dovrebbe sgrassarci la bocca. Se preferite i rossi, scegliete un Pinot Nero, dagli aromi delicati e fruttati. Se, invece, preferite i bianchi, un bel Traminer aromatico ed intenso è la scelta più azzeccata.

Prosciutto, speck, salame: ogni salume vuole il suo vino! - Uvinum

Lardo

Lardo e miele: ed è subito baita di montagna! Abbiniamo questo piatto delizioso e ricco con un bel vino sgrassante (anch’esso di montagna), un bel Lagrein Rosé.

Prosciutto cotto

Felicità, è un bicchiere di vino con un panino… al prosciutto cotto! La scelta per il vino è ampia: Tocai, Pinot bianco, Sauvignon, Ribolla Gialla, Barbera del Monferrato e Lambrusco sono tutte valide opzioni! Ma se volete fare gli chic, allora optate per uno spumante!

Pancetta

La pancetta offre una bella combinazione di sapori dolci, speziati e salati. Un vino rosso, non troppo corposo e dal sapore fruttato, come un Gutturnio Frizzante DOC o un Chianti delle Colline Pisane DOCG, è l’alleato perfetto.

Salame piccante

Per ammortizzare la sensazione infuocata che ci lascia in bocca il salame piccante, scegliamo un vino rosé, delicato ma non troppo: le proposte sono un Alezio Rosato o un Cirò Rosato. Va bene anche un rosso corposo, come un Rosso di Montalcino.

Un po’ di pane, un tagliere pieno e un bicchiere di vino: non serve poi tanto per mangiare bene!

 

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Librandi Rosato Cirò 2017

È uno dei vini più rappresentativi della Calabria. Nasce nei vigneti di Cirò e Val di Neto, situati sui pendii scoscesi della Sila ed è prodotto con uve Gaglioppo in purezza, varietà a bacca rossa tipico del Cirotano.

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Cantine Ceci Lambrusco Amabile Terre Verdiane 1813

Nasce in vigneti situati sulle ridenti colline parmensi, nel cuore dell’Emilia Romagna. Le uve delle varietà Lambrusco Maestri e Lambrusco Marani vengono raccolte solo a maturazione perfetta e attentamente selezionate a mano.

Enoturismo: l’Italia è il miglior Wine Country al mondo

È ufficiale: l’Italia è il Wine Country migliore al mondo. Bisogna fare una precisazione, però. La ricerca, condotta da Lastminute.com, non è intesa a definire il paese che produce i vini migliori, ma quello che offre maggiori servizi ai turisti amanti del vino.

L'Italia è il paese migliore al mondo per l'enoturismo - Uvinum

Perché l’Italia è il miglior paese produttore di vino al mondo

Per ricevere tale titolo, l’Italia ha dovuto competere con altri 29 paesi produttori di vino su una serie di criteri che includevano, tra gli altri, esperienze di degustazioni offerte, vigne aperte ai visitatori, costi di viaggio e alloggio, prezzo medio di un pasto.

Le 20 regioni italiane offrono una scelta quasi infinita di varietà di uve e tipologie di vini (rossi, bianchi, rosati, spumanti, dolci, passiti, ecc.) e sono in grado di soddisfare davvero i gusti di tutti. Le enoteche e i vigneti aperti al pubblico sono 33, le esperienze di degustazione disponibili sono ben 993 e il costo medio di una bottiglia di vino è di 4.77€, un prezzo piuttosto ragionevole se si considera l’alta qualità di molti vini nostrani.

Nella classifica stilata da Lastminute.com, al secondo posto troviamo la Francia, seguita al terzo posto dalla Spagna. Il Sud Africa, in quarta posizione, è il primo paese non europeo della lista.

L’enoturismo in Italia

Secondo il Rapporto 2019 sul Turismo del Vino in Italia (a cura dell’Associazione Nazionale Città del Vino e dell’Università di Salerno), l’enoturismo in Italia vale circa 2,5 miliardi all’anno. Sono circa 14 milioni gli enoturisti che visitano il nostro paese, i quali spendono una media di 85€ a persona al giorno (160€ se si considera anche il pernottamento). Tirando le somme, il turismo del vino incide circa sul 26.9% del fatturato annuo di una qualsiasi azienda vinicola.

Bisogna, poi, prendere in considerazione i benefici che ne traggono tutte quelle imprese che sono legate al settore turistico e agroalimentare: alberghi, ristoranti, produttori e rivenditori di prodotti tipici devono agli enoturisti una media del 36% del loro fatturato.

La regione che attrae più winelover è la Toscana (48.41% degli enoturisti), a cui seguono Piemonte, Trentino-Alto Adige e Campania.

 

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Il Palagio Sting Sister Moon 2013

Appassionato di musica? In questo caso non può perderti Il Palagio Sting Sister Moon 2013, vino che prende il suo nome dal famoso singolo di Sting del 1987. Nel 2016, questo vino corposo e rotondo è stato eletto dalla rivista Wine Spectator come uno dei cento migliori vini italiani.

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Andrian Pinot Grigio Alto Adige 2018

L’Andrian Pinot Grigio Alto Adige 2018 esprime tutte le caratteristiche del vitigno, tipico della regione dell’Alto Adige. Si presenta nel bicchiere di un bel colore giallo paglierino e sprigiona aromi di melone e agrumi. Fresco e fruttato, in bocca rivela un sapore elegante e di lunga persistenza. 

In viaggio per i vini d’Italia

State progettando di rimanere in Italia per le vostre vacanze? In qualsiasi regione vogliate andare, oltre a paesaggi incantevoli, troverete pietanze e bevande locali da leccarsi i baffi!

Ecco i nostri suggerimenti su quale vino bere quest’estate, regione per regione!

Vacanze in Italia? Ecco quali vini bere - Uvinum

Abruzzo

Iniziamo la nostra lista con l’Abruzzo, che in campo vinicolo può definirsi tranquillamente un’eccellenza. Se siete amanti del bianco, concedetevi (almeno) una bottiglia di Trebbiano d’Abruzzo DOC. Se, invece, non volete rinunciare al rosso neanche con questa canicola, come non provare il celeberrimo Montepulciano d’Abruzzo DOC? Infine, i sostenitori del binomio “estate-rosé” troveranno una bella sorpresa nel Cerasuolo d’Abruzzo DOC.

Basilicata

Monti, colline e mare. Il suolo vulcanico del Vulture e la biodiversità ambientale sono i punti di forza di questa piccola e, per certi versi, poco conosciuta regione. Se quest’estate andrete a vedere i famosi sassi di Matera, vi consigliamo di assaggiare l’Anglicano del Vulture DOC, portabandiera dei vini lucani.

Calabria

La Calabria vanta un’antichissima tradizione vinicola, in particolare per quanto riguarda i vini rossi. Non fatevi mancare un bicchiere di Cirò DOC, fresco e minerale, o di Melissa DOC rosso, fruttato e speziato. Con il dessert, chiedete un calice di Greco di Bianco DOC.

Campania

La Campania presenta una quantità incredibile di vitigni autoctoni. Se proprio dobbiamo scegliere, allora vi consigliamo si provare un Greco di Tufo DOCG, se vi piacciono i bianchi intensi e fruttati, o un Fiano di Avellino DOCG, se invece preferite qualcosa di più delicato e floreale. Passando ai rossi, il vitigno re è l’Anglicano. Optate per un Taburno DOCG o un Taurasi DOCG.

Emilia-Romagna

Inutile mentire! Il primo nome che ci viene in mente è il Lambrusco, il secondo il Sangiovese. Se volete sperimentare qualcosa di diverso, invece, provate un Albana di Romagna DOCG, dal caratteristico profumo di buccia di mela, un Pagadebit di Romagna DOC, dagli aromi di camomilla, o un Colli Piacentini Ortrugo DOC.

Friuli-Venezia Giulia

Quando si dice Friuli, si dice vino bianco. Provate un Collio Malvasia DOC, un Collio Friulano DOC o un Friuli Isonzo Friulano DOC. L’orgoglio della regione, però, è il Colli Orientali del Friuli Picolit DOCG, un vino bianco da dessert altamente alcolico. Per quanto riguarda i rossi, consigliamo il Refosco e lo Schioppettino.

In viaggio tra i vini italiani, regione per regione - Uvinum

Lazio

Negli ultimi anni, il Lazio si è dato molto da fare per migliorare la qualità dei suoi vini. È qui che nascono i bianchi Cannellino di Frascati DOCGFrascati Superiore DOCG ed Est! Est! Est! Di Montefiascone DOC e il rosso Cesanese del Piglio DOCG.

Liguria

Anche se i vini liguri sono difficili da trovare in commercio, nel passato sono stati decantati da poeti e scrittori. Il Rossese di Dolceacqua DOC e l’Ormeasco di Pornassio DOC sono i rappresentanti dei rossi liguri. La vera specialità, però, è lo Cinque Terre Sciacchetrà DOC, un passito che nasce nei ripidi terrazzamenti attorno alle Cinque Terre, la cui produzione è limitatissima.

Lombardia

Non solo Franciacorta! Oltre al famosissimo bollicine, la Lombardia è la patria di vini bianchi e rossi di alta qualità. Gli amanti dei bianchi possono provare un Lugana DOC, mentre quelli che fanno parte del “Team Rosso” possono deliziarsi con i poco conosciuti Buttafuoco DOCSangue di Giuda DOC.

Marche

La viticoltura fu introdotta nelle Marche dagli Etruschi. Il bianco marchigiano più conosciuto e senza dubbio il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC. Noi, però, vi consigliamo anche il Verdicchio di Matelica DOC e lo spumante Vernaccia di Serrapetrona DOCG. Con i rossi c’è, invece, da sbizzarrirsi: il Conero DOCG, il Colli Pesaresi DOC, il Lacrima di Morro DOC e l’Offida DOCG meritano tutti un assaggio!

Molise

È incredibile come una regione così piccola possa ospitare una tanto notevole produzione di vino! Ci sentiamo di consigliarvi il morbido Biferno Bianco DOC e il più rustico Tintilia del Molise DOC.

Piemonte

Molto probabilmente, quando pensiamo al vino italiano, la prima regione che ci viene in mente è proprio il Piemonte. La scelta è dura, ma dobbiamo farla. Per i bianchi vada per un Gavi DOCG, mentre per i rossi puntiamo su un Barbaresco DOCG, un Dogliani DOCG e un Gattinara DOCG.

Per chiudere la vostra cena in bellezza, scegliete uno spumante Moscato d’Asti DOCG o Brachetto d’Acqui DOCG.

I vini d'Italia regione per regione - Uvinum

Puglia

Sapevate che la Puglia è la regina dei vini rosati italiani? Ma è anche la patria del Primitivo, del Negroamaro e del Nero di Troia, e quindi non potete andarvene senza prima aver bevuto un buon Primitivo di Manduria DOC, un Salice Salentino DOC o un Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG.

Sardegna

I fortunati di voi che passeranno l’estate in Sardegna potranno godere di mari caraibici e ottimi vini. Se cercate un vino fresco e rinfrescante, allora optate per un Vermentino di Sardegna DOC, un Vermentino di Gallura DOCG o un Nuragus di Cagliari DOC. Se, invece, volete provare il vino sardo per eccellenza, buttatevi sul classico Cannonau di Sardegna DOC. Un’alternativa? Un Carignano del Sulcis DOC.

Sicilia

Salpiamo per un’altra isola e arriviamo nella splendida Sicilia, dove gli amanti dei vini liquorosi troveranno pane per i loro denti. Come non provare un Marsala DOC, un Passito di Pantelleria DOCG o un Moscato di Noto DOC? Altrimenti, consigliamo un Etna rosso DOC, un Sicilia Inzolia Bianca DOC o un Sicilia Nero d’Avola DOC.

Toscana

Alziamo le mani: è impossibile fare una selezione dei vini toscani. Se proprio dobbiamo consigliarvene alcuni, allora diciamo un Chianti Classico DOCG, un Brunello di Montalcino DOCG, un Vino Nobile di Montepulciano DOCG e un Bolgheri Sassicaia DOC. Attenzione solo al portafoglio!

I bianchi sono sicuramente meno famosi, ma ce ne sono comunque di interessanti, come il Candia Dei Colli Apuani DOC, il vino da dessert Moscadello di Montalcino e il Vin Santo.

Vini d'Italia: cosa bere in ogni regione - Uvinum

Trentino-Alto Adige

D’estate il Trentino-Alto Adige è preso d’assalto da coloro che al mare preferiscono la montagna. In mezzo ai verdi monti, i turisti potranno entrare in contatto con la natura e praticare sport, ma anche mangiare e bere bene! Teroldego Rotaliano DOC, Trentino Pinot nero DOC e Alto Adige Schiava DOC sono delle belle opzioni per tutti gli amanti dei rossi. Tra i bianchi, invece, segnaliamo l’Alto Adige Gewürztraminer DOC, il Trentino Müller Thurgau DOC e l’Alto Adige Valle Isarco DOC.

Non dimenticate, infine, di fare un brindisi con un Trento DOC Metodo Classico!

Umbria

Voi amate il rosso e la vostra dolce metà il bianco? L’Umbria sarà in grado di accontentare entrambi. Il bianco più celebre è senza dubbio l’Orvieto DOC, ma provate anche un Grechetto Todi DOC e un Grechetto dei Colli Martani DOC. Per quanto riguarda i rossi, invece, il souvenir perfetto è un Sagrantino di Montefalco DOCG o un Torgiano Rosso Riserva DOCG.

Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta esiste un’unica DOC, la Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste DOC, ma la produzione vinicola è intensissima e di alta qualità. In questa piccola regione vengono prodotti vini secchi, vini liquorosi, vini passiti e spumanti con oltre 20 vitigni differenti.

Veneto

In Veneto c’è di tutto: montagna, collina, pianura e mare. E anche per quanto riguarda i vini non c’è che l’imbarazzo della scelta. Noi vi diamo tre nomi, un rosso, un bianco e un bollicine, che sicuramente sapranno accontentare tutti: Amarone DOCG, Soave DOC e Prosecco.

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Varvaglione 12 e Mezzo Rosato del Salento 2017

Prodotto con uve 100% Negroamaro vinificate in rosato, questo vino esprime aromi di frutta fresca e fiori bianchi, mentre in bocca si rivela brioso e persistente. I vigneti sono situati in provincia di Taranto, dove il clima secco e arido viene temperato dalle brezze marine provenienti dallo Ionio.

 TAGS:Astoria Corderíe Prosecco Superiore Extra Dry Valdobbiadene

Astoria Corderíe Prosecco Superiore Extra Dry Valdobbiadene

Nasce sulle colline nel cuore di Valdobbiadene, da vitigni di uva Glera di età compresa tra gli 8 ed i 18 anni e situati a 150m sul livello del mare. La scelta di uve selezionate, il perlage persistente, il profumo primaverile e il gusto elegante: tutti questi elementi hanno contribuito a far guadagnare a questo Prosecco 5 stelle al Vinitaly nel 2017.

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Sassicaia 2015

Generosità, freschezza ed eleganza si riuniscono in questo eccellente Sassicaia 2015, il miglior vino del mondo secondo Wine Spectator, acclamato dai più famosi critici enologici. 

I 15 liquori italiani più famosi al mondo

La tradizione dei liquori italiana risale addirittura al Medioevo, quando delle miscele di erbe, spezie e frutta con alcol e zucchero venivano servite come medicinali.

Il Bel Paese vanta una serie lunghissima di liquori, di tutti i generi e di tutti i sapori. Oggi vi elenchiamo quelli che portano alta la nostra bandiera nel mondo.

i 15 liquori italiani più famosi al mondo - Uviinum

1) Fernet Branca

Digestivo storico, è prodotto utilizzando oltre 27 erbe provenienti da ogni parte del mondo. Nasce nel 1847 dall’argentino Beniamino Fernet, il cui scopo era quello di creare un medicinale contro la malaria e il colera.

2) Amaretto di Saronno

Nel 1500, il pittore Bernardino Luini scelse una locandiera di Saronno come modella per rappresentare la Madonna in uno dei suoi affreschi. La ragazza ringraziò l’artista offrendogli una bevanda a base di erbe, zucchero tostato, mandorle amare e brandy.

3) Campari

Il Campari è l’emblema dello stile italiano nel mondo. Dall’iconico color rosso brillante, è prodotto mediante l’infusione di erbe aromatiche e frutta in una miscela di alcool e acqua, ma la ricetta vera e propria è segretissima!

4) Aperol

Nato a Padova nel 1919, oggi l’Aperol è l’aperitivo italiano per eccellenza! I fratelli Barbieri lo proposero alla prima Fiera Campionaria della città e da subito entrò nel cuore di tutti gli italiani. D’altronde, che mondo sarebbe senza Spritz?

5) Grappa

La grappa è il più famoso distillato italiano. Si ottiene dalla distillazione delle vinacce, le bucce dell’uva, e i frutti devono necessariamente essere cresciuti e vinificati in Italia. La distilleria Bortolo Nardini di Bassano del Grappa è la più antica del Paese.

6) Limoncello

Questo liquore tipico della Campania è prodotto con la buccia del limone, – meglio se di Amalfi o di Sorrento – che viene lasciata macerare in alcool e poi miscelata con una soluzione di acqua e zucchero. C’è qualcosa che richiama l’Italia più del limoncello?

7) Sambuca Molinari

Tutti conoscono la sambuca, ma quasi nessuno ne conosce la ricetta! La famiglia Molinari, infatti, la custodisce gelosamente dal 1945. Certo è che il suo sapore di anice stellato è uno di quelli che sa di casa e di tradizione.

8) Liquore Strega

Il liquore Strega prende il nome dalle streghe di Benevento, le quali, secondo la leggenda, sapevano creare una pozione in grado di unire eternamente le coppie. Nato nel lontano 1860, è prodotto con oltre 70 erbe aromatiche e spezie.

I 15 liquori italiani più famosi al mondo - Uvinum

9) Cynar

L’ingrediente principale del Cynar sono le foglie di carciofo, che conferiscono a questo liquore il suo aroma inconfondibile. Ideato come digestivo dall’imprenditore veneziano Angelo Dalle Molle nel 1948, è ormai parte integrante della cultura popolare italiana.

10) Amaro Montenegro

Nel 1885, Stanislao Cobianchi aprì a Bologna una piccola azienda di liquori. Appassionato di spezie ed erbe aromatiche, ideò un prodotto dal sapore unico, che dedicò a Elena Petrovich, Principessa di Montenegro e futura Regina d’Italia.

11) VOV

Il VOV fu ideato nel 1845 da Gian Battista Pezziol, un pasticcere di Padova che unì a dei tuorli d’uovo dello zucchero, dell’alcool e del marsala. Questo zabaione alcolico, super energetico, prende il nome dal termine veneto “vovi”, che significa appunto “uova”.

12) Averna

Nel 1868, Frà Girolamo, dell’Abbazia Santo Spirito di Caltanissetta, svelò la ricetta di un amaro prodotto dai monaci benedettini al mercante Salvatore Averna, come gesto di gratitudine per le sue attività filantropiche. L’amaro divenne poi tanto celebre che nel 1912 ricevette anche il “Brevetto della Real Casa” da Vittorio Emanuele III.

13) Amaro Lucano

È l’amaro simbolo della Basilicata. L’invenzione della ricetta si deve a Pasquale Vena, proprietario di un piccolo biscottificio a Pisticci. Ottimo da gustare ghiacciato a fine cena: cosa vuoi di più dalla vita?

14) Mirto

Il mirto rappresenta l’essenza della Sardegna. È ottenuto dalla macerazione in alcool delle bacche di mirto, pianta tipica della macchia mediterranea. Inizialmente, veniva utilizzato come salsa per condire la selvaggina, mentre oggi è il digestivo preferito da molti italiani.

15) Nocino

Il nocino è un liquore tipico della tradizione modenese. L’ingrediente principale sono le noci, che vengono raccolte per tradizione il giorno di San Giovanni (24 giugno), o comunque entro i primi di luglio.

 

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Limoncello Luxardo

È ottenuto attraverso l’infusione delle bucce di limone in alcool, metodo che ne esalta l’aroma e il gusto fresco di limone.

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Mirto Rosso Di Sardegna

Perfetto da bere ghiacciato a fine pasto, il mirto è ottenuto dalle piccole e profumatissime bacche dell’omonima pianta.

Festa della mamma: 5 cocktail per festeggiare

Di mamma ce n’è una sola, per questo va festeggiata come si deve! Se siete stanchi dei soliti fiori e dei cioccolatini, potete valutare l’idea di stupirla con dei drink speciali! Ecco 5 ricette di cocktail freschi e fruttati per coccolare le vostre mamme in questa giornata speciale.

5 cocktail per festeggiare la mamma! - uvinum

Pink Lady

Ingredienti:

• 6 cl di gin
• 1.5 cl di succo di limone fresco
• 0,75 cl di sciroppo di granatina
• 1 cl di albume d’uovo

Shakerate gli ingredienti con del ghiaccio. Versate il composto in una coppetta da cocktail o in un bicchiere da Martini, facendo attenzione a filtrare il tutto. Decorate con una scorza di limone.

Per una versione meno “acida”, sostituite il succo di limone con della crema di latte e decorate con una ciliegia candita.

Rossini

Ingredienti:

• 10 cl di Prosecco o Champagne
• 5 cl di purea di fragole

Per ottenere la purea, pestate a mano 4 o 5 fragole e filtrate il succo con un colino. Nel frattempo, raffreddate un calice o una flûte con del ghiaccio. Una volta freddo, svuotate il bicchiere e versateci la purea o lo spumante. Mescolate delicatamente e guarnite con una fragola incastrata nel bordo.

Strawberry Martini

Ingredienti:

• 25 cl di Martini
• 10 cl di liquore alla fragola
• Fragole fresche
• Fetta di limone

In uno shaker, mescolate il ghiaccio, il Martini e il liquore alla fragola. Shakerate per qualche minuto. Versate il cocktail in una coppetta da cocktail, aggiungete un cubetto di ghiaccio una fragola e una fettina di limone come guarnizione.

Cocktail golosi per celebrare la festa della mamma - Uvinum

Orange Marmalade

Ingredienti:

• 6 cl di gin
• 5 gr di marmellata di arance
• 2 cl di succo di limone fresco
• Una spruzzata di Orange Bitter
Mettete la marmellata in uno shaker, aggiungete il gin e iniziate a mescolare. Aggiungete anche gli altri ingredienti, riempite lo shaker con del ghiaccio e shakerate con forza. Versate il tutto in una coppetta da cocktail.

Cosmopolitan analcolico

Ingredienti:

• 12 cl di succo di mirtillo
• 3 cl di succo di lime
• 3 cl di aranciata
• Un cucchiaino di zucchero di canna
• Un goccio di acqua tonica
• Mirtilli freschi

Mescolate in uno shaker tutti gli ingredienti con del ghiaccio. Versate il drink in una coppetta da cocktail e decorate con mirtilli freschi.

Tanti auguri a tutte le mamme e… cin cin!

Biodinamica: i vini che rispettano l’ambiente

sciopero mondiale per il futuro - i vini biodinamici - Uvinum

Oggi si scende in piazza per il futuro del pianeta. Gli studenti, infatti, hanno indetto una sciopero per il clima per chiedere ai governanti misure concrete contro il riscaldamento globale. Anche per quanto riguarda il mondo del vino, i produttori non sono indifferenti a questa questione e da qualche anno si è assistito all’introduzione di una serie di pratiche volte a salvaguardare l’ambiente.

La parola d’ordine è biodinamica. Molto simile come concetto a quello di viticoltura biologica, – che si basa essenzialmente sulla coltivazione senza l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi e OGM – la viticoltura biodinamica (e più in generale l’agricoltura biodinamica) si basa sul rispetto del corso naturale della natura e sull’equilibrio dell’ecosistema pianta-suolo-animali.

Inoltre, si differenzia dalla viticoltura biologica per l’utilizzo di preparati particolari a base di erbe e minerali, irrorati sulle piante in periodi specifici dell’anno, e per  l’adattamento ai cicli lunari sia per la semina che per il lavoro nei campi.

La certificazione Demeter

Anche se non esiste ancora una normativa di legge di riferimento , esistono delle certificazione che attribuiscono il titolo di “vino biodinamico”.

La principale è Demeter, creata nel 1927 e oggi in vigore in una cinquantina di paesi. La sede italiana dell’Associazione si trova a Parma e opera un attento controllo sulla produzione e sulla commercializzazione dei prodotti biodinamici, seguendo ogni fase fino all’etichettatura. Demeter non si occupa solo di vino e prodotti vegetali, ma anche di carne, prodotti caseari, spezie e prodotti non alimentari, come cosmetici e tessuti.

Vino biodinamico per salvare il pianeta - Uvinum

Alois Lageder

L’azienda Alois Lageder porta avanti con orgoglio la tradizione enologica di vini di qualità dell’Alto-Adige. L’approccio olistico e sostenibile della cantina si rispecchia nell’attività vitivinicola biologica e biodinamica, che le ha consentito di fondere tradizione e modernità.

 

La Raia

La Raia, azienda agricola biodinamica certificata Demeter, si trova nel cuore delle colline del Gavi, dove produce vini nel pieno rispetto per la natura.

 

Stefano Amerighi

Stefano Amerighi, nei suoi vigneti di Poggiobello di Farneta, segue scrupolosamente tutte le regole del metodo biodinamico: lavorazioni in vigna scandite dalle fasi lunari; pigiatura con i piedi; fermentazione spontanea con lieviti indigeni; imbottigliamento senza filtrazione o stabilizzazione.

5 grandi vini prodotti da donne

Il mondo del vino è sempre stato concepito come un mondo dominato dagli uomini. Eppure, negli ultimi anni, sempre più donne vi si stanno avvicinando, dando una nuova impronta alla comunicazione e alla produzione del vino.

Oggi 8 marzo, in occasione della Festa della Donna, vi proponiamo 5 vini prodotti da donne. Cosa aspettate a provarli?

Donne e vino: 5 vini prodotti da donne - Uvinum

Arianna Occhipinti Sp 68 Bianco Sicilia 2017

Arianna Occhipinti acquista nel 2004 un ettaro di terreno a Fossa di Lupo, a lato della SP68, ed impianta il primo vigneto. Oggi il suo podere misura 22 ettari e i suoi vini sono apprezzati in tutto il mondo. Arianna si occupa in prima persona di tutto il ciclo produttivo, dalla vigna alla cantina, stando sempre molto attenta a rispettare il territorio e la natura.

2 Elena Walch Gewürztraminer 2017

Elena Walch si avvicina al mondo del vino nel 1985, quando decide di chiudere il suo studio di architettura e trasferirsi a Termeno. In pochi anni, Walch è diventata un’azienda di primo livello, conosciuta a livello nazionale ed internazionale. È il Gewürztraminer il fiore all’occhiello dell’azienda.

3 Donne Fittipaldi Bolgheri 2016

Maria Fittipaldi Menarini e le quattro figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina sono il cuore dell’azienda Donne Fittipaldi. Tutto ha inizio nel 2004 a Bolgheri, nel cuore della Toscana, con l’obiettivo di produrre vini di grande eleganza ed armonia.

4 Mora E Memo Tino Sur Lie 2015

Elisabetta Pala, insieme alla sorella e alla madre, conduce l’azienda Mora&Memo a Serdiana, Sardegna. La “mora” – un riferimento ai quattro mori della bandiera sarda – simboleggia la figura della donna, da sempre fulcro della famiglia; “memo” sta per memoria, un “reminder” per tutti della figura edificatrice della donna.

Foradori Teroldego Sgarzon 2016

Elisabetta Foradori è stata una delle pioniere della viticoltura biodinamica in Italia. Elisabetta ha preso in mano le redini dell’azienda – fondata dal nonno a Mezzolombardo – nel 1984, imponendosi come primo obiettivo quello di recuperare una delle varietà trentine più antiche, il teroldego.

I migliori vini per festeggiare il ponte del 2 giugno

 TAGS:undefinedLa festa della Repubblica è una recente occasione affinché gli italiani festeggino la nascita del nuovo stato dopo la seconda guerra mondiale. E lo è ancor di più quando cade di venerdì, come quest’anno, e permette alle famiglie di organizzare una trasferta per più di due giorni lontano dal caos cittadino e di godere di un vero riposo.

Ma per festeggiare adeguatamente, soprattutto in Italia, è importante equipaggiarsi del miglior cibo e, specialmente, dei migliori vini da degustare in questo periodo dell’anno a cavallo tra la primavera e l’estate. Nell’infinita varietà dei migliori vini italiani che si sposano perfettamente per questa occasione, andiamo a scovare quelli che possono rendere più stimolante questa celebrazione.

Il primo della lista è l’Anselmi San Vincenzo Veneto Bianco 2016, la cui edizione più recente ha avuto un notevole successo di vendita. Perfetto per le degustazioni o i pranzi durante le giornate più afose, questo bianco stagionato per 6 mesi in botti accompagna alla grande pietanze a base di pesce nonché vari tipi di formaggio, oltre ad essere ideale come aperitivo, data la sua freschezza fruttata e il suo carattere dolce. 

Chi invece preferisce godere di un vino leggermente diverso e puntando su un prodotto leggermente più commerciale può puntare sul Cleto Chiarli Brut de Noir Rosé, un Lambrusco tra i più apprezzati che va degustato fresco e le cui bollicine infondono vigore e freschezza nel corpo dei commensali. Questo nettare si combina bene con primi piatti come pasta al forno o risotti, carni bianche, affettati e alcuni tipi di formaggi di pasta filante o dal sapore soave. 

E per terminare, come non rivolgersi al piacere frizzantemente dolce di uno spumante particolare come il Quacquarini Vernaccia Di Serrapetrona Dolce? Questo prodotto delle Marche è perfetto per chiudere alla grande un pranzo di festa. Dal gusto intenso di frutti rossi e leggermente amarognolo nel finale, può servire perfettamente da abbinamento a dolci e dessert di qualsiasi tipo. 

Non farti cogliere impreparato dal ponte del 2 giugno e procurati subito i vini con i quali festeggiare insieme alla tua famiglia. Da Uvinum ti raccomandiamo i seguenti:

 

 TAGS:Cleto Chiarli Brut de Noir RoséCleto Chiarli Brut de Noir Rosé

Il Cleto Chiarli Brut de Noir Rosé è un brillante rosé che passa sei mesi in cuvetta per dare come prodotto un rosa scintillante.

 

 TAGS:Quacquarini Vernaccia Di Serrapetrona DolceQuacquarini Vernaccia Di Serrapetrona Dolce

Quacquarini Vernaccia Di Serrapetrona Dolce,  un’esperienza assoluta di un rosato secco e scintillante che si riversa sul palato e scivola via dolcemente

 

Tutto quello che si deve sapere sui vini rosati

 TAGS:undefined              Nel 2014, il consumo mondiale di vini rosati ha raggiunto 22,7 Mio hl.

Ogni estate, i vini rosati hanno il posto d’onore. Ideale da bere con la grigliata di carne oppure durante un picnic, è indispensabile all’ora dell’aperitivo : il vino rosé è il simbolo dell’estate. Chiaro o scuro, c’è un rosato per tutti i gusti.

Come si ottiene un vino rosato?

Il rosato è prodotto a partire da vitigni a bacca nera, il colore del vino è dato dalle bucce. Quindi, non esiste un vitigno specifico “rosato” ma ci sono delle varietà più utilizzate di altre per produrre vino rosé. Le uve usate per il rosato in Italia sono quindi essenzialmente a bacca nera, si usa soprattutto il vitigno Negroamaro in Puglia, il Malvasia rosa nel Lazio, il Sangiovese in Toscana, il Montepulciano in Italia centrale oppure il Merlot, uva originaria di Francia, coltivata in tutta Italia. Esistono due tecniche per ottenere un vino rosato : la pressatura diretta delle uve oppure il cosiddetto saignée, comunemente noto come sanguinamento o salasso.

La pressatura diretta consiste nel spremere le uve senza preliminare macerazione. Senza quest’ultima fase è difficile di estrarre i pigmenti coloranti della buccia. Il vino ottenuto sarà quindi molto pallido.

Il sanguinamento o salasso, invece, consiste nell’effettuare la macerazione delle bucce con il succo. È lo stesso processo usato che per i vini rossi, anche se la macerazione per il rosato è molto più breve e dura poche ore – per il vino rosso parliamo di giorni-. Il colore del vino rosato sarà quindi più scuro con questo metodo.

I rosati chiari sono più leggeri dagli altri?

Il colore può essere fuorviante, non fatevi ingannare! Però una cosa è certa, un vino rosato più scuro sarà più aromatico da una vino rosato chiaro.

I rosati di Puglia

La Puglia è nota per essere una terra di grandi rosati. Dalla Daunia al Salento, questa zona del Sud d’Italia produce la maggior parte dei vini rosati della peninsola e sono tra i più premiati d’Italia.

 

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