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7 birre belghe da scoprire

Il Belgio, si sa, è il paradiso per gli amanti della birra. Nonostante la produzione di questa bevanda risalga già al Medioevo, quella dello “stile belga” iniziò solo nel 1904, quando un gruppo di studenti birrai ideò una birra da presentare all’Esposizione Universale di Liegi dell’anno successivo. La Ligue des Brasseurs – Lega dei Birrai – aveva, infatti, organizzato una competizione per promuovere uno stile nazionale che potesse distinguersi e competere con le lager tedesche, le ale inglesi e le pilsner ceche, che presentavano già una propria personalità ben definita.

Da allora, i belgi non si sono più fermati e, dal 2016, la Cultura della Birra Belga è stata iscritta nell’elenco del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

Sette birre belghe da provare - Uvinum

 

La Tripel Karmeliet

Nata nel 1996 secondo un’antica ricetta del 1679, questo piccolo gioiello di alta fermentazione ha una gradazione alcolica non inferiore all’8,4%. Si ottiene da tre cereali: orzo, frumento e avena. La leggenda vuole che sia stata creata seguendo una ricetta dei frati carmelitani di Dendermonde, da cui il nome “Tripel Karmeliet”. Si dice anche che venga aggiunto dell’olio essenziale di una pianta segreta per renderne il gusto ancora più originale.

La Chouffe

La Chouffe è un po’ come il vino bianco francese: perfetta per ogni occasione! È una birra bionda a tripla fermentazione e ad alto contenuto alcolico, più dell’8%! La Chouffe è particolarmente apprezzata in Belgio soprattutto per i suoi aromi di fiori d’arancio e mela acida. Non è considerata di certo tra le più speciali, ma questa pale ale particolarmente forte rientra di diritto tra i prodotti tipici del suo paese.

La Chimay Bleue

Qui il contenuto alcolico sfiora il 9%. Con il suo colore scuro, i potenti aromi di spezie pregiate e il suo sapore secco con note caramellate, la Chimay Bleue delizia gli amanti delle sensazioni forti.

La Kasteel Rouge

Generalmente sconosciuta al di fuori del Belgio, la Kasteel Rouge presenta un sapore di ciliegia molto dolce. Kasteel (che significa “castello” in olandese, da cui l’etichetta) è prodotto dalla fabbrica di birra Van Honsebrouck. Nonostante la dolcezza, in bocca lascia anche una certa acidità sul finale e un leggero retrogusto amaro. Anche in questo caso, il tasso alcolico non scende al di sotto dell’8%.

La Bush Ambrée

Con il 12% di alcool, la Bush Ambrée si conferma una delle birre più forti. O meglio, come dice la sua etichetta, “la più forte del Belgio“. Ideata dai fratelli Dubuisson nel 1933, è apprezzata soprattutto per il suo carattere potente.

La Kwak e il suo bicchiere tra le 7 belghe da provare - Uvinum

La Kwak

Parliamo ora di una delle birre più antiche, inventata dal birraio Paul Kwak nel lontanissimo 1791. Dalla gradazione alcolica dell’8,4%, la Kwak è nota soprattutto per il bicchiere in cui viene servita, chiamato “verre du cocher” – “bicchiere del cocchiere”. Questo bicchiere ha un fondo sferico che sale gradualmente in forma svasata, il tutto sostenuto da una piccola struttura in legno. La Bosteels Brewery, che produce la Kwak, ha anche presentato una denuncia contro i produttori di un’altra marca di birra per aver cercato di copiare l’insolito contenitore.

L’Orval

L’Orval prende il nome dall’Abbazia di Orval in cui viene prodotta. Si tratta, quindi, di una vera e propria trappista belga in tutto il suo splendore. Con la sua gradazione alcolica unica del 6,2% e la riconoscibile amarezza, è sempre stata apprezzata da tutti gli amanti della birra fin dalla sua creazione nel 1932!

 

 

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Kwak 75cl

Scopri la Kwak, una delle birre belghe più antiche, la cui ricetta risale al 1791! Se sei un amante delle birre, non puoi non provarla!

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Mc Chouffe 75cl

Prodotto tipico del suo paese, La Chouffe rende omaggio alla tradizione belga e alle sue leggende anche attraverso la sua etichetta, raffigurante uno gnomo dal cappello rosso. 

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Chimay Grande Reserve 75cl

Birra scura trappista proveniente dal Belgio, Chimay Grande Reserve 75cl regala al naso sentori di caramello e zucchero, che in bocca si evolvono in note di frutti neri piacevolmente amare.

Vino e Yoga: una tendenza in aumento

Yoga, birra, pilates e molte altre bevande. Sebbene possa sembrare un’idea eccentrica, è realtà e sempre più centri e lezioni mirano alla moda del vino & yoga. Ed entrambi i concetti sono davvero salutari.

I benefici dello yoga sono riconosciuti da tutti, ma il vino offre un mondo di sensazioni in più e vantaggi per prendersi cura dell’organismo. Quindi se uniamo una cosa e l’altra, il risultato è magico.

Yoga nei vigneti

È una nuova tendenza che può essere interpretata in due modi. Da un lato, luoghi in cui è possibile praticare lo yoga e poi bersi un bicchiere di vino comodamente, e dall’altro lato, varie cantine dove è di moda il salutare ed oltre a vedere le campagne e i vigneti, possiamo anche dedicarci allo yoga.

Esercizio con un bicchiere di vino

Ma sembra che la tendenza stia andando oltre. Infatti, non è solo di moda andare nelle cantine e rilassarsi, ma anche fare esercizi e posture (asana come vengono chiamati nel mondo dello yoga) con un bicchiere di vino in mano.

Ad esempio, è di tendenza in molti posti a New York e, come abbiamo già detto, si estende anche ad altre bevande come la birra.

Senza dubbio, chi ama lo yoga lo considera una cosa strana. Poche posture di yoga si possono eseguire mentre proviamo a sostenere un bicchiere e beviamo allo stesso tempo. Si tratta di fare qualcosa di diverso, originale e divertente. Veramente serve per socializzare con gli altri, ovvero pratichi sport mentre bevi un bicchiere di vino o ti fai una birretta.

Benefici dello yoga

È interessante vedere come viene eseguita una lezione di questo tipo, dato che alcune persone dicono che alcune posture dello yoga, piuttosto complicate, non riescono bene senza bersi un sorso di vino.

Miglioramento della mente e del corpo grazie ad un’unica disciplina. Potrebbe essere una definizione di yoga, visto che tra i suoi benefici rientrano quelli del sistema cardiovascolare, oltre a saper gestire meglio lo stress e l’ansia grazie alla meditazione e al saper respirare correttamente. Uno studio dell’American College of Cardiology di Dubai ha dimostrato che i pazienti con malattie cardiache che praticano yoga, oltre ad esercizio aerobico, riducono fino al doppio i valori della pressione sanguigna, l’indice di massa corporea e il livello di colesterolo.

 

Happy New Beer’s Eve!

Il 7 aprile è il National Beer Day negli Stati Uniti, ma i festeggiamenti non si limitano a questa data. Il giorno prima, infatti, si celebra quella che gli americani chiamano New Beer’s Eve, la vigilia della Nuova Birra! Vi state chiedendo quale sia il senso di questa festa? Beh, dobbiamo tornare indietro ai tempi del Proibizionismo.

New Beer's Eve: un passo importante verso la fine del proibizionismo - Uvinum

I tempi bui del Proibizionismo

Ogni amante delle birra che si rispetti dovrebbe conoscere questa storia. Dal 1920 al 1933 ogni bevanda alcolica era assolutamente proibita negli Stati Uniti. L’unica maniera per assaporare una goccia di alcool era quella di rivolgersi a fabbricanti illegali e contrabbandieri, che fecero la loro fortuna in quegli anni. Insomma, quella che era stata pensata come una legge per difendere la morale e l’efficienza sociale si era trasformata in una manna per la criminalità organizzata.

Non solo. Durante i “ruggenti anni venti” si diffusero per tutto il Paese i cosiddetti speakeasy, bar dove si vendevano illegalmente alcolici, si giocava d’azzardo e si consumavano sostanze stupefacenti. Neanche a dirlo, erano i luoghi di ritrovo preferiti dei gangster più pericolosi.

Per il Governo Federale degli Stati Uniti, invece, la prima conseguenza fu la perdita del circa 14% delle sue entrate, che derivavano proprio dalla tassazione degli alcolici. Inoltre, il Bureau of Prohibition, il dipartimento che si occupava della lotta contro l’alcool, richiedeva sempre più risorse in termini di uomini e denaro: nel 1930, ne facevano parte quasi 4.500 agenti, per una spesa che superava i 14 milioni di dollari. A questo si aggiungevano poliziotti, ufficiali della dogana e la guardia costiera.

Un buon momento per farsi una birra

Il 22 marzo 1933 il Presidente Franklin D. Roosevelt firmò la legge Cullen-Harrison, che legalizzava la vendita di birra con un contenuto alcolico pari o inferiore al 3,2% Vol. All’epoca si pensava, forse ingenuamente, che questo livello di alcool era troppo basso per dare effetti tossici. La leggenda vuole che, al momento della firma, il presidente Roosevelt pronunciò la famosa frase “sarebbe un buon momento per bere una birra”. Una battuta da film americano!

Mito o no, la legge entrò in vigore il 7 aprile. Il giorno prima, milioni di americani si misero in fila davanti a pub e bar, aspettando che scoccasse la mezzanotte per gustare le prime birre legali dopo 13 anni di astinenza. Non sorprende che solo nelle prime 24 ore dopo la fine del divieto siano stati consumati circa 1,5 milioni di barili di birra.

Il Proibizionismo terminò ufficialmente il 5 dicembre 1933 con la ratifica del XXI Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America. Gli americani poterono finalmente tornare a bere bevande alcoliche regolarmente tassate, i bar illegali chiusero i battenti, si crearono più di un milione di nuovi posti di lavoro e la criminalità perse numerose entrate. Era davvero la fine di un’epoca buia.

Come non unirsi ai festeggiamenti? Ecco la nostra selezione di birre:

10 cose da sapere sulla Festa di San Patrizio

Come ogni anno, il 17 marzo si celebra una data molto speciale per gli irlandesi e questa tradizione si è diffusa anche in diversi paesi del mondo. È il St. Patrick’s Day, il santo patrono d’Irlanda, una giornata piena di tradizioni, feste, tanto verde e birra. Ecco 10 cose che dovresti sapere su questa festa:

  1. Molta birra. Durante questa festa, viene consumata molta birra in tutto il mondo. I dati affermano che vengono consumati più di 13 milioni di litri in tutto il mondo il giorno di San Patrizio.
  2. Viva il verde. In questo giorno, la maggior parte degli irlandesi, che si trovano in diversi paesi del mondo, si veste di verde, uno dei colori che identifica l’Irlanda. Se vuoi celebrare questa festa in modo autentico, ti consigliamo di indossare una camicia verde… anche se il colore storico nazionale dell’Irlanda è blu!
  3. Incontrarsi in pub o in bar. Solitamente, gli irlandesi in questa giornata di festa vanno al pub a prendere qualche pinta. Se non sei in Irlanda, basta andare in un pub irlandese della tua città per vivere al meglio la festa.
  4. Chi era Saint Patrick? San Patrizio nacque nel IV secolo e venne rapito da alcuni uomini del re d’Irlanda. Durante la sua prigionia, studiò per diventare sacerdote e si narra che riuscisse a spiegare il mistero della Trinità con un trifoglio verde. Morì il 17 marzo del 461.
  5. Cosa si mangia durante questa festività? Tra i piatti tipici irlandesi , si preferiscono i dolci tradizionali ed alcune ricette a base di carne, come il roast chicken e il guiness stew.
  6. Le sfilate. È tradizione sfilare per la città per celebrare il giorno di San Patrizio. Puoi informarti per sapere se nella tua città la comunità irlandese organizza delle parate.
  7. Quando si è iniziato a festeggiare San Patrizio? La celebrazione del festa di St. Patrick’s Day iniziò nell’anno 1917.
  8. Dura diversi giorni. In molte località, come nella stessa Irlanda, anche se il giorno esatto è il 17 marzo, la festa si è convertita in un festival di più giorni incentrato su alcune sfilate.
  9. Chi è lo gnomo? È il simbolo di questa festa e si dice che sia una piccolo folletto che, secondo la leggenda, appare solo in certi giorni dell’anno.
  10. Ritmi celtici. Un altro modo per celebrare San Patrizio è facendosi coinvolgere nelle danze popolari irlandesi basate sui ritmi celtici.

E cosa c’è di meglio che unirsi alla festa con una buona birra? Ecco alcune delle nostre proposte, non perdertele!

 

In che modo le bevande influiscono sulla tua pelle?


Sicuramente quando parliamo di vino e cura della pelle, ci vengono in mente i polifenoli dell’uva, antiossidanti che si prendono cura della nostra pelle e la fanno sembrare più giovane. Le bevande alcoliche, però, possono avere effetti negativi se non si beve con moderazione, cominciando dalla disidratazione che colpisce il corpo e, di conseguenza, anche la pelle.

Effetti delle bevande sulla pelle

Secondo una pubblicazione di Wine Spectator, alcune bevande, come il vino, disidratano il corpo e la pelle. L’abuso di queste bevande, quindi, rende la pelle più rugosa e secca. Inoltre, l’alcol è un vasodilatatore, ovvero provoca un allargamento dei vasi sanguigni quando si beve. Ciò, combinato con la ritenzione idrica dovuta alla disidratazione, può causare gonfiori in alcune zone del corpo.

In ogni caso, si è costatato che bevendo con moderazione, gli effetti collaterali sulla pelle sono poco frequenti, soprattutto per le persone sane (persone che bevono abbastanza acqua ogni giorno, mangiano in modo equilibrato e praticano sport).

Bevande distillate

La maggior parte delle bevande distillate, come il rum, la tequila o la vodka, riducono i livelli di ossigeno nel sangue e ciò può sbilanciare la produzione di collagene nella pelle. Di conseguenza, l’epidermide perde splendore e risulta opaca.

Inoltre, il consumo di alcol aumenta il numero di impurità, punti neri e brufoli sulla pelle e provoca secchezza, dato che riduce la quantità di sangue ossigenato nelle vene. A questo, si aggiunge il gonfiore derivato dal bere più alcol del normale: l’alcool è ricco di zuccheri e provoca la ritenzione dei liquidi. Pertanto, bere con moderazione è importante per non danneggiare la tua pelle.

Birra e pelle

Tutto ciò che è bevuto in eccesso ha effetti negativi sull’organismo. La birra contiene sale e potrebbe non essere così salutare per il tuo corpo come si crede. D’altra parte, se bevuta con moderazione, offre morbidezza e idratazione al viso, al corpo e ai capelli, rafforzandoli. Infatti ci sono maschere di birra e spa con trattamenti con questa bevanda che stanno riscuotendo un gran successo.

I polifenoli del vino rosso

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, il vino rosso ha proprietà anti-invecchiamento, in gran parte grazie al resveratrolo, il polifenolo che si trova nella buccia dell’uva. Il resveratrolo si distingue per la capacità di combattere i radicali liberi, molecole instabili che derivano dall’inquinamento o dall’eccessiva esposizione solare.

Il resveratrolo può combattere lo stress ossidativo e mitigare il danno che provoca nel corpo. Anche se un bicchiere di vino al giorno non contrasta il naturale processo di invecchiamento del tuo corpo, può aiutare se combinato con uno stile di vita sano.

 

I migliori abbinamenti con la cucina araba

Il cucina araba si caratterizza per il suo sapore un po’ piccante e potente. A differenza di altre tradizioni culinaria, i piatti arabi non sono particolarmente leggeri, ma ci sono comunque delle eccezioni. Ovviamente, se esageriamo, mangiando più del necessario, possiamo avere problemi digestivi. Vediamo quali sono gli abbinamenti migliori con i piatti della cucina araba.

Come abbinare la cucina araba

E’ necessario contrastare i sapori agrodolci, salati, dolci e piccanti di queste ricette con vini che mitighino questi gusti, ma non li eliminino, perché offrono davvero una grande ricchezza per il palato. Va inoltre ricordato che, tradizionalmente, questo cibo non è accompagnato da vino per motivi religiosi.

Vini bianchi

Quando si tratta di accompagnare alcune salse e creme, come il tradizionale hummus, è meglio optare per un vino bianco, perché la freschezza renderà più leggero il piatto, che di solito è accompagnato da un pane speciale. In questo caso, si consiglia un tipo di vino bianco Chardonnay.


Un altro tipo di vino bianco da abbinare ai piatti arabi è il Sauvignon Blanc. È la giusta scelta per i shawarma, il riso, il bulgur, il tabouleh o le insalate con spezie. Ma non sono gli unici bianchi che possono accompagnare questi piatti, sia i primi che i secondi. Possiamo consigliare anche un fruttato Verdejo e Rueda.

Vino rosso

In questo caso, sarebbe per le carni. E i migliori vini da abbinare ai piatti arabi sono il Merlot, il Malbec o il Riojas. Questi vini rossi sono una chiara scelta per questa cucina, non rovinano quel sapore piccante o speziato che così tanto ci piace. Inoltre, sono perfetti per l’agnello.

Attenzione al Carménère, di origine francese, che presenta un delicato aroma di erbe, tocchi di frutta e note di peperone verde e rosso. Per le sue caratteristiche, è consigliato da molti esperti per chiarire che le spezie sono senza dubbio i protagonisti di tali piatti. Perciò, si raccomandano sia vini giovani che rossi più invecchiati, con aromi e profumi di frutti rossi, come la ciliegia, e ricordi di vaniglia.

Rosati

Per alcune ricette di riso, specialmente quelle con verdure e ortaggi, possiamo scegliere vini rosati.

Vino di Jerez

Questo vino si abbina con equilibrio a molti piatti orientali e soprattutto arabi. Si sposa con il pollo al curry ed anche con il tradizionale tajín, che normalmente presenta verdure, pesce, pollo, riso ed altro.

Birra

Alcuni piatti come il kebab non si abbinano solitamente al vino. Per questo ed altri piatti, più veloci da cucinare e da mangiare, si consiglia la birra, dato che la sua freschezza offre diverse sfumature al palato.

 

Migliora le tue abilità con il vino

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C’è sempre qualcosa di nuovo da leggere sull’alcol e sui possibili benefici che ha su di noi. La maggiorparte degli scritti tratta della necessità di bere con moderazione e di non bere mai quando si deve guidare. Naturalmente, Uvinum supporta pienamente i messaggi di prevenzione delle campagne sulla salute.

Ciò non toglie che studi recenti hanno confermato un approccio positivo al consumo moderato di alcol. La scienza ha già dimostrato i benefici della dieta mediterranea, quindi non ci soffermeremo su questo. Invece, abbiamo scoperto cinque interessanti studi che affermano che l’alcol può migliorare alcune tue capacità.

Abilità nella danza
Lo scorso dicembre il Times ha pubblicato i risultati di uno studio del professor David Nutt in cui si afferma che sei bicchieri migliorano significativamente il tuo punteggio in un gioco di ballo della Xbox. Questo corrisponde a circa una bottiglia di vino. Tuttavia, sembra che questa nuova capacità scompaia oltre i sei bicchieri.

Abilità con le lingue straniere
Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Psychopharmacology, condotto dal King’s College e dalle università di Liverpool e Maastricht, un bicchiere di alcol ha un impatto positivo sulle abilità linguistiche autovalutate e valutate dagli osservatori. Pertanto, la prossima volta che andrai in vacanza su una strada del vino francese o spagnola, non esitare a bere un po’ di vino per parlare con la gente del posto.

Abilità per risolvere i problemi
Un nuovo studio della professoressa Jennifer Wiley dell’Università dell’Illinois sembra dimostrare che due bicchieri di vino o di birra ti rendono più efficente e veloce nel risolvere enigmi. Tuttavia, è giusto notare che questo effetto è limitato al fatto che l’alcol migliora la creatività con cui un problema può essere affrontato, ma le abilità analitiche diminuiscono.

Senso dell’olfatto
L’Institute of Sciences of Israel ha dimostrato in uno studio che due bicchieri di alcol per le donne e tre per gli uomini possono migliorare le nostre capacità olfattive. In altre parole, quando beviamo un po’, possiamo identificare una gamma più ampia di profumi. Come per le altre abilità, anche questa capacità scompare se si supera un consumo moderato.

Abilità sociali
Secondo un articolo pubblicato sul Psychological Science, bere un drink può migliorare le tue abilità sociali. L’alcol sembra facilitare la partecipazione nelle discussioni e ti fa sorridere di più, il che facilita le relazioni sociali. Tuttavia, gli “shot” di vodka non sostituiscono le relazioni sane.

 

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6 bar da film

 TAGS:undefinedÈ chiaro che i bar sono parte della nostra vita, tant’è che spesso sono teatro di momenti importanti, qualcosa che il film non poteva non catturare, come accade con tutti gli eventi, reali o immaginari , immaginati dai suoi creatori.

Ci sono molti segni che la settima arte accumula in taverne, pub, bar, caffè, e altri edifici, e questi sono i principali.

1. La Cantina di Mos Eisley

E ‘impossibile che un fan di Star Wars non ascolti la canzone che si sente nella scena nella cantina del pianeta Tatooine quando vede una foto di essa. Si tratta del luogo dove Ben Kenobi e Luke Skywalker reclutano Han Solo e Chewbacca per le loro avventure e dove il maestro Jedi usa per la prima volta la sua spada laser.

2. Bob’s Country Bunker

Ogni bar che che abbia una tela metallico per evitare il lancio di bottiglie merita di essere visitato. Questo è il caso dell’ antro che comprende le avventure dei famosi Blues Brothers nel film omonimo con John Belushi e Dan Aykroyd.

3. La Sala d’Oro dell’ hotel Overlook

Qui iniziamo a vedere come Jack Nicholson va fuori di testa in alcune delle scene chiave di Shining, l’inquietante film diretto nel 1980 dal grande regista Stanley Kubrick.

4. Il Puledro Impennato

Niente di meglio di un paio di pinte di birra per iniziare la più grande avventura mai vissuta dai quattro hobbit della Contea. Qui ci sono Aragorn (aka Strider) e i piccoli eroi dai piedi pelosi nell’adattamento cinematografico de Il Signore degli Anelli.

5. Jack Rabbit’s Slim

Probabilmente una delle scene più memorabili di Pulp Fiction di Quentin Tarantino si svolge in questo luogo tipicamente americano: è una cena danzante in cui John Travolta e Uma Thurman danno libero sfogo alla loro passione per danza e frullati.

6. Rick Café Americain

Non poteva mancare in questa piccola recensione la più famosa discoteca di Casablanca, che ha visto la nascita dell’ amore appassionato tra Humphrey Bogart e Ingrid Bergman nel film del 1942, oltre ad ospitare il pianoforte che Sam “suonò di nuovo.”

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Coppola Diamond Chardonnay 2013

 

 

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Francis Ford Coppola Winery Director’s Cut Zinfandel Dry Creek Valley 2013

Bere con moderazione e in compagnia porta benessere

 TAGS:undefinedBere è un atto sociale che è diventato ormai un’azione da fare in compagnia. Alcuni studi dimostrano che bevitori sociali hanno più amici per il sostegno emotivo in varie situazioni di vita.Il bere sociale può avere un grande effetto sul benessere delle persone dato che è collegato ad attività sociali, come risate, canti e balli grazie ai quali riusciamo a rafforzare i nostri legami sociali.

In anni è stato anche mostrato il legame tra alcool e il rilascio di endorfine, che è particolarmente rilevante, ma sempre se assunto con moderazione. Infatti, l’attivazione di endorfine non solo ci rende più rilassati, ma sembra anche “accordare” il sistema immunitario.

Il fatto che il bere rimanga un fattore sociale è significativo, e questo è perché fornisce due potenziali benefici sociali: uno è che il consumo moderato di alcol aumenta il benessere psicologico e, direttamente o indirettamente, favorisce la costruzione di stretti legami personali e sociali.

La più recente ricerca ha dimostrato che il consumo moderato di alcol può avere effetti benefici sulla cognizione, tra le quali la cognizione sociale. Cioè, se un atteggiamento sano verso il consumo di alcol è cresciuto non solo se ne impedisce l’abuso, ma è anche un esempio positivo per famiglia ed amici. 

Consigli sani

  • Non combinare cibi e bevande con spuntini, soprattutto quando si è fuori con gli amici.
  • Non utilizzare una bevanda gassata al posto dell’ acqua tra ogni bevanda.
  • Bere vino di qualità invece di vino economico.
  • L’assunzione di integratori vitaminici con acido folico nelle donne con consumo alcolico bassi livelli.
  • Non bere da solo.
  • Non bere se si è pensato di guidare o durante il lavoro.

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Giuseppe Sedilesu Cannonau Di Sardegna Mamuthone 2014

Il turismo sostenibile fa passi avanti nel 2017

 TAGS:undefinedIl turismo sta diventando più verde. E la consapevolezza di preservare il pianeta è sempre più forte e questo si ripercuote anche in uno dei più potenti settori del turismo mondiale.

Quando diciamo che il turismo sostenibile sta avanzando è perché l’Organizzazione Mondiale del Turismo ha dichiarato il 2017 come l’Anno Internazionale dello sviluppo del turismo sostenibile per promuovere la necessità di un cambiamento efficace in questa linea.

Il turismo sostenibile è una realtà e ci sono migliaia di progetti che lo sostengono e persino nelle università ci sono corsi su di esso, oltre ad esserci maestri specializzati per i futuri professionisti che sanno come gestire un hotel o un ristorante nel modo più responsabile.

Che il 2017 fosse l’Anno Internazionale del turismo sostenibile è stato stabilito da Agenda 2030, al fine di cambiare attività, pratiche politiche e il comportamento dei consumatori, per la salvaguardia del pianeta.

Nel corso di quest’anno ci saranno un sacco di informazioni e progetti su questo argomento, che agisce in cinque aree di importanza prioritaria:

  1. Una crescita economica inclusiva e sostenibile.
  2. L’inclusione sociale, l’occupazione e la riduzione della povertà.
  3. L’uso efficiente delle risorse, la tutela dell’ambiente e il cambiamento climatico.
  4. I valori culturali, la diversità e il patrimonio.
  5. La comprensione reciproca, la pace e la sicurezza.

I generale molti progetti di sviluppo hanno già visto la luce e ogni giorno si lotta affinché gli utenti vi partecipino. Per esempio regolando il consumo d’acqua sui campi da golf e alberghi, destinare alcune parti per aiutare i bisognosi, promuovere destinazioni ecologiche e turismo etico, proteggere le coste, la protezione delle coste e la creazione di orti biologici nei ristoranti... e molto altro ancora sono solo alcuni degli esempi compiuti nel settore del turismo sostenibile, il quale, naturalmente, include anche l’enoturismo. Sostieni il verde!

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