Santa Tresa: la sostenibilità come stile di vita

Di Karin Mosca
Santa Tresa, una cantina che ha fatto della sostenibilità la sua forza - Drinks&Co

Santa Tresa, una cantina che ha fatto della sostenibilità la sua forza - Drinks&Co

È a Vittoria, in uno degli angoli più affascinanti del Ragusano, che si estendono gli oltre 50 ettari di terreno della tenuta Santa Tresa, cantina che ha fatto dell’agricoltura sostenibile la sua bandiera. A tenerne le redini sono Stefano e Marina Girelli, fratelli trentini da tre generazioni nel mondo del vino, che si sono innamorati della Sicilia come lo sono delle loro montagne. Li abbiamo intervistati per sapere qualcosa in più su questa interessante realtà vinicola.

La prima domanda sorge spontanea: perché dal Trentino alla Sicilia? 

La Sicilia rappresenta un incontro di culture, idee, modi di vivere e di fare. È un’isola che è stata colonizzata e vissuta da genti diverse, che hanno tutte contribuito a formare un’unica cultura. E dal punto di vista vitivinicolo, si può tranquillamente affermare che la Sicilia è un vero e proprio continente, con terroir profondamente diversi situati a pochissimi chilometri di distanza.

Vittoria, in particolare, è famosa per la straordinaria fertilità della sua terra rossa, che abbiamo studiato nei minimi particolari per capire su quale terreno crescono le nostre viti. Dopo aver analizzato attentamente la stratificazione della sua terra, abbiamo capito che Vittoria era, e rimane, il campo sperimentale perfetto per condurre un’agricoltura assolutamente biologica e per riscoprire le diverse espressioni dei vitigni autoctoni e dei loro biotipi.

Leggi la nostra intervista a Stefano e Marina Girelli della cantina Santa Tresa - Drinks&Co

Chi sono Stefano e Marina Girelli? Qual è il loro background?

La nostra storia come imprenditori del vino ci accompagna fin da piccoli: Casa Girelli era l’azienda di famiglia, ed è qui che siamo cresciuti e ci siamo formati. Villa Cafaggio è stata un’esperienza professionale stimolante e di alta qualità. Una storica azienda nel cuore del Chianti Classico: un trentino come me in una delle culle dell’enologia italiana. La Toscana mi ha dato molto e io ho cercato di dare a lei una realtà attenta all’ambiente e strettamente territoriale, ma con una visione moderna e dinamica.

Le abbiamo lasciate per un motivo personale. Tornando a casa dopo l’ennesimo viaggio negli Stati Uniti, mi sono accorto che non vedevo crescere i miei figli e che non mi ricordavo più cosa volesse dire avere del tempo libero. La Sicilia è stata un colpo di fulmine agli inizi degli anni Duemila, un amore a prima vista. A stregarmi della Sicilia sono state le sue enormi potenzialità ancora inesplorate.  

Avete fatto della sostenibilità uno stile di vita. Cosa significa per voi?

Da sempre siamo convinti che da uve di qualità si possa fare un vino cattivo, ma da uve non all’altezza non si possa fare vino buono. Ecco perché abbiamo sempre puntato sulla sostenibilità. È il biologico ciò che permette di ritrovare l’autenticità nel bicchiere, e noi siamo fieri di definirci agricoltori biologici. In fondo, la terra è la nostra ricchezza e abbiamo il dovere di preservarla.

Avevate esperienze precedenti nel biologico?

È una direzione che abbiamo seguito sempre nella nostra vita. Preservare la natura è un nostro dovere. In Sicilia c’è la possibilità di fare davvero viticoltura biologica, e fare altre scelte è per noi impensabile.

E come mettete in atto questa filosofia?

Il biologico è soprattutto un metodo di lavoro che include pratiche di diverso tipo. Passiamo dalla fertilizzazione naturale alla tutela delle falde acquifere, includendo anche la valorizzazione di un ecosistema in cui vivono api e animali selvatici.

Siamo convinti, infatti, che la biodiversità debba essere mantenuta anche al di fuori del vigneto, ed è per questo motivo che i giardini della nostra tenuta sono abitati da diverse tipi di piante, – tra cui ulivi, aranci, limoni, mandarini, carrubi, mandorli, gelsi, fichi, melograni e tanto altro – animali e insetti. L’uomo non è al centro, ma in mezzo alla natura!

Abbiamo anche ideato una specie “vocabolario della sostenibilità”* che riassume tutto ciò che mettiamo in pratica nel vigneto.

Cantina Santa Tresa: l'importanza della biodiversità e della sostenibilità - Drinks&Co
*Il vocabolario della sostenibilità di Santa Tresa

Confusione sessuale: il disorientamento e la confusione sessuale sono tecniche di difesa delle colture che rispettano l’ambiente, diminuendo drasticamente le popolazioni dei fitofagi senza utilizzare prodotti chimici dannosi per il suolo e la salute umana.
Gestione del verde: soprattutto in Sicilia, con le alte temperature, è necessario prestare attenzione alla luce e al calore solare per evitare danni ai grappoli. La potatura di Santa Tresa offre quelle zone d’ombra che proteggono le uve dall’insolazione diretta.
Difesa della vite: la difesa della vite è svolta in modo “sartoriale” valutando sempre le modalità operative più opportune, controllando le attrezzature per una distribuzione razionale, operando nelle ore più fresche della giornata e solo quando le soglie d’intervento impongono la necessità di avvalersi di mezzi tecnici di difesa e sempre rispettando le dosi d’impiego minime.
Gestione dell’acqua: ulteriore aspetto di rilevante importanza riguarda la gestione dell’acqua di irrigazione di cui ci si avvale meramente per “soccorso”, riducendo quindi i turni irrigui e i volumi di adacquamento ai fini di un minore uso dell’acqua ma allo stesso tempo dei potenziali stress per la pianta. Santa Tresa ha inoltre investito in condotti idrici per il recupero dell’acqua piovana, preservando così quella di falda, proveniente dai pozzi dell’azienda.
Habitat per gli animali:  i giardini ricchi di essenze di Santa Tresa sono dei veri e propri bacini di vita abitati da rettili, piccoli mammiferi e numerose specie di uccelli. Un vero paradiso naturale popolato da api, che nelle arnie donano ottimo miele e contribuiscono all’impollinazione, e poi le volpi, i falchi, i conigli.
Riduzione della CO2: una peculiarità di Santa Tresa riguarda la gestione del suolo. Oltre alla semina del favino, beneficia di lavorazioni interfilare per eliminare le erbe infestanti quando possono divenire competitive con la vite ed utilizzando sempre modalità di minima lavorazione finalizzata all’aumento del contenuto di sostanza organica. 
Sovescio: Santa Tresa effettua la tecnica colturale del sovescio invernale del favino, una leguminosa che viene seminata in dicembre. Una volta fiorito, il favino viene trinciato e interrato, apportando sostanze organiche naturali ai terreni. Un modo di fertilizzare assolutamente sostenibile e rispettoso della natura.

E in cantina?

La nostra cantina è un luogo di sperimentazione, proprio come il nostro vigneto, per questo abbiamo deciso di ridurre al minimo gli interventi. Poiché lavoriamo duramente in campagna per ottenere la massima qualità dalle nostre vigne, il lavoro di cantina viene destinato esclusivamente a preservare ciò che abbiamo raccolto. Si può dire che “accompagniamo” le uve affinché esprimano il loro meglio!

Utilizziamo, inoltre, diverse tecniche di vinificazione, che vanno dalle più tradizionali in botti di rovere di Slavonia e barrique di rovere francese, alle tecniche più moderne in acciaio e vinificazione senza l’utilizzo di solfiti.

Il risultato sono i vostri meravigliosi vini biologici…

Esatto! Produciamo esclusivamente vini biologici, certificati da oltre 10 anni. Insomma, è chiaro che non seguiamo una moda, ma la nostra è una vera e propria filosofia di produzione a 360 gradi!

Intervista a Stefano Girelli della cantina Santa Tresa: biodiversità e sostenibilità come stile di vita - Drinks&Co

Parlateci un po’ più nel dettaglio dei vostri vini.

La Sicilia è diventata per noi una seconda casa, per questo ci dedichiamo ogni giorno alla valorizzazione del patrimonio enologico e culturale dell’isola.

Per quanto riguarda le varietà a bacca rossa, i due protagonisti indiscussi sono il Frappato, la varietà autoctona per eccellenza della zona di Vittoria, e il Nero d’Avola, che vinifichiamo sia in purezza che in blend. Per quanto riguarda le varietà a bacca bianca, invece, dopo l’acquisizione dell’azienda abbiamo deciso di coltivare anche il Grillo, altro grande rappresentante siciliano, e il Viognier.

Nel catalogo dei nostri vini rossi è possibile trovare un Cerasuolo di Vittoria DOCG, il Frappato Rina Russa, il Nero d’Avola Sicilia DOC Insieme e il Nero d’Avola Sicilia DOC Riserva Avulisi. Il nostro Rina Ianca, è un blend di Grillo e Viognier, mentre il nostro unico rosato fermo si chiama Rosa di Santa Tresa ed è un 50% Frappato e 50% Nero d’Avola. Infine, produciamo due spumanti, un Brut di Grillo e un Brut di Frappato.

Per coloro che vi stanno scoprendo solo ora, quale vostro vino consigliate per farvi conoscere?

Consigliamo il Cerasuolo di Vittoria DOCG, che racchiude in sé tutta l’anima della nostra terra. È l’unica DOCG della Sicilia,una delle più piccole d’Italia, e nasce dall’unione di due autoctoni, Frappato e Nero d’Avola. È una delle nostre punte di diamante, in cui investiamo in ricerca e continua sperimentazione. 

Cerasuolo di Vittoria, il vino di punta della cantina Santa Tresa - Drinks&Co
Santa Tresa Cerasuolo di Vittoria DOCG

Grazie mille per aver risposto alle nostre domande! 

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