In fondo al mar: quando i vini invecchiano sott’acqua

Di Karin Mosca
Le cantine acquatiche: quando i vini invecchiano sott'acqua - Drinks&Co

No, i vini non invecchiano solo in oscure cantine. Alcuni produttori vinicoli preferiscono far riposare i loro vini sott’acqua, direttamente in mare, dove le condizioni ambientali sembrerebbero essere migliori e le caratteristiche organolettiche del vino vengono mantenute inalterate.

Le ragioni, se ci pensate, sono abbastanza chiare: assenza di ossigeno, assenza di luce, temperatura costante, immobilità. Non si potrebbe chiedere di meglio per far invecchiare il proprio vino in tranquillità!

Come è nata l’idea di far invecchiare i vini sott’acqua?

L’idea di una cantina sott’acqua è nata nel 2010, grazie al ritrovamento di una nave affondata nel 1880 nell’arcipelago delle Aaland, fra Svezia e Finlandia. I sommozzatori trovarono 168 bottiglie di Champagne, molte delle quali firmate Veuve Clicquot, che probabilmente erano dirette alla corte russa.

Molte delle bottiglie sono state restituite alla casa madre, altre sono state destinate ad esami e prove in laboratorio, altre ancora sono state aperte. La tentazione di assaporare il frutto di 170 anni di sepoltura marina era troppo forte! Sebbene il perlage fosse quasi del tutto scomparso, il vino era inaspettatamente ancora integro.

Nel 2014, Veuve Clicquot ha dato il via al progetto “A cellar in the sea”, una cantina sotto il mare a 42 metri di profondità, dove lasciare invecchiare lo Champagne in condizioni naturali. Il progetto prevede il posizionamento di diversi vini (una selezione di Yellow Label, Vintage Rosé 2004 e Demi-Sec), in diversi tipi di contenitore, accanto al famoso relitto. I vini verranno tenuti sotto stretta osservazione e sottoposti ad esami di laboratorio per cinquant’anni.

Le cantine sommerse d’Europa

Il Mediterraneo è la culla delle cantine sommerse. In Grecia, nella stupenda isola di Santorini, la cantina Gaia Wines dispone le sue gabbie metalliche piene di bottiglie di vino Thalassitis, prodotto con la nobile uva Assyrtico, a una profondità di 25 metri per almeno 5 anni. In Croazia, invece, optano per un metodo un po’ più “vintage”. La cantina Edivovino ripone le sue bottiglie di vino in anfore di terracotta e le lascia riposare sul fondo del mare per 1-2 anni.

Anche gli spagnoli non si sono lasciati sfuggire l’occasione di utilizzare il mare come cantina. Vina Maris fa risposare il suo vino, sia bianco che rosso, in bottiglie sigillate a una profondità di 30 metri a largo di Calpe, vicino ad Alicante.  Nei Paesi Baschi, più precisamente a Plentzia, esiste anche un laboratorio che studia l’invecchiamento del vino sott’acqua: il Lseb – Laboratorio submarino envejecimiento bebidas.

Lo Château francese Larrivet Haut-Brion, invece, ha inabissato alcuni dei suoi pregiati Bordeaux nelle profondità dell’Oceano Atlantico.

Invecchiamento dei vini sott'acqua in Italia - uvinum

E in Italia?

In Italia, il pioniere delle cantine acquatiche è stato Piero Lugano, proprietario dell’azienda vinicola Bisson di Chiavari. Nel 2009, Lugano ha posizionato ben 6.500 bottiglie dello spumante Abissi sul fondale del golfo di Portofino. Oggi le bottiglie della sua Riserva Marina di Portofino sono oltre 30.000.

Dal 2010, la Tenuta del Paguro di Brisighella ha affondato migliaia di bottiglie di Merlot, Sangiovese, Albana e Cabernet nel relitto di una piattaforma petrolifera al largo di Ravenna. Continuando a parlare di Mar Adriatico, il Lagunare rosso di Ornella Molon Traverso viene lasciato invecchiare per 6 mesi in botti calate nella Laguna di Caorle.

In Sardegna, la Cantina Santa Maria La Palma di Alghero fa riposare il suo Vermentino DOC nella stupenda Area Marina Protetta di Capo Caccia.

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