Prošek o Prosecco? Questo è il problema!

Di Karin Mosca
Prošek o Prosecco: la polemica per il nome - Drinks&Co

Prošek o Prosecco: la polemica per il nome - Drinks&Co

Quando poche lettere fanno esplodere un caso internazionale. Eh sì, perché tra Prošek e Prosecco c’è una bella differenza. Cerchiamo di capire qual è il problema nato dall’assonanza dei due nomi e quali sono le caratteristiche dei due vini tirati in ballo.

La diatriba

Tutto nasce dal nome un po’ troppo simile del Prošek croato con quello del Prosecco italico. Il problema è che il secondo è uno dei vini italiani più famosi (e venduti) all’estero, prodotto con uve che crescono in un paesaggio che è anche patrimonio Unesco

Qualche settimana fa, però, l’Unione Europea ha dato il via libera alla domanda di protezione geografica del Prošek, creando un precedente pericoloso di italian sounding. Per alcuni produttori nostrani, infatti, all’estero si potrebbe creare confusione – si parla anche di “inganni” – tra i due prodotti, che in comune, a parte il nome, hanno ben poco. In poche parole, il Prošek rappresenterebbe una minaccia per il Made in Italy.

La differenza tra Prosecco e Prošek

Come abbiamo detto, i due prodotti non hanno niente da spartire. Il Prosecco lo conosciamo bene: è un vino fresco caratterizzato da un profilo fine, che può essere venduto nelle versioni fermo, frizzante e spumante (elaborato con il metodo Martinotti). Viene prodotto con uve Glera (almeno l’85%) in Veneto o in Friuli-Venezia Giulia, e raggiunge l’eccellenza nelle DOCG Asolo Prosecco e Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. Dal 2020, è stato inserito nel disciplinare anche il Prosecco Rosè, ottenuto da un blend di Glera e Pinot Nero.

Il Prošek, invece, è un vino passito, normalmente consumato al momento del dessert e in occasioni di festa. Viene prodotto, in poche quantità, nel sud della Dalmazia dall’appassimento di alcune varietà autoctone, tra cui Bogdanuša, Maraština e Vugava. Si tratta di un vino storico, che fa parte della tradizione croata da secoli e secoli. Ad esempio, in passato vi era l’usanza di seppellire una bottiglia di questo vino il giorno della nascita di un bambino, per poi dissepellirla il giorno del suo matrimonio.

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Insomma, entrambi i vini, Prošek e Prosecco, fanno parte del patrimonio enologico del loro paese. Quella dell’Unione Europea è stata una decisione sensata o rischia davvero di compromettere i viticoltori italiani? Non ci resta che riflettere, magari assaporando un calice di buon vino.

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