Prosecco Day? Ecco una breve guida su questo amato vino

Di Cristina Simeone
Breve guida per sapere tutto sul Prosecco - Drinks&Co

Breve guida per sapere tutto sul Prosecco

Il prosecco è un vino bianco DOC o DOCG che viene prodotto solo in alcune zone del nord-est dell’Italia, nel Veneto e nel Friuli Venezia Giulia. Se hai voglia di scoprire di più sul “Re dell’aperitivo”, non devi fare altro che leggere la nostra breve guida e immergerti nello spumeggiante mondo del Prosecco. Cominciamo…

Varietà di uva

Il vitigno principale impiegato nella produzione di prosecco è il Glera. Si tratta di una varietà a bacca bianca semiaromatica di origine antiche, sembra inaffti che venisse coltivata già in epoca romana. 

È una varietà vigorosa e robusta, con grappoli allungati e acini sferoidali di color giallo-dorato, che predilige terreni ripidi dalla forte componente calcarea.

Generalmente, quest’uva proporziona vini con un colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Il profumo è prevalentemente fruttato con note agrumate, aromi di pera e mela verde, sentori erbacei e di fiori di campo. Il gusto esprime note sapide e fresche con corpo leggero e un’acidità interessante.

Una piccola curiosità riguarda il suo nome. Per anni denominata “prosecco”, dal 2009 è stato adottato in via ufficiale il termine “glera” in modo da non confondere fra loro vitigno e vino. 

La Glera deve essere presente almeno in quantità pari all’85%. Il restante 15% può derivare da 4 varietà autoctone Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera e Glera lunga, e da 4 varietà internazionali quali Pinot bianco, Pinot grigio, Pinot nero e Chardonnay.

Tipologie

Sapevi che non tutti i prosecchi hanno le bollicine? Esistono, infatti, tre diverse tipologie che si distinguono in base al metodo di produzione impiegato:

Classificazione del prosecco in base al dosaggio
  1. Prosecco spumante: la versione più diffusa. Per produrlo a seguito della prima fermentazione, il vino subisce una seconda fermentazione dovuta all’aggiunta di lieviti e zucchero che permette la formazione di anidride carbonica. Questa ri-fermentazione nella maggior parte dei casi avviene in depositi di accaio inox (autoclavi), attraverso il cosidetto Metodo Charmat-Martinotti. Una volta formatesi le bollicine, la cosidetta “presa di spuma”, il vino viene filtrato e imbottigliato. Questo metodo permette di esaltare le caratteristiche del vitigno Glera, dando origine a vini puliti e freschi. Esiste, seppure in quantità decisamente inferiori, una produzione di prosecco con il Metodo Ancestrale e con il Metodo Classico-Champenoise, per cui la ri-fermetazione avviene direttamente in bottiglia. Nel primo caso i lieviti rimangono sul fondo della bottiglia, mentre nel secondo caso vengono rimossi con la classica tecnica della sboccatura o degorgement
  1. Prosecco frizzante: possiede delle bollicine più rade e una minore effervescenza rispetto alla versione spumante. Volendo essere tecnici, questo fattore dipende dal suo contenuto di anidride carbonica che è tale da realizzare una sovrapressione nella bottiglia di massimo 2,5 atmosfere rispetto a quella dello spumante, che deve essere di minimo 3,5 atmosfere.
  1. Prosecco fermo: è detto anche “tranquillo” per via dell’assenza delle bollicine. Si ottiene dall’imbottigliando del vino al termine della prima fermentazione, senza sottoporlo a ulteriori fermentazioni. Costituisce circa il 10% del totale di prosecco prodotto. Non la conoscevate questa tipologia, eh?

DOC o DOCG?

Il prosecco è un vino con Denominazione d’Origine Controllata (DOC) o con Denominazione d’Origine Controllata e Garantita (DOCG) a seconda del territorio di provenienza delle uve utilizzate.

Il Prosecco DOC viene prodotto in una zona molto ampia del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia.  Qui, le uve provengono da vigneti nuovi coltivati quasi totalmente in pianura e lavorati a macchina, cioè permette un’elevata produzione con una resa di 180 quintali per ettaro. 

Vigneti sulle colline di Valdobbiadene - Drink&Co
Vigneti sulle colline di Valdobbiadene

Quando le uve provengono esclusivamente da Conegliano, Valdobbiadene e Asolo, si parla di Prosecco Superiore DOCG. Il clima mite e il terreno ricco di minerali creano l’habitat ideale del vitigno Glera. I vigneti sono disposti su suggestive colline riconosciute dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. La produzione è più ridotta rispetto alla DOC con una resa di 130-135 quintali per ettaro. All’interno della DOCG, il disciplinare riconosciute 20 sottozone dette “Rive”. Vista la ripidità dei pendii, è d’obbligo la vendemmia manuale che contribuisce a una maggiore qualità del prodotto finale.

Il Prosecco Superiore di Cartizze DOCG si produce solo in un’area di 107 ettari, tra le frazioni di Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza, nel comune di Valdobbiadene. Questa particolare zona geografica possiede un terreno favorevole e un microclima perfetto ed è considerata a tutti gli effetti un cru d’elevata qualità. La sua produzione d’uva è ridotta ancora di più con rese inferiori ai 120 quintali per ettaro.

Altre tipologie di prosecco

In commercio si possono incontrare anche il Prosecco Millesimato, se lo spumante è prodotto per almeno l’85% da uve derivante tutta dalla stessa vendemmia. In questo caso, l’annata deve essere riportata in etichetta e generalmente ciò garantisce un prodotto più complesso e di maggiore qualità.

Inoltre, dal 2020 è possibile produrre Prosecco Rosé utilizzando uve Glera e un fino a un 15% massimo di uve Pinot nero coltivate all’interno dell’area geografica delimitata dalla denominazione Prosecco DOC, che servono a conferire il colore rosa.

Spero che queste informazioni vi siano state utili per comprendere un poco di più sull’enorme mondo del prosecco. Salute!

Ti potrebbe interessare...

Lascia un commento