Non solo vino: dalle fecce dell’uva si ricava energia!

Dall'uva si produce energia pulita! - Drinks&Co

Per chi non lo sapesse, non tutto il frutto dell’uva si trasforma in vino. Le fecceil deposito che si crea al termine della fermentazione e composto, tra le altre cose, da lieviti esausti, vinaccioli e frammenti di buccia – sono ciò che rimane del processo di vinificazione. Sono scarti che devono essere smaltiti dalle aziende vinicole e che non hanno nessun valore, anzi costituiscono un costo.

Oggi, invece, le stesse fecce hanno trovato una loro utilità: possono essere utilizzate per la produzione di celle fotovoltaiche.

Come funzionano le nuove celle fotovoltaiche?

L’idea di sviluppare delle celle fotovoltaiche dagli scarti della vinificazione nasce dall’incontro tra l’Università Ca’ Foscari di Venezia e Serena Wines 1881, una delle più importanti aziende produttrici di Prosecco.

Il processo brevettato permette di estrarre i coloranti naturali contenuti nei polifenoli dell’uva. Questi, se utilizzati su una base di biossido di titanio, sono in grado di catturare la luce del sole e trasmettere degli elettroni a un semiconduttore. Si tratta, in pratica, di una riproduzione di quello che succede con la fotosintesi clorofilliana nelle piante.

Il progetto è stato finanziato dal Fondo Sociale Europeo della Commissione Europea ed è stato gestito dalla Regione Veneto.

Produrre energia pulita dagli scarti della vinificazione si può! - Drinks&Co

I vantaggi dell’energia derivata dall’uva

Rispetto a quelle al silicio che si trovano in commercio, le celle derivate dall’uva sono più economiche, possono essere utilizzate con un tempo nuvoloso e possono essere disposte su pareti verticali. Fanno anche bene all’ambiente, considerando che non vengono prodotti rifiuti e si produce un’energia completamente sostenibile. Infine, anche le cantine possono sfruttare quelli che un tempo erano scarti a loro favore, vendendoli agli investitori. Insomma, un ottimo esempio di energia circolare!

L’idea, però, è ancora recente e il brevetto è stato depositato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia e da Serena Wines 1881 solo nel maggio dell’anno in corso. Affinché le celle siano disponibili sul mercato, dovremo aspettare ancora un po’!

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