Marc de Champagne, estratto di Champagne

 TAGS:Lo si trova nei sorbetti, nei caffè e nei tartufi al cioccolato, ignari di degustare uno dei migliori distillati del mondo. Realizzato con i resti delle bucce e dei semi delle varietà di uve Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier, il Marc de Champagne è un distillato assolutamente da provare.

Anche se il suo suggestivo nome rievoca l’eleganza del famoso spumante francese, nell’elaborazione non differisce poi così tanto dalla nostra grappa, visto che è fatto dalla fermentazione delle bucce e delle vinacce, ragion per cui viene considerato un vero e proprio distillato. Naturalmente, a differenza della grappa italiana, il Marc de Champagne possiede una denominazione d’origine che ne indica la provenienza nella fertile regione di Champagne, in Francia.

Questa è la principale differenza tra il Marc de Champagne e la grappa, ma anche con l’orujo: la zona di provenienza e le uve utilizzate nella preparazione. Mentre il Marc de Champagne proviene esclusivamente dalla zona di cui porta lo stesso nome ed è prodotto con le uve già menzionate in precedenza, l’orujo galiziano è fatto dalle bucce di Godello, Albariño e Treixadura.

Questo distillato non è esattamente né uno champagne né un vino, e tantomeno può essere considerato uno spumante; tuttavia famosi marchi del calibro di Moët & Chandon, Tres Vieux e Dumangin, impiegano anni per il suo invecchiamento all’interno di pregiate botti di rovere.

Ha un sapore fruttato, pungente e dolce per cui è perfetto per essere impiegato nella produzione di tartufi al cioccolato, gelati, sorbetti e caffè. Ebbene sì, proprio da ciò deriva quel sapore gustoso che si ritrova mangiando un cioccolatino della Valrhona o bevendo una deliziosa tazza di caffè Canard.

Il Marc de Champagne è quindi un digestivo e va normalmente bevuto dopo i pasti, anche perché ha una gradazione alcolica che non è mai inferiore al 15% e superiore al 40%.

Inoltre, si consiglia di berlo ad una temperatura compresa tra i 5 ed i 6° C, anche se molti francesi lo preferiscono a temperatura ambiente, in un bicchiere da vino alto.

Ma da dove proviene il nome “Marc de Champagne”? Secondo alcuni “Marc” è la traduzione dell’antica parola anglo-celtica “Broyer”, che significa macinare o tritare in lingua gallica; tuttavia, questa spiegazione non sembra soddisfare gli intenditori.

Indipendentemente da come e perché è stato chiamato così, di sicuro sappiamo che ne esistono altre varietà che però non possono essere considerate propriamente “Champagne” perché non provengono da questa zona ma che sono altrettanto popolari, come ad esempio il Marc de Cava, il Marc de Bourgogne ed il Marc de Beaujolais.

Volete provare alcuni “Marc”? Ve ne proponiamo uno francese e uno spagnolo, a voi la scelta:

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