Leonardo da Vinci: inventore, artista e vignaiolo!

Di Karin Mosca
Leonardo da Vinci: inventore, artista e vignaiolo! La sua vigna a Milano e gli scritti sulla produzione del vino

Leonardo da Vinci: inventore, artista e vignaiolo! La sua vigna a Milano e gli scritti sulla produzione del vino

Pittore, inventore, scienziato e anche esperto di vino: Leonardo da Vinci era tutto questo! Tra il dipingere capolavori dell’arte e lo studiare i segreti del volo, Leonardo, infatti, trovava il tempo di dedicarsi anche al “vino, il divino licore dell’uva“.

Amava così tanto il vino che l’unico bene che inserì nel suo testamento fu proprio la sua vigna a Milano

La Vigna di Leonardo da Vinci

Leonardo, come viene suggerito dal nome, nacque a Vinci, in provincia di Firenze, e crebbe tra i vigneti del podere di famiglia nella piccola frazione di Anchiano. Il vino e la sua produzione erano degli elementi che facevano parte della sua quotidianità, ma che non smettevano per questo di avere anche un che di spirituale.

Nel 1482, Leonardo si trasferì a Milano, presso la corte di Ludovico Maria Sforza, il quale lo aveva voluto per le sue numerosissime capacità e conoscenze. E fu proprio Il Moro a regalare a Leonardo una vigna di 16 pertiche, nel periodo in cui stava dipingendo l’Ultima cena. Il regalo fu un gesto di riconoscenza per tutte le grandi opere che il Maestro aveva eseguito per il duca durante la sua permanenza a corte, oltre che un modo per farlo sentire come a casa!

Nell’aprile del 1500, però, le truppe francesi sconfissero Ludovico Sforza, e Leonardo fu costretto a lasciare Milano e la sua amata vigna, che diede in affitto al padre del suo prediletto Gian Giacomo Caprotti, meglio conosciuto come il Salaì. La riotterrà qualche anno più tardi, nel 1506, quando Carlo d’Amboise, luogotenente di Luigi XII, chiese all’artista di tornare in città. Ovviamente, Leonardo pose come condizione essenziale la restituzione della sua proprietà.

La vigna, che si trova vicino a Santa Maria delle Grazie, nel cortile della Casa degli Atellani, è stata riaperta al pubblico in occasione di Expo 2015 ed è oggi possibile visitarla.

La lettera al fattore

La vigna di Leonardo da Vinci e le sue linee guida sulla produzione del vino - Drinks&Co
Anchiano

Sia in Toscana che a Milano, Leonardo non smise mai di occuparsi di vino. In una lettera del 1515, indirizzata al fattore del suo Podere di Fiesole, Leonardo da Vinci dà indicazioni sulla coltura e sulla vinificazione, promettendo che, se avesse seguito alla lettera i suoi consigli, avrebbe ottenuto un “vino excellente”. Questa ormai famosa lettera venne pubblicata per la prima volta nel 1828 da John William Brown, nella sua opera Life of Leonardo da Vinci.

Nella lettera – che risulta essere un vero e proprio trattato viticolo ed enologico – Leonardo elargisce consigli basati sulle sue osservazioni e sulle sue intuizioni geniali. Parla, infatti, della concimazione, suggerendo al fattore di “concimare i filari con macerie di vecchi muri demoliti che asciugano le radici e i fusti, così le foglie attraggono tutte le sostanze utili alla perfezione del grappolo.” Inoltre, chiede di non lasciar fermentare il vino in vasi aperti, in quanto “l’essenza si disperde nell’aria e non rimane altro che un liquido senza sapore colorato dalle bucce e dalla polpa”.

Oltre alla lettera, – che potete leggere qui – sono tanti gli scritti e gli schizzi che testimoniano la grande passione di Leonardo per il vino e la sua produzione: da come preservare la vite dal freddo dell’inverno a come far appassire l’uva; da come sistemare le vigne a come far invecchiare il vino in quella che oggi potremmo tranquillamente chiamare una barrique.

Il Metodo Leonardo

Leonardo da Vinci e il vino: il metodo Leonardo - Drinks&Co

Vi state chiedendo come sarebbe stato il vino di Leonardo da Vinci? Potete smettere di usare il condizionale! Un’azienda toscana, infatti, dal 2017 ha registrato il marchio Metodo Leonardo, e ha iniziato a produrre il proprio vino seguendo le direttive del grande maestro. Lo scopo delle Cantine Leonardo da Vinci è quello di recuperare la ricerca scientifica fatta da Leonardo in materia di enologia per proporne una versione moderna, a cui applicare le tecniche vitoenologiche più attuali. Inoltre, le etichette dei loro vini riprendono le opere d’arte più importanti del grande genio, a sottolineare quanto eccellesse sia nell’arte che nelle scienze!

E ora, non ci resta che provare questo vino… geniale!

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