International Rosé Day: scopri i metodi di produzione del rosato

Di Cristina Simeone
International Rosé Day: metodi di produzione del rosato - Drinks&Co

Metodi di produzione del rosato - Drinks&Co

Freschi come i bianchi senza rinunciare alla struttura e alla presenza tipica dei rossi, i vini rosati sono perfetti per affrontare la stagione estiva. Non a caso il quarto venerdì di giugno, quest’anno cade il 24, si festeggia l’International Rosé Day. Con l’occasione ci addentriamo in questo mondo dalle mille sfumature rosa, analizzando i metodi i diversi metodi di produzione del vino rosato.

Cosa è un vino rosato

Negli ultimi anni i vini rosati sono tornati in auge.  Oggi la moda li vuole sempre più eterei, con un aspetto più chiaro, color cipria. Una tendenza nata e consolidatasi in Provenza negli ultimi 30 anni, che vede tempi di macerazione sempre più brevi e/o l’utilizzo di uve con una minore presenza di antociani, i pigmenti che danno colore al vino.

Ma per lungo tempo questi vini sono stati dotati di una cattiva reputazione dovuta alla convinzione che il colore “rosato” nascesse dalla miscelazione di vini bianchi e rossi. Niente di più erroneo dato che questa pratica è vietata dalla legge, con l’unica eccezione delle cuvées degli spumanti rosati ottenuti mediante il metodo classico.

La vinificazione in rosato inizia come quella in rosso e prosegue come una vinificazione in bianco. La differenza principale fra le due metodologie è che, per ottenere un vino rosso, il mosto viene lasciato macerare con le bucce e i vinaccioli per estrarre colore e tannini mentre, mentre per ottenere un vino bianco, questo non accade.

Per quanto riguarda il rosato, generalmente il mosto viene lasciato a contatto con le bucce per un breve periodo, che può variare da poche ore a un massimo di due giorni poi, finita la macerazione, il mosto viene separato dalle bucce e si procede come per la vinificazione in bianco.

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Metodi di produzione

Pressatura diretta

Prevede una lenta pressatura dei grappoli, da cui sgronda un mosto dal colore rosa pallido che viene vinificato in bianco, senza nessuna macerazione sulle bucce. Da questo metodo hanno origine vini dal colore rosato più tenue di tutti. Prodotti con questo metodo sono i Vin gris, diffusi soprattutto in Francia e elaborati con Cinsaut, Gamay e Pinot noir, e i Blush wines americani, tra cui il famoso “White Zinfandel”, caratterizzati da un gusto abboccato e da una lieve effervescenza.

Per macerazione

È il metodo più comune per produrre vino rosato. Le uve a bacca rossa vengono vendemmiate anticipatamente per cercare un giusto equilibrio tra la componente acida dell’uva e il suo grado zuccherino. Una volta pigiate, le bucce e i vinaccioli vengono fatti macerare nel mosto ma per un tempo brevissimo. Se la macerazione ha una durata che va dalle 6 alle 12 ore il vino viene chiamato “di una notte” mentre, se la macerazione supera questo tempo e si avvicina alle 24 ore, viene definito “di un giorno”. A seguito della macerazione, il mosto viene separato dalla parte solida e continua con la fermentazione come se fosse mosto bianco.

Del salasso o saignée

Questa tecnica, generalmente utilizzata dai produttori di Champagne Rosé, è in realtà un metodo che deriva dalla volontà di produrre vini rossi più concentrati. Durante le prime ore di macerazione di un mosto rosso, una volta raggiunto il colore desiderato, parte di questo viene prelevato dalla vasca. Questa porzione viene fatta fermentare separatamente per poi procedere a una vinificazione in bianco. In questo modo il vino rosso che rimane nella vasca di partenza risulterà più strutturato e concentrato, mentre con il mosto prelevato si ottiene un vino rosato.

Da assemblaggio

Questa tecnica, che consiste nell’assemblare vini base bianchi e rossi, è consentita solo ed esclusivamente per la produzione di spumanti rosati. È invece vietata per legge per tutte le altre tipologie di vini rosati.

Come abbinarlo

Nell’abbinamento con il cibo quando la sceltra tra vini bianchi e rossi appare difficile, la soluzione spesso sono i vini rosati. Generalmente caratterizzati da aromi fruttati di ciliegia e frutti rossi, aromi floreali di pesco e rosa, e da un gusto fresco, acido e con una lieve presenza di tannino, i rosati risultano estremamente versatili negli abbinamenti.

Sono quindi ottimi con antipasti di pesce, salumi, risotti, carni bianche, piatti di verdure ma anche dolci con la frutta.

Un’ultima raccomandazione, serviteli sempre freschi a una temperatura compresa tra i 10 e i 12 C°, solo così infatti potranno esprimersi al meglio.

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