Impronta ecologica: quanto è sostenibile il vino?

Da qualche anno, l’Unione Europea ha introdotto la Product Environmental Footprint, una metodologia che regolamenta il calcolo, la valutazione, la convalida di parte terza e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti e dei servizi.

Impronta ecologica: la sostenibilità del vino - Uvinum

Si tratta di una serie di indicatori ambientali (PEFCR, Product Environmental Footprint Category Rules) che permettono di verificare le principali categorie di impatto ambientale, come le emissioni di gas serra, l’efficienza dell’utilizzo delle risorse e il rispetto delle risorse idriche.

Tutto ciò è necessario se si pensa che, oggi, un bicchiere di vino ha un’impronta idrica media (a livello mondiale) di 108 litri d’acqua. In Italia, questa si “abbassa” a 88 litri d’acqua per un bicchiere di vino da 125 ml.

Che cos’è l’impronta ecologica?

La cosiddetta impronta ecologica è un valore che calcola quante risorse naturali sono necessarie all’uomo per produrre un bene o un servizio, e le confronta con la capacità della Terra di rigenerare quelle stesse risorse.

Per valutare se la propria attività è rispettosa dell’ambiente, è necessario tenere in considerazione diversi fattori, in particolare l’emissione di gas serra e il consumo delle risorse idriche.

L’impronta di carbonio (carbon footprint) è un parametro utilizzato per stimare le emissioni gas serra causate da un prodotto, da un servizio, da un’organizzazione, da un evento o da un solo individuo. È espresso in tonnellate di CO2 equivalente. L’impronta idrica (water footprint), invece, calcola il consumo delle acque dolci utilizzate per produrre un prodotto o un servizio.

Come si valuta l’impronta ecologica?

Nel caso del vino, la valutazione dev’essere estesa all’intero ciclo di vita della pianta (reperimento delle materie prime, processi di trasformazione, trattamento dei residui e degli scarti, ecc.), alla produzione del vino (vinificazione, produzione delle bottiglie, ecc.), fino alla distribuzione e al consumo (trasporto, riciclo delle bottiglie utilizzate, ecc.).

Impronta ecologica e vino italiano

In Italia sono diverse cantine che misurano costantemente la propria impronta biologica e, in particolare, si fa attenzione alla carbon footprint e alle emissioni di gas a effetto serra. I mezzi adottati per abbassare l’indicatore sono i più diversi: si va dall’adozione di un’agricoltura biologica o biodinamica all’impiego di macchine agricole a basso consumo; dall’installazione di impianti geotermici o solari all’utilizzo di carta riciclata per le etichette; dall’adozione di tappi in bioetanolo all’impiego di materiali da imballaggio riciclabili.

I risultati possono aiutare l’azienda a migliorare il proprio processo produttivo, sia nella vigna che in cantina e, perché no, a sfruttare le politiche ambientali come strumento di marketing e comunicazione.

 

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