Il whisky e l’Italia: una storia d’amore

Di Karin Mosca
Quella tra l'Italia e il whisky è una vera storia d'amore. Ecco qualche dato interessante. - Drinks&Co

Il whisky, in Italia, non è mai passato di moda. Sono tanti, infatti, gli italiani che apprezzano un bicchiere di buon whisky la sera o come conclusione di una cena tra amici. D’altronde, il legame tra questo distillato e l’Italia è sempre stato forte. Vediamolo nel dettaglio.

Origini italiane

Sapevate che la famosa marca di whisky J&B è stata fondata da un italiano? Un bolognese, per la precisione. Nel 1749, Giacomo Giusterini si innamorò del soprano Margherita Bellino e decise di seguirla a Londra. Qui cambiò il nome in un più anglofono Justerini, e iniziò a dedicarsi alla preparazione di bevande alcoliche seguendo le ricette ereditate dallo zio droghiere. Giacomo, uomo dalla grande perspicacia imprenditoriale, decise di mettersi in società con un investitore conosciuto grazie alla moglie, George Johnson, con il quale fondò uno spaccio di vini e liquori chiamato Johnson & Justerini. Nel 1831, il nipote di George vendette la società ad Alfred Brooks, che cambiò il nome in Justerini & Brooks. La J&B iniziò a dedicarsi quasi esclusivamente al whisky e diventò una delle prime aziende inglesi a produrre blended whisky. Il resto è storia.

Anche la famiglia Jameson vanta illustri nomi italiani tra i suoi membri. Annie Jameson, la madre del padre delle telecomunicazioni Guglielmo Marconi, era la nipote di quel John Jameson che nel 1780 fondò la celebre e omonima distilleria di Dublino.

Lo spirito d’avena e l’imbottigliatore indipendente

Durante il ventennio fascista, gli italiani studiarono un modo per beffare l’autarchia e italianizzare il whisky, che all’epoca veniva chiamato “spirito d’avena” o “acquavite”. Era permesso, infatti, vendere e consumare whisky elaborati attraverso l’assemblaggio di malti o cereali scozzesi e di alcol puro italiano, o anche Scotch Whisky – se così si possono chiamare – miscelati e diluiti in Italia da stabilimenti italiani. 

In questi anni, molte aziende dell’area bolognese si cimentarono anche nell’imbottigliamento di whisky. Oggi, però, molte di queste distillerie non esistono più o sono state inglobate da più grandi gruppi multinazionali.

Dagli anni ‘60, invece, nel mercato del whisky italiano si fece strada una nuova importante figura, quella dell’imbottigliatore indipendente. Il ruolo dell’imbottigliatore era quello di viaggiare, soprattutto per la Scozia, per selezionare personalmente i barili di whisky, per poi occuparsi dell’invecchiamento del distillato, dell’imbottigliamento e della vendita sotto la propria marca. Tra questi professionisti spicca il nome di Silvano Samaroli, il “Signore dei Single Malt” scomparso nel 2017.

Il primo whisky italiano: la Distilleria Puni -  Drinks&Co

Whisky Made in Italy

Nel 2012 a Glorenza (Bolzano), in alta Val Venosta, la famiglia Ebensperger ha dato vita ad un progetto ambizioso: produrre un whisky Made in Italy. In quell’angolo di paradiso conosciuto nel Medioevo come il “granaio del Tirolo”, presso la Distilleria Puni, il whisky viene prodotto esclusivamente con grano e segale locale e acqua delle Alpi. Gli strumenti utilizzati, due alambicchi di rame, però, sono stati progettati e realizzati in Scozia, e la start-up ha visto la collaborazione di consulenti scozzesi. L’edificio della distilleria, infine, unisce uno stile moderno alla tradizionale, grazie a un design che ricorda quello dei fienili delle valli altoatesine.

I primi whisky di Puni – nome che, seguendo la tradizione scozzese, si ispira a quello di un ruscello che scorre vicino alla distilleria – sono stati lanciati sul mercato nel 2015: il Puni Nova ha trascorso 3 anni in botti di rovere europeo, mentre il Puni Alba ha risposato in botti di Marsala e in botti di Islay.

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Jameson

Jameson è elaborato con orzo maltato e con orzo non maltato, fatto essiccare in forni chiusi che ne conservano il sapore naturale. Si caratterizza per la sua tripla distillazione, che gli conferisce un gusto rotondo, dolce e morbido. Infine, viene lasciato invecchiare in botti di rovere per 5-7 anni, anni in cui l’alchimia che si genera tra il legno e la bevanda dona a Jameson il particolare colore oro ambrato e gli aromi delicati.

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J&B

Il J&B è una vera icona. Ispirato da un italiano, creato a Londra e distillato nello Speyside, questo è uno dei più famosi whisky al mondo. Per la sua elaborazione, 42 malt e grain whisky dello Speyside vengono miscelati con molta arte per ottenere quel sapore così sottile, morbido e complesso che lo caratterizza.

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