Il rum, la bevanda dei pirati!

Di Sara Rodrigo
Perché il rum era la bevanda preferita dei pirati? - Drinks&Co

Nell’immaginario collettivo, il rum è da sempre associato ai pirati. Ma perché esiste questo mito? Abbiamo indagato per saperne di più!

Perché il rum è la bevanda preferita dei pirati?

In tempi in cui non esistevano sistemi per pastorizzare o conservare il cibo, i marinai che attraversavano gli oceani rischiavano di ammalarsi o morire a causa del cibo andato a male o dell’acqua imbevibile. Un giorno, però, scoprirono, quasi per caso, che l’aggiunta di alcool era il modo migliore per mantenere l’acqua potabile per lunghi periodi. Gli uomini di mare, tra cui appunto i pirati, iniziarono ad aggiungere rum all’acqua, con la scusa che il rum avesse anche proprietà medicinali. Effettivamente, il distillato veniva usato dai pirati per prevenire malattie come lo scorbuto, l’influenza e per eliminare lo stress.

Poiché il rum era poco costoso, divenne piuttosto popolare tra la comunità di marinai e pirati, i quali iniziarono a consumarlo in quantità industriali. Anche la stessa marina britannica faceva scorte di rum in modo che l’equipaggio ne avesse sempre a disposizione. Tuttavia, l’eccessivo consumo di alcool a bordo delle navi portò a diversi alterchi e scontri, poiché il rum rendeva i marinai molto violenti.

Com’era il rum che bevevano i pirati?

Il rum che bevevano i pirati era più salato di quanto pensiamo. I barili in cui i marinai trasportavano il rum, infatti, contenevano spesso anche acqua di mare, in quanto in passato le botti venivano usate come contrappeso. Quando i barili tornavano a terra, venivano riempiti di nuovo di rum, ma quel rum veniva inevitabilmente guastato dal sale accumulato nel legno.

I pirati bevevano solo rum?

Le navi, in generale, trasportavano tre tipi di bevande: acqua, birra e rum. L’acqua, però, era la prima a decomporsi, per questo veniva aggiunta una certa quantità di rum per mantenerla potabile. Allo stesso tempo, il distillato caraibico contava circa 70 gradi di alcool, il che lo rendeva dannoso per la salute dei marinai. La soluzione era diluirlo con un po’ d’acqua.

Per quanto riguarda le bevande alcoliche, i pirati non solo bevevano il rum, ma anche la birra. Lo svantaggio della birra, però, era che, una volta aperta, doveva essere consumata in breve tempo, mentre il rum durava più a lungo.

Curiosità sul rum e i pirati

  • Alcuni pirati e corsari, come il famoso Sir Francis Drake, amavano combinare il loro rum con zucchero, limone e menta. Si potrebbe affermare che il cocktail di Drake è stato il predecessore del più contemporaneo mojito.
  • Gli esperti di letteratura sostengono che i pirati abbiano iniziato ad essere associati al rum grazie al romanzo L’isola del tesoro, scritto nel 1883 da Robert Louis Stevenson. Nel romanzo, infatti, si parla della canzone del capitano Billy Bones, intitolata Quindici uomini sulla cassa del morto, che recita il famoso verso “yo-ho-ho e una bottiglia di rum!”
  • Sono molti i combattimenti e le battaglie che hanno avuto inizio a causa del grande consumo di rum da parte dei pirati. Alcuni bucanieri, però, furono anche traditi dal rum e catturati, proprio come successe con la nave del pirata Calico Jack. Questa, infatti, venne intercettata proprio mentre il capitano e il suo equipaggio dormivano ubriachi.
  • Dal 1650 al 1970, era obbligatorio dare ogni giorno del rum ai marinai britannici. Inoltre, quando c’era uno scontro, i capitani raddoppiavano la razione di rum per aumentare il coraggio dei propri uomini.

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Tradotto dall’articolo originale ¿Era el ron la bebida de los piratas?

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