I vini della Campania: un patrimonio da scoprire

Di Karin Mosca
I vini della Campania: un patrimonio da scoprire - Drinks&Co

Sapevi che la Campania vanta un numero di vitigni autoctoni che supera quello della Francia intera? Il territorio perlopiù collinare con una marcata diversificazione per zone, il terreno fertile e il clima mite, infatti, rendono la regione adatta alla coltivazione delle varietà più diverse (oltre 100!), con le quali si produce una lunga serie di vini sia rossi che bianchi.

Ma, se per quanto riguarda la gastronomia, la Campania è tra le regioni italiane più famose, in fatto di vino se ne conosce ancora poco. 

Storia enologica della Campania in sintesi

La Campania vanta una storia enologica antichissima. Sono stati i Greci a introdurre la vite nella regione, ed infatti le principali uve autoctone – tra cui Aglianico, Greco, Fiano, Falanghina, Biancolella e Piedirosso – sono di origine ellenica. Durante l’Impero Romano, i vini campani divennero piuttosto celebri e apprezzati, tanto da essere esportati anche all’infuori della penisola italiana attraverso gli strategici porti sul Mediterraneo. Il Falerno, il Caleno e il Faustiniano erano addirittura conosciuti come  “i vini degli imperatori”.

Durante il Medioevo, periodo buio per la vitivinicoltura in generale, anche la Campania soffrí un duro e lungo declino, velocizzato ulteriormente dall’arrivo della filossera verso la fine dell’800.

È solo verso gli anni ‘80 del XX secolo che ebbe inizio quella che è stata un’opera di valorizzazione dei vitigni e dei vini campani. Oggi, l’interesse verso il Greco di Tufo, il Fiano di Avellino, la Falanghina, il Taurasi e l’Aglianico è cresciuto notevolmente, tanto che la Campania è diventata il centro di interesse di molti amanti del vino italiano.

I vitigni campani

Come abbiamo già detto, sono le uve autoctone a far da padrone in Campania, in particolare quelle bianche. Tra queste ricordiamo l’Asprinio, la Falanghina, il Fiano, il Greco, il Coda di Volpe, il Pallagrello Bianco, il Biancolella e il Forastera

Tra le varietà autoctone a bacca rossa, invece, rientrano l’Aglianico, il Piedirosso (localmente chiamato Per’e Palummo), lo Sciascinoso, il Pallagrello Nero e il Casavecchia

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I vini campani

La Campania è suddivisa in 4 DOCG (Taurasi, Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Aglianico del Taburno), 15 DOC (Ischia, Capri, Vesuvio, Cilento, Falerno del Massico, Castel San Lorenzo, Aversa, Penisola Sorrentina, Campi Flegrei, Costa d’Amalfi, Galluccio, Sannio, Irpinia, Casavecchia di Pontelatone, Falanghina del Sannio) e 10 IGT (Colli di Salerno, Dugenta, Epomeo, Paestum, Pompeiano, Roccamonfina, Beneventano, Terre del Volturno, Campania, Catalanesca del Monte Somma). Ogni zona conta su delle caratteristiche uniche in termini di terroir, che riescono a rendere riconoscibili e a donare personalità ai vini che vi si producono.

Tra i vini più conosciuti, è d’obbligo nominare il Fiano di Avellino DOCG, prodotto, come intuibile, in provincia di Avellino dal vitigno Fiano, con l’eventuale aggiunta di Greco, Coda di Volpe bianca e/o Trebbiano. Dal profumo intenso e dal caratteristico sapore secco e armonico, con un retrogusto fruttato di pera, è un vino che ben si presta all’invecchiamento prolungato.

Il Greco di Tufo DOCG viene prodotto in otto comuni a nord di Avellino, e i vitigni previsti dal disciplinare sono il Greco e il Coda di Volpe bianca. Il Greco è una varietà antichissima importata dai colonizzatori greci dalla Tessaglia e che, in Campania, ha trovato le condizioni ideali per sviluppare delle caratteristiche organolettiche inimitabili.

Spostiamoci ora in un territorio unico: quello delle pendici del Vesuvio. I vini con denominazione Vesuvio DOC provengono da 15 comuni in provincia di Napoli e sono tutti prodotti con vitigni autoctoni, quali il Caprettone, la Falanghina, il Greco, la Palummina e l’Aglianico. È qui che nasce, ad esempio, il celebre Lacryma Christi nelle sue versioni bianco, rosso e rosé.

E poi, il mare. Il Costa d’Amalfi DOC proviene da vertiginosi terrazzamenti a picco sul mare, dove la vigna si alterna alle piante di limoni nello spettacolare panorama della Costiera Amalfitana. Un vino i cui sapori si arricchiscono delle note degli agrumi e della salsedine, facendosi perfetto rappresentante di uno dei tratti costieri più belli d’Italia.

Siete incuriositi? Ecco i nostri suggerimenti per conoscere o apprezzare ancora di più i favolosi vini della Campania:

 TAGS:Marisa Cuomo Costa d'Amalfi Bianco 2019

Marisa Cuomo Costa d’Amalfi Bianco 2019

Un bianco caratterizzato da un profumo elegante di acacia e fiori, erbe aromatiche, agrumi, pesca e frutta secca. All’assaggio, se ne può apprezzare fin da subito l’equilibrio e la vivace freschezza.

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Feudi di San Gregorio Greco di Tufo 2018

Questo Greco di Tufo proviene dai vigneti dei comuni di Altavilla Irpina e Prata di Principato Ultra. La qualità minerale tipica dei terreni della zona permette al vino di sviluppare una certa sapidità, che va ad arricchire ulteriormente le sue già notevoli caratteristiche organolettiche.

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Villa Dora Lacryma Christi del Vesuvio Rosso Gelsonero 2015

Elaborato con uve Piedirosso e Aglianico. Le viti possono raggiungere anche i 60 anni di età

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