Green Wine: i vini che difendono la Terra

“Il vino è la poesia della terra”: così scriveva Mario Soldati. Il 22 aprile si festeggia in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Terra, evento nato per sottolineare la necessità di conservare e proteggere le risorse naturali della Terra.

Green Wine: i vini che salveranno la terra - Uvinum

Il mondo del vino si è da sempre dimostrato attento a difendere l’integrità del territorio e a migliorare la sostenibilità della produzione vitivinicola. Vi presentiamo tre pratiche – quella della viticoltura biologica, biodinamica e naturale – che hanno in comune lo stesso obiettivo, quello di salvaguardare la Terra e rispettare la natura.

Vino biologico

Esiste una normativa che stabilisce in che modo un vino deve essere prodotto per essere definito biologico. Il Regolamento Europeo 203/2012 dispone che l’uva utilizzata sia coltivata evitando qualsiasi tipo di prodotto chimico di sintesi e mette al bando le varietà OGM. Sono vietate, quindi, concimazioni chimiche e antiparassitari sistemici che stimolino la produzione quantitativa della pianta a scapito di quella qualitativa, e che mettano in pericolo il prezioso equilibrio Terreno-Pianta-Clima.

Per la fertilizzazione dei terreni è preferibile ricorrere a concimi organici, mentre per difendere le piante dai parassiti si utilizzano trattamenti di origine naturale (rame, zolfo ed estratti di piante) o si ricorre alla pratica della lotta biologica, che consiste nell’introdurre organismi viventi nemici dei parassiti nell’ecosistema vigneto.

Anche la vinificazione è regolamentata. Ad esempio, per quanto riguarda i solfiti, la quantità massima consentita è di 100 mg/l per i rossi e 150 mg/l per i bianchi e i rosati.

Vino biodinamico

Pur non essendo ancora riconosciuta a livello legislativo, l’agricoltura biodinamica è regolamentata dall’Associazione Demeter ed è sempre più in voga anche nel nostro Paese. Lo scopo di questa pratica è quello di eliminare in modo definitivo l’utilizzo di prodotti chimici e di ridurre allo stesso tempo l’impiego di macchinari, il tutto basandosi sul corso naturale della natura, in particolare sulle fasi lunari. Caratteristica tipica di questo tipo di agricoltura è l’impiego di compost naturali da utilizzare in determinati periodi dell’anno.

Anche nel vino biodinamico, comunque, sono presenti dei solfiti, anche se in quantità limitata: 70 mg/l nei vini rossi, 90 mg/l nei vini bianchi e 60 mg/l nei vini frizzanti.

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Vino naturale

Con vino naturale – detto anche vino secondo natura, vino vero e vino artigianale – si intende un prodotto elaborato senza l’utilizzo di additivi chimici di sintesi e/o manipolazioni da parte dell’uomo. Le vigne, a bassa resa, sono trattate solo con sostanze naturali (zolfo e rame), mentre per la fermentazione e l’affinamento vengono utilizzati esclusivamente lieviti indigeni già presenti nell’uva.

I solfiti possono essere aggiunti solo nel caso in cui non se ne sviluppino naturalmente in quantità sufficiente durante la fermentazione alcolica. La quantità massima stabilita è di 30 mg/l per i vini rossi e rosati e 50 mg/l per i vini bianchi.

Vini Triple A e vini liberi

Negli ultimi anni sono nate altre due correnti di pensiero interessanti: quelle dei vini Triple A e quella die vini liberi.

Nato a Genova nel 2003, il movimento Triple A – Agricoltori, Artigiani, Artisti – lotta contro la standardizzazione del vino da parte delle multinazionali e a favore dell’unicità e della naturalità dei vini italiani. Il movimento adotta, quindi, tecniche agronomiche ed enologiche che evidenzino non solo le caratteristiche del vitigno e del terroir, ma anche la personalità del produttore. Anche nel caso dei vini Triple A, è vietato l’utilizzo di qualsiasi prodotto chimico e di lieviti selezionati.

Infine, l’Associazione Vino Libero, fondata nelle Langhe, si propone come scopo quello di sviluppare un’agricoltura capace di essere allo stesso tempo economicamente vantaggiosa e rispettosa dell’ambiente. No quindi a concimi di sintesi ed erbicidi, per produrre un vino che presenta il 40% in meno rispetto al limite previsto per legge di solfiti. Grazie all’Associazione, le aziende produttrici di vino adottano un tipo di coltivazione naturale senza aver bisogno di sborsare cifre molto alte per ottenere la certificazione bio.

 

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