Caffè corretto: un viaggio nella tradizione italiana

Di Karin Mosca
Il caffè corretto: tutte le varianti per prepararlo! - Drinks&Co

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Su cosa sia il caffè corretto siamo tutti d’accordo: un caffè a cui viene aggiunta qualche goccia di liquore o distillato. Quello su cui nasce la discussione, però, è proprio su quale sia il liquore o distillato migliore da aggiungere al proprio caffè. Alcuni sostengono sia la grappa, altri l’anice, altri ancora un liquore cremoso. La risposta? Beh, hanno tutti ragione!

La nascita del caffè corretto

La tradizione del caffè corretto è nata dagli operai dell’Italia settentrionale, in particolare quelli di Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Valle D’Aosta. Durante le loro pause, infatti, gli operai che lavoravano al freddo aggiungevano qualche goccia di grappa al caffè per difendersi dalle rigide temperature e scaldarsi un po’.

Da nord, l’abitudine di “correggere il caffè” si è diffusa poi in tutta Italia, ovviamente con varianti regionali in base al tipo di liquori e distillati disponibili e più popolari.

Con cosa correggere il caffè?

Iniziamo con una regola generale: non c’è una versione esclusiva del caffè corretto. Ognuno può aggiungere l’alcolico che preferisce, in base ai propri gusti e alle usanze del territorio in cui si trova.

In linea con la tradizione, uno dei distillati più usati per correggere il caffè è, senza ombra di dubbio, la grappa. Vi consigliamo, però, di evitare quelle monovitigno, in quanto il sapore intenso potrebbe compromettere quello del caffè. Preferite, quindi, la morbidezza di una grappa polivitigno, ancora meglio se invecchiata in legno.

In altre regioni, la grappa viene spesso sostituita con la sambuca e dal suo sapore unico, dolce, amaro e speziato allo stesso tempo. Ed è un obbligo ricordare anche l’italianissima “sambuca con la mosca”, rituale che consiste nell’aromatizzare la sambuca con un chicco di caffè. Non mancano, poi, le varianti del caffè corretto con anice, fresco e pungente, e mistrà, caratterizzato da un sapore più secco. Piccola curiosità: in alcuni bar del Salento è ancora usanza lasciare sul bancone una bottiglia di anice in modo che i clienti possano correggere a proprio piacimento il caffè.

La lista però continua. Seguono il brandy, il cui sapore e profumo si sposano alla perfezione con quelli del caffè, e le creme di whisky, come il famoso Baileys, che danno al caffè cremosità e corposità. Rum e whisky, invece, sono capaci di rendere un espresso ancora più forte e intenso. 

Non dimentichiamo, poi, del maraschino, liquore elaborato dai noccioli di amarena. Questa versione era la preferita dall’iconico personaggio Nico Giraldi, interpretato dall’intramontabile Tomas Milian.

E, infine, parliamo di combinazioni insolite. Provate ad aggiungere alcune gocce di liquore alla liquirizia o alla menta al vostro caffè. Siamo sicuri che il risultato vi stupirà!

Moretta marchigiana

Nella tradizione del caffè corretto spicca, senza ombra di dubbio, quella della Moretta di Fano. La tradizione vuole che la Moretta sia nata come bevanda calda ed energizzante per pescatori e carrettieri, costretti a duri turni di lavoro in condizioni meteorologiche difficili.

Típicamente servita in vetro, la Moretta è, in poche parole, un caffè espresso zuccherato a cui viene aggiunta una miscela alcolica a base di liquore all’anice, rum e brandy (o cognac) e della scorzetta di limone. Al bar viene preparata scaldando con l’erogatore di vapore della macchina del caffè, direttamente nel bicchierino, 3 cucchiaini della miscela alcolica, 2 cucchiaini di zucchero e una scorzetta di limone. Quando lo zucchero è completamente sciolto, si aggiunge il caffè espresso bollente, facendo cura a non mescolare gli ingredienti. Una delle caratteristiche fondamentali della Moretta, infatti, è la divisione in 3 strati ben distinti, composti da liquore, caffè e cremina del caffè. In casa, invece, si può preparare il caffè con la moka e scaldare gli altri ingredienti in un pentolino.

Ponce alla livornese

Un altro caffè che viene dal mare è il ponce alla livornese, bevanda che veniva servita ai pescatori prima di salpare. Come intuibile dal nome, si tratta di una variante del punch inglese, che veniva originariamente elaborato con tè, zucchero, cannella, limone e rum delle Antille. Il ponce, però, ha due differenze fondamentali: prevede caffè al posto del tè e “rum fantasia”, o “rumme”, al posto del rum caraibico. Per chi se lo stesse chiedendo, il rum fantasia è un’invenzione locale fatta con alcool, zucchero e caramello.

Proprio come la Moretta fanese, anche il ponce è un caffè “a strati” e si prepara con il beccuccio del vapore della macchina del caffè. Viene detto anche “ponce alla vela” in quanto viene servito con un triangolino di scorza di limone che ricorda, appunto, le vele delle barche.

un viaggio nella tradizione del caffè corretto: la moretta fanese - Drinks&Co

Rexentìn veneto

Degno di nota è anche quello che i veneti chiamano il rituale del Rexentìn. Il Rexentìn, o Raxentìn, non è altro che una specie di “risciacquo” della tazzina in cui si ha appena bevuto un caffè corretto. La tazzina, infatti, viene pulita aggiungendo un un po’ del liquore o distillato usato per la correzione, che poi viene bevuto.

Anche in Trentino-Alto Adige esiste questa usanza, conosciuta come Resentìn, ma che viene messa in pratica solo con caffè di moka.

Caffè alla valdostana

Il caffè alla valdostana, o café à la valdôtaine, è un modo comunitario di bere il caffè, tipico appunto della Valle d’Aosta. Richiede un contenitore apposito, chiamato “coppa dell’amicizia”, intagliato in un pezzo di legno e dotato di vari beccucci da cui bere. A turno, i commensali bevono dalla coppa il caffè, al quale sono stati aggiunti molti cucchiaini di zucchero, scorza d’arancio, scorza di limone e grappa valdostana o genepì, un liquore tipico a base di artemisia. 

Consigli su come preparare il corretto caffè corretto

  1. La regola generale è quella di non aggiungere più di 5 ml di liquore o distillato. In questo modo, riuscirete a preservare la cremosità del caffè.
  2. Fate raffreddare il caffè prima di aggiungere il liquore o il distillato, per non perdere la gradazione alcolica.
  3. Non zuccherate il caffè corretto: lo zucchero ne altererebbe il sapore! Se proprio non potete farne a meno, però, fatelo quando il caffè è ancora caldo. Inoltre, si consiglia lo zucchero di canna, un po’ meno dolce.
  4. Utilizzate un liquore o un distillato a temperatura ambiente. Solo così si mescolerà bene con il caffè, senza rovinarne il gusto o abbassarne troppo la temperatura.
  5. Evitate i liquori agli agrumi, che renderebbero il caffè acido. Anche i superalcolici come vodka o gin sono da bandire, in quanto renderebbero il caffè troppo amaro.
Il caffè corretto è una delle usanze "da bar" più note in Italia. Ecco tutte le varianti possibili - Drinks&Co

Il caffè corretto all’estero

Sebbene quella del caffè corretto sia una tradizione italiana, anche all’estero non mancano esempi di come il caffè venga spesso “rafforzato”.

Un esempio è il carajillo spagnolo, un caffè a cui viene aggiunto rum, whisky, orujo, brandy o cognac con della zeste di limone o dei chicchi di caffè. Sembrerebbe che l’origine del Carajillo risalga ai tempi della dominazione spagnola nei territori cubani, quando l’alcool nel caffè serviva per dare ai conquistadores il coraggio necessario alla lotta. Il nome, infatti, deriva proprio dalla parola spagnola per coraggio, “coraje”.

In Francia, e in modo particolare in Normandia, si usa correggere il caffè con il Calvados, un distillato elaborato con sidro di mele. In questo caso, la bevanda prende il nome di cafè-calva.

Anche in Svezia hanno una loro versione del caffè corretto, chiamato Kaffekask o Kaffegök, e la storia che si cela dietro la bevanda è piuttosto particolare. Secondo la leggenda, per evitare di sentire cantare il cuculo dopo aver mangiato e quindi impazzire, bisognava concludere il pasto con un caffè rafforzato con Akvavit. La parola “gök”, infatti, significa proprio cuculo.

Altro parente alla lontana del nostro caffè corretto è l’Irish Coffee, elaborato con panna e whiskey irlandese. Noi vi avevamo dato la ricetta in questo articolo

E voi, come preferite correggere il caffè?

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