Autore: karinmosca

La vodka e i suoi look

I produttori di vino non sono gli unici ad aver capito che una bella etichetta aiuta a far colpo sui consumatori. Anche le bottiglie di distillati, e in particolare di vodka, vengono spesso abbellite per far colpo sul pubblico.

La prossima volta che andrete in un bar o in un locale, buttate un’occhiata dietro al bancone. Le bottiglie di vodka sono diventate dai veri e propri oggetti di decorazione e, in molti casi, si bada più all’apparenza che al gusto in sé.

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Prima gli occhi

Oggi le bottiglie di vodka hanno assunto le forme più strane. La Crystal Head Vodka, marca fondata dall’attore Dan Aykroyd e dall’artista John Alexander, viene venduta in una bottiglia a forma di cranio, la cui idea è basata sulla leggenda dei 13 teschi di cristallo. La Vodka AnestasiA ha chiesto al designer canadese Karim Rashid di progettare una bottiglia che ricordasse, allo stesso tempo, il logo, la roccia da cui proviene l’acqua utilizzata nella produzione e la pietra vulcanica attraverso la quale viene filtrato il distillato. La Frozen Ghost punta sul sentimento d’angoscia, con la silhouette di un uomo intrappolato nella bottiglia. La Cîroc, vodka ultrapremium, ricorda le sue importanti origini (la sede si trova a Cognac, patria dell’omonimo distillato) grazie ad un’elegante bottiglia in vetro smerigliato. L’Absolut Vodka, invece, s’ispira ai flaconi dei medicinali del XVIII secolo, quando la vodka veniva venduta nelle farmacie svedesi come rimedio per, praticamente, qualsiasi disturbo.

Diciamoci la verità. Molti consumatori considerano la vodka un distillato neutro e non riescono a captare tutte le sfumature che differenziano una marca dall’altra. Ecco allora che la scelta ricade sulla bottiglia più bella, quella che può essere sfoggiata come soprammobile per rendere la propria casa più “cool”.Collaborazioni e limited edition: i segreti della vodka per catturare il pubblico - Uvinum

L’importanza dei colori

Secondo gli esperti del neuromarketing, quanto più una persona riesce a immaginarsi il sapore di un prodotto solo guardandolo, tanto è meglio. Per questo motivo, al momento di decorare una bottiglia si usano dei codici prestabiliti. I colori, per esempio, danno già un’idea sul gusto delle vodka aromatizzate: verde per la mela, arancione per la pesca, rosso per la fragola, giallo per il limone e così via.

Questione di moda

I produttori di vodka sanno che il loro prodotto viene perlopiù consumato in occasioni mondane. Molte marche puntano sull’immagine di “prodotto di lusso”, che deve essere sfoggiato con vanto nel privé di una discoteca e durante un evento privato. Per questo motivo, sono molte le collaborazioni con il mondo della moda. Victoria Secret, Moschino, Gareth Pugh e Roberto Cavalli sono solo alcuni dei brand che hanno prestato la loro immagine al mondo della vodka. La bottiglia, in questi casi, diventa un vero e proprio accessorio.

Vodka Limited Edition

Non dimentichiamoci poi delle numerose serie di vodka Limited Edition. Queste bottiglie sono diventate negli anni l’oggetto del desiderio di molti appassionati e collezionisti, un oggetto di culto e, a volte, delle vere e proprie opere d’arte.

Alcune di queste edizioni limitate sono diventate famosissime, grazie soprattutto ai grandi nomi che ne hanno firmato il packaging. A chiunque sarà capitato di vedere su una rivista, sui cartelloni pubblicitari o a casa di un amico la mitica bottiglia di Absolut Vodka decorata da Andy Warhol (se non sapete di cosa stiamo parlando, cercatela su Google e capirete).

Sempre basandosi sui concetti di unicità e attualità, le marche di vodka hanno pensato a bottiglie dedicate a precisi eventi o situazioni. La Vodka Absolut World, ad esempio, è firmata dall’illustratrice svedese Kari Modén ed è acquistabile solamente negli aeroporti: come spiega la maison, è una vodka dedicata esclusivamente ai viaggiatori. E sempre rimanendo in casa Absolut, chi non conosce la mitica Rainbow, ispirata alla bandiera LGBT.

Sei anche tu affascinato dal mondo della vodka? Ecco alcuni suggerimenti:

 TAGS:Crystal Head Vodka

Crystal Head Vodka

Si dice che la Crystal Head Vodka sia la vodka più pura del mondo. Il distillato viene filtrato ben sette volte attraverso dei cristalli, meglio noti come diamanti di Herkimer. Nessuna traccia di additivi, oli e zuccheri.

 TAGS:Cîroc Vodka

Cîroc Vodka

Cîroc è la vodka più sofisticata al mondo, prodotta esclusivamente con uve Mauzac Blanc e Ugni Blanc. Viene elaborata attraverso la macerazione, la fermentazione e la conservazione a freddo e distillata per ben cinque volte.

 TAGS:Absolut Vodka

Absolut Vodka

Nel 1879, Lars Olsson Smith introduce la distillazione continua, che gli consente di produrre la sua vodka Absolut Rent Brännvin. Smith utilizza solo ingredienti naturali, acqua e frumento invernale di Åhus, la sua città natale in Svezia. Con gli anni la vodka cambia nome, ma non il metodo di produzione.

Obesità: si contrasta con il vino rosso!

È un fatto abbastanza risaputo che il vino rosso abbia effetti benefici sulla salute. Non tutti sanno, però, che questa bevanda tanto amata sembrerebbe aiutare anche ad evitare l’obesità. Oggi, in occasione dell’Obesity Day, la giornata mondiale dedicata alla prevenzione e alla cura dell’obesità, vi diamo qualche informazione in più.

Obesity Day: il vino aiuto aiuterebbe ad evitare l'obesità - Drinks&Co

La ricerca del King’s College di Londra

Secondo una ricerca condotta dai ricercatori del King’s College di Londra, guidati dalla Dott.ssa Caroline Le Roy e dal Prof. Tim Spector, i consumatori di vino rosso svilupperebbero una microflora intestinale più diversificata rispetto ai consumatori di altre bevande alcoliche, come vino bianco o birra. I polifenoli* contenuti nel vino rosso, infatti, sarebbero un vero e proprio toccasana per molti batteri e funghi benefici che si trovano nell’intestino, e aiuterebbero a riequilibrare il rapporto tra “batteri buoni” e “batteri cattivi”. Tutto ciò si traduce in un importante aiuto per il sistema immunitario e per il controllo del peso e del colesterolo cattivo.

La ricerca, pubblicata sulla rivista specializzata Gastroenterology, è stata condotta su un gruppo di 458 coppie di sorelle gemelle provenienti dal Regno Unito, a cui è stato chiesto di bere birra, sidro, vino rosso, vino bianco ed altre bevande alcoliche. Gli effetti benefici sul microbioma intestinale sono stati verificati solo sulle donne consumatrici di vino rosso. Per arrivare alla loro conclusione, i ricercatori hanno tenuto conto anche di altri fattori, come l’età dei soggetti, il peso, la dieta quotidiana e lo status socioeconomico.

Naturalmente, stiamo parlando di dosi moderate: un bicchiere di vino rosso ogni due settimane circa. Un consumo eccessivo di vino, infatti, potrebbe seriamente compromettere la salute.

 

*Polifenoli: sostanze chimiche di difesa presenti in numerosi tipi di frutta e verdura. Tra le maggiori proprietà benefiche dei polifenoli rientra quella antiossidante, che aiuta a ridurre l’invecchiamento delle cellule e la proliferazione delle cellule tumorali. Sono presenti in grande quantità nelle bucce dell’uva.

 

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I vini Triple “A” – Agricoltori, Artigiani, Artisti

Ogni produttore di vino è, allo stesso tempo, un agricoltore, un artigiano e un artista: di questo sono convinti i sostenitori del movimento Triple “A”. Di cosa si tratta? Ve lo spieghiamo noi!

I vini Triple “A” – Agricoltori, Artigiani, Artisti - Drinks&Co

Il movimento

Il movimento Triple “A”, nato a Genova nel 2003, si schiera contro la standardizzazione del vino. Oggi, infatti, le multinazionali del settore vinicolo adottano tecniche agronomiche ed enologiche “in serie”, che pregiudicano le caratteristiche uniche e naturali delle diverse varietà di uva e del territorio. I caratteri organolettici, quindi, vengono uniformati e perduti a favore di una produzione abbondante e destinata al consumo di massa.

In che modo le multinazionali uniformano la produzione di vino? Semplice, utilizzando prodotti chimici nella vigna e lieviti selezionati in laboratorio durante il processo di vinificazione. Queste due pratiche sono assolutamente abolite dal movimento Triple “A”, che preferisce adottare azioni rispettose dell’ambiente per la cura delle piante e che predilige una produzione la meno interventista possibile.

Perché le tre “A”?

  • Agricoltori: Per produrre un vino di qualità, è necessario instaurare un rapporto corretto tra uomo e pianta, basato esclusivamente su interventi naturali. Solamente chi coltiva in prima persona il vigneto è in grado di farlo. Inoltre, è necessario che il vignaiolo conosca bene il terroir e l’uva con cui ha a che fare, in modo da poterli rappresentare al meglio nel prodotto finale.
  • Artigiani: Per non alterare le caratteristiche naturali dell’uva e, di conseguenza, modificare la struttura del vino, il vignaiolo deve conoscere ogni singolo passaggio del processo produttivo, proprio come se fosse un artigiano. Il vino diventa espressione del proprio savoir-faire.
  • Artisti: Fare vino è un’arte, oltre che un gesto d’amore. Il produttore possiede quella sensibilità artistica che gli permette di rispettare la sua “opera”, facendone risaltare i caratteri peculiari che derivano dal terroir e dal vitigno.

Vino e movimento Triple A: di che si tratta? - Drinks&Co

Caratteristiche dei vini Triple “A”

Per produrre dei vini Triple “A”, si devono seguire norme precise:

  • Selezione massale delle viti, per scartare le piante con difetti.
  • È vietato utilizzare sostanze chimiche di sintesi che non rispettino la vite e i suoi cicli naturali.
  • È necessario utilizzare uve perfettamente sane e raccolte una volta raggiunta la maturazione fisiologica.
  • Ai mosti non viene aggiunta né anidride solforosa né altri additivi. L’anidride solforosa può essere aggiunta, ma solo in minime quantità, al momento dell’imbottigliamento.
  • È vietato utilizzare lieviti selezionati. Sì, invece, ai lieviti indigeni.
  • È vietato attuare interventi chimici o fisici prima e durante la fermentazione alcolica. È consentito solo il semplice controllo delle temperature.
  • Il vino matura sulle fecce fini fino all’imbottigliamento.
  • È vietato correggere qualsiasi parametro chimico.
  • È vietato chiarificare e filtrare il vino prima dell’imbottigliamento.

Siete curiosi di provare questi vini rispettosi dell’ambiente e dell’unicità?

 TAGS:Foradori Teroldego Sgarzon 2016

Foradori Teroldego Sgarzon 2016

Il Foradori Teroldego Sgarzon 2016, vino rosso della DOC Weinberg Dolomiten, è prodotto con uve 100% Teroldego Rotaliano. Presenta intense note di mora e mirtillo, spezie e fiori di campo. Il sapore della montagna in bottiglia!

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Arianna Occhipinti Sp 68 Bianco Sicilia 2018

Arianna Occhipinti Sp 68 Bianco Sicilia 2018 è dedicato alla Strada Provinciale 68, la strada che ogni giorno gli agricoltori devono fare per arrivare alle vigne, oggi come tremila anni fa. Lasciati incantare dalle note, tutte siciliane, di timo, rosmarino, arancia, miele e mandorla.

Parola d’ordine: alcohol free!

Ricordate Sheldon che, in The Big Bang Theory, ordinava a Penny un Virgin Cuba Libre? Praticamente una cola… e anche light! Nel 2019, però, non sono solo i nerd a non amare l’alcol, ma i giovani in generale. Anzi, sembrerebbe che sia in atto una vera e propria no alcohol revolution!

Alcohol free: vini, birre e distillati analcolici sono di moda - Drinks&Co

Una generazione analcolica!

I giovani d’oggi amano la sobrietà. Questo è quanto è emerso dall’ultimo rapporto del progetto Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), che propone uno studio sulle “abitudini alcoliche” dei giovani europei. Le percentuali parlano chiaro: se nel 2007, in Italia, circa il 90% degli studenti aveva consumato alcol almeno una volta nella vita, nel 2019 la percentuale si è abbassata all’84%. Inoltre, solo il 57% conferma di consumare bevande alcoliche, un notevole miglioramento rispetto agli anni passati, soprattutto se si considera che l’ultima diminuzione risale al 2003 (63%).

Chi produce vini e liquori sa che i prodotti devono adattarsi ai tempi che corrono. I nuovi consumatori, infatti, sono giovani consapevoli, molto più rispetto alle generazioni passate, dei rischi legati al consumo di alcol. Sono persone che hanno a cuore il benessere e la salute, sia mentale che fisica, e che non vogliono cadere in eccessi. Questo, però, non significa rinunciare all’aperitivo dopo il lavoro o al cocktail del sabato sera.

Vini, birre e distillati senza alcool sono di moda! - Drinks&Co

Vini, birre e distillati senza alcol

Oggi, a chi non ama bere, non rimane solo la solita scelta tra uno stucchevole analcolico alla frutta e una poco salutare bibita gassata. I giovani d’oggi ricercano gusti più raffinati e interessanti, ma anche bevande capaci di emanare un certo glamour! Ecco allora che la lista dei prodotti a loro disposizione si allarga a dismisura: vini, birre e perfino distillati alcohol free hanno fatto il loro (trionfale) ingresso nei bar e nei locali più alla moda.

Vini e birre senza alcol sono presenti da ormai un po’ di tempo sugli scaffali dei supermercati, ma si deve precisare che col tempo la loro qualità è di molto aumentata. Prima si trattava, infatti, di “succhi d’uva” o bevande estremamente zuccherate e/o fruttate per bilanciare l’assenza di alcol. Quelli di oggi, invece, grazie ai nuovi metodi di vinificazione e birrificazione, sono prodotti dal gusto più ricercato, molto simile a quello di un normale vino o di una normale birra, senza però il tipico “bruciore” in gola che lascerebbe l’alcol (e senza le conseguenze su fisico e mente).

Gli amanti della mixologia, poi, possono soddisfare la loro voglia di cocktail con gin erbacei, whisky affumicati e distillati difficili da classificare che non hanno nulla da invidiare ai classici. Insomma, non ci sono più scuse per non prendersi cura della propria salute!

 

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Festa dei nonni: le bottiglie per un regalo speciale

I nonni sono fatti per viziarci e coccolarci, ma oggi i festeggiati sono loro! Se non avete ancora pensato a un regalo per la Festa dei Nonni, vi faranno comodo i nostri consigli.

Festa dei nonni: regala una bottiglia di vino o di liquore- Drinks&Co

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Calabretta Nerello Mascalese Nonna Concetta 2015

C’è forse un regalo per i nonni migliore che un vino dedicato a una nonna? Il “Nonna Concetta” Nerello Mascalese della cantina Calabretta è un vino elaborato secondo i dettami del movimento Triple A, con uve provenienti da viti plurisecolari coltivate in agricoltura biologica. Massimiliano, appartenente alla quarta generazione di viticoltori della famiglia Calabretta, ha voluto dedicare questo vino rosso, potente e corposo, alla nonna Concetta che, dopo la seconda guerra mondiale, aiutò il marito Salvatore a rendere l’azienda di famiglia un punto di riferimento per l’enologia siciliana. 

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Gerry Scotti Giorgi Nato In Una Vigna Regiu Barbera 2018

Gerry Scotti è uno dei personaggi più amati della televisione italiana. I vini della sua linea “Nato in una vigna” vogliono essere un omaggio alla sua famiglia e alle sue origini. Uno dei momenti dell’infanzia a cui il presentatore è più legato è il periodo della vendemmia, quando grandi e piccini si univano in campagna per la raccolta dell’uva. Inoltre, la leggenda vuole che alla madre di Gerry si siano rotte le acque proprio mentre si riposava all’ombra di un melograno vicino alla vigna dove lavoravano il marito e il suocero. Questo Regiù Barbera 2018 è un vino vellutato, di grande struttura e persistenza, il cui bouquet sprigiona aromi di frutta rossa matura. Se poi pensiamo che “regiù”, in molti dialetti lombardi, significa “capo famiglia”, questo vino risulta particolarmente adatto a un nonno, non vi pare?

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I nonni e le loro storie: uno dei ricordi più belli legati all’infanzia. Ecco un vino che promette di farci sentire come in una fiaba: il Moscato dolce “C’era una volta” di Losito e Guarini. Si tratta di uno spumante ottenuto da uve 100% Moscato Bianco dell’Oltrepò Pavese, dal bouquet fruttato e floreale, e dal sapore dolce e fresco. Ottimo da stappare al momento del dolce, meglio se con la famosa torta della nonna.

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Vecchio Amaro del Capo Riserva del Centenario

Il Vecchio Amaro del Capo Riserva del Centenario è una limited edition del 2015 dedicata ai 100 anni della mitica Distilleria Caffo. Per celebrare questa speciale occasione, la distilleria ha ideato una ricetta esclusiva, che prevede l’utilizzo di erbe, fiori e frutti della Calabria e di pregiate acquaviti di vino invecchiate in botti di rovere di Slavonia. Il gusto caldo di agrumi, frutta candita, zafferano e spezie dolci ne fa un prodotto ricercato e raffinato, confezionato in una bottiglia numerata per renderlo ancora più speciale!

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S. Marzano Borsci Elisir

Il San Marzano di Borsci è forse uno di quei liquori un po’ dimenticati dalle nuove generazioni, ma che è tanto caro ai nostri nonni. Probabilmente, se apriste il mobiletto dei liquori, ne trovereste una bottiglia semivuota aperta da chissà quanti anni! Questa “Specialità Orientale”, però, merita di essere riscoperta. Forse i vostri nonni lo conoscono meglio come l’Elisir di Borsci, così chiamato in riferimento alla leggenda della pietra filosofale, capace di trasformare in oro i metalli. Infatti, grazie al suo sapore né troppo dolce né troppo amaro, questo liquore rende migliore ciò che è già si per sé buonissimo: usatelo per correggere il caffè e per insaporire dolci e gelati.

Oktoberfest: vivere la festa come un vero tedesco!

Anche quest’anno, l’Oktoberfest è già iniziata: O’zapft is!

Nonostante la festa sia replicata praticamente ovunque, anche in Italia, quella di Monaco di Baviera continua a emanare un fascino particolare e a essere una meta ambita per tantissimi appassionati di birra. Se quest’anno vi recherete in Germania per festeggiare la vera Oktoberfest, la d’ Wiesn, vi consigliamo di seguire questi semplici ma utili consigli.

I consigli per vivere lOktoberfest come un vero tedesco - Drinks&Co

Riservate un tavolo

L’Oktoberfest non sarebbe la stessa cosa senza i tradizionali tendoni capaci di ospitare oltre 6.000 persone. Come potete immaginare, però, la gente è disposta a scannarsi pur di sedersi a un tavolo, anche perché non è possibile ordinare se non si è seduti. Vi consigliamo di riservare con anticipo o, se siete più pazienti, iniziare a fare la fila già dalle prime ore del mattino. E una volta che sarete seduti, evitate di alzarvi per andare in bagno o a fumare: ci sarà sempre qualcuno pronto a rubarvi il posto!

Ein Maß, bitte!

Per ordinare un boccale di birra da un litro, basterà dire “Ein Maß, bitte!” (pronunciato “ain mass, bitte”). Ricordatevi che nei tendoni e presso gli stand è possibile pagare solo in contanti, quindi lasciate a casa le carte di credito. Inoltre, sappiate che non è possibile portarsi a casa il bicchiere (c’è chi vi controlla!).

Cosa mangiare allOktoberfest - Drinks&Co

Mangiate qualcosa per evitare la sbronza

Per evitare la sbronza, si sa, bisogna “fare fondo”. Le specialità non mancano di certo: potete scegliere tra brezel, stinchi di maiale (Haxe), creme di formaggi (Obatzda), pollo arrosto (Hendl) e Lebkuchenherz, i tipici biscotti di pan di zenzero a forma di cuore.

Non portatevi lo zaino

Nei tendoni non è possibile accedere con zaini ingombranti. Preferite, quindi, marsupi e piccole borse. Cosa portare? Beh, contanti, cellulari per scattare foto per Instagram e, perché no, qualche pastiglia per alleviare un’eventuale sbornia!

Vestitevi come dei veri bavaresi!

Volete mimetizzarvi per bene? Allora non vi resta che vestirvi a tema. Per le ragazze è quasi d’obbligo il Dirndl, il tradizionale abito della Germania Meridionale, composto da una camicetta bianca, un grembiule colorato e una sottogonna. Attenzione alla posizione del fiocco del grembiule: allacciato sulla sinistra significa “single”, sulla destra “occupata”. Gli uomini, invece, dovranno indossare i Lederhose, i tipici pantaloni di pelle, i Loferl, gli scaldamuscoli di lana spessa, e le Haferlschuhe. Se poi volete esagerare, mettetevi in testa un Trachtenhut, il classico cappello stile alpino in feltro.

Oktoberfest: Fatevi un giro al luna park! - Drinks&Co

Fate un giro al luna park

Sembrerà strano dirlo, ma l’Oktoberfest nasce come una festa per le famiglie. Oltre ai famosissimi tendoni, sono tante le attrazioni e le giostre che vengono installate nell’area della festa per intrattenere il pubblico più giovane e non! Fatevi un giro sulla Ruota Panoramica, sul Taboga o sulla Ruota del Diavolo, un disco rotante che gira a velocità sempre più alte! Se avete alzato un po’ troppo il gomito, però, evitate pure quest’ultimo consiglio!

Ciak, si beve! I drink resi celebri dalla TV

Quante volte abbiamo sognato di trasportarci nella nostra serie TV preferita e vivere almeno una giornata con i nostri beniamini? Magari bere qualcosa insieme a loro al bar. Ecco, allora, cosa dovreste ordinare per fare bella figura con Homer, JD, Carrie e Karen.

Duff, Cosmopolitan e Appletini: i drink resi celebri dalle serie TV - Drink&Co

Birra Duff – I Simpson

“Tutti noi abbiamo bisogno di credere in qualcosa: io credo che tra un attimo mi farò una birra.”

C’è forse una puntata in cui Homer non si fa una birra? La Duff, infatti, è una vera e propria protagonista nella longeva serie animata ideata da Matt Groening. La bevanda prende ispirazione dalle classiche birre americane di massa, economiche e di qualità scarsa.

La Duff, con gli anni, è diventata talmente celebre che è normale che qualcuno abbia provato a lanciare il marchio anche nella realtà. Le prime “imitazioni” sono apparse in Australia. Negli anni ’90, l’azienda Lion Nathan creò la propria Duff Beer, la cui produzione, però, fu presto interrotta in seguito a una causa legale avanzata (e vinta) dalla Fox, che detiene i diritti sul merchandising dei Simpson negli USA e in Australia, appunto. Successivamente, nel 2006, l’imprenditore messicano Rodrigo Conteras iniziò a commercializzare la sua Duff in Sudamerica, Europa (anche in Italia) e Asia, dove la casa di produzione non poteva far valere i diritti di copyright.

Qualche anno fa, la Fox ha finalmente deciso di lanciare la Duff ufficiale sul mercato, in modo da bloccare ulteriori contraffazioni. La ricetta di questa premium lager è stata ideata dal birraio inglese Paul Farnsworth, e presenta un aroma al caramello con accenni fruttati.

Appletini – Scrubs

“Un melatini per favore. Vacci piano con il tini.”

Il Dottor John Dorian, JD per gli amici, dopo un’altra estenuante giornata passata in ospedale, ama rilassarsi, in compagnia dell’inseparabile Turk, con il suo cocktail preferito: l’Appletini, o Melatini nella versione italiana. Si tratta di un cocktail semplice, preparato con vodka e succo di mela e presentato nella classica coppetta Martini. JD, però, non è un gran bevitore, per questo chiede sempre ai barmen di stare “easy on the tini!”, cioè di mettere poca vodka.

In una delle puntate, il cocktail costa caro a JD, che è costretto a sborsare ben 100 dollari!

Scrubs, Sex & The City, I Simpson, Will & Grace: i cocktail resi famosi dalle serie TV - Drinks&Co

Cosmopolitan – Sex & The City

“Ciao, per favore, vorrei un cheeseburger, patatine fritte e un Cosmopolitan.”

Ritorna la coppetta Martini, ma questa volta per parlare di un cocktail iconico: il Cosmopolitan. Il Cosmopolitan – i cui ingredienti sono Vodka, triple sec ( o Cointreau), succo di limone e succo di mirtillo rosso – era già in voga in tutti i locali di Manhattan nei primi anni ’90. A rendere trendy questo drink in tutto il mondo, però, ci ha pensato la serie Sex and The City, andata in onda dal 1998 al 2004.

Carrie Bradshaw e le sue amiche non bevevano altro che “Cosmo”, il cui bel colore rosato lo rendeva un “accessorio” adatto a ogni loro outfit. Ormai divenuto un simbolo di eleganza e mondanità, il drink conobbe un vero e proprio boom negli anni della messa in onda della serie. Berlo era un po’ come stare a New York!

Dry Martini – Will & Grace

“Un altro martini tesoro… e non occupare spazio con quelle inutili olive.”

Karen Walker è una dei quattro protagonisti della serie Will & Grace. Milionaria, politicamente scorretta e pluridivorziata, ama i vestiti delle grande firme, i sonniferi e…i superalcolici! Karen non sarebbe Karen se non avesse sempre in mano una bella coppetta con dentro il suo cocktail preferito, un Martini Dry: Gin, Vermut Dry e scorza di limone. In effetti, ha ragione sulle olive: il cocktail va servito senza, altrimenti diventa un Dirty Martini.

Una menzione particolare, poi, merita Sheldon Cooper, protagonista di The Big Bang Theory, che al bar ordina un Virgin Cuba Libre. Una cola, in pratica, e pure light!

 

 TAGS:Vodka Finlandia

Vodka Finlandia

Questa vodka nasce in Finlandia, terra dove il sole in estate non tramonta per ben 72 giorni. Nel 2011, Vodka Finlandia ha vinto il premio di Migliore Vodka al Mondo alla Ultimate Spirits Challenge.

 TAGS:Cointreau

Cointreau

Il Cointreau è un liquore ottenuto dalla distillazione, in alambicchi di rame, di scorze, fiori ed olii essenziali di arance provenienti dalla Spagna, dall’Africa e dal Brasile. Perfetto alleato di tutti i barmen!

Settembre, è tempo di vendemmia!

Sono i giorni più belli dell’anno. Vendemmiare, sfogliare, torchiare non sono neanche lavori; caldo non fa più, freddo non ancora; c’è qualche nuvola chiara, si mangia il coniglio con la polenta e si va per funghi.

Così Cesare Pavese descriveva i giorni della vendemmia nel suo ultimo romanzo, La luna e i falò. Ma, esattamente, cosa si intende per vendemmia?

Vendemmia: come si svolge e perché é importante condurla bene - Drinks&Co

Che cos’è la vendemmia?

Con il termine vendemmia si indica la raccolta dell’uva destinata alla produzione del vino. I frutti, una volta raccolti, vengono poi trasportati in cantina, dove iniziano il processo di vinificazione. Un tempo, la vendemmia riuniva le famiglie e gli amici, che lavoravano insieme nei campi e festeggiavano con ricchi banchetti. Oggi, sebbene non sia più come quella dei “bei vecchi tempi”, la vendemmia mantiene comunque un significato rituale, un momento atteso da tutti i lavoratori che si sono presi cura delle vigne durante l’anno.

La raccolta può avvenire in tre periodi diversi: agosto-settembre, settembre-ottobre e ottobre-novembre. Le uve vengono raccolte quando raggiungono la giusta maturazione, cioè quando nell’acino il rapporto tra gli zuccheri e gli acidi ha raggiunto il valore ottimale. Inoltre, va valutata anche quella che è chiamata la “maturazione fenolica”, ossia quando gli aromi e i profumi sono completamente sviluppati.

La vendemmia può essere sia manuale che meccanica. La prima modalità richiede dei tempi maggiori, per questo viene normalmente adottata quando si devono produrre vini di alta qualità. I grappoli vengono raccolti e selezionati singolarmente dagli operatori. La seconda modalità, invece, viene condotta con macchine vendemmiatrici capaci di scuotere gli acini, orizzontalmente o verticalmente, staccare i grappoli dalla pianta e raccoglierli prima che questi cadano a terra. Ovviamente, i tempi e i costi vengono notevolmente ridotti.

Le regole della vendemmia

Durante la vendemmia, è necessario prestare attenzione alla qualità dell’uva che si sta raccogliendo. Ad esempio, non si deve raccogliere l’uva bagnata, in quanto potrebbe rovinare il mosto. Inoltre, vanno evitate le ore più calde: il calore potrebbe far fermentare l’uva una volta che questa venga staccata dalla pianta. Per evitare che ciò accada, la vendemmia avviene quasi sempre durante le prime ore del mattino, se non addirittura di notte.

Una volta raccolta, l’uva deve essere riposta in contenitori dalla capienza limitata, per evitare che gli acini si schiaccino sotto il peso degli altri grappoli. Non appena possibile, l’uva deve essere portata in cantina, prima che i processi di macerazione e fermentazione inizino spontaneamente quando i frutti sono ancora nelle cassette.

Ora che abbiamo capito quanto una vendemmia ben condotta sia di fondamentale importanza per la qualità finale del vino, perché non ce ne godiamo un buon calice?

 TAGS:Cordero di Montezemolo Barbera d'Alba 2018

Cordero di Montezemolo Barbera d’Alba 2018

Il Cordero di Montezemolo Barbera d’Alba 2018 è ottenuto dall’assemblaggio di uve Barbera provenienti da vari vigneti della tenuta Monfalletto. È un vino complesso, con un bouquet che sprigiona note di mora, prugna, cacao e liquirizia. In bocca, sorprendono il sorso pieno e i tannini morbidi. Ottimo da accompagnare a piatti della tradizione culinaria piemontese.

 TAGS:Emidio Pepe Cerasuolo d'Abruzzo 2018

Emidio Pepe Cerasuolo d’Abruzzo 2018

Emidio Pepe Cerasuolo d’Abruzzo 2018 è elaborato con uve Montepulciano vinificate in bianco. Si tratta di un vino rosato dai profumi di confettura di fragola e lamponi, arricchiti da delicate sfumature di fiori ed erbe. Fresco e profondo allo stesso tempo, presenta un sorso pieno e un gusto persistente.

7 birre belghe da scoprire

Il Belgio, si sa, è il paradiso per gli amanti della birra. Nonostante la produzione di questa bevanda risalga già al Medioevo, quella dello “stile belga” iniziò solo nel 1904, quando un gruppo di studenti birrai ideò una birra da presentare all’Esposizione Universale di Liegi dell’anno successivo. La Ligue des Brasseurs – Lega dei Birrai – aveva, infatti, organizzato una competizione per promuovere uno stile nazionale che potesse distinguersi e competere con le lager tedesche, le ale inglesi e le pilsner ceche, che presentavano già una propria personalità ben definita.

Da allora, i belgi non si sono più fermati e, dal 2016, la Cultura della Birra Belga è stata iscritta nell’elenco del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

Sette birre belghe da provare - Uvinum

 

La Tripel Karmeliet

Nata nel 1996 secondo un’antica ricetta del 1679, questo piccolo gioiello di alta fermentazione ha una gradazione alcolica non inferiore all’8,4%. Si ottiene da tre cereali: orzo, frumento e avena. La leggenda vuole che sia stata creata seguendo una ricetta dei frati carmelitani di Dendermonde, da cui il nome “Tripel Karmeliet”. Si dice anche che venga aggiunto dell’olio essenziale di una pianta segreta per renderne il gusto ancora più originale.

La Chouffe

La Chouffe è un po’ come il vino bianco francese: perfetta per ogni occasione! È una birra bionda a tripla fermentazione e ad alto contenuto alcolico, più dell’8%! La Chouffe è particolarmente apprezzata in Belgio soprattutto per i suoi aromi di fiori d’arancio e mela acida. Non è considerata di certo tra le più speciali, ma questa pale ale particolarmente forte rientra di diritto tra i prodotti tipici del suo paese.

La Chimay Bleue

Qui il contenuto alcolico sfiora il 9%. Con il suo colore scuro, i potenti aromi di spezie pregiate e il suo sapore secco con note caramellate, la Chimay Bleue delizia gli amanti delle sensazioni forti.

La Kasteel Rouge

Generalmente sconosciuta al di fuori del Belgio, la Kasteel Rouge presenta un sapore di ciliegia molto dolce. Kasteel (che significa “castello” in olandese, da cui l’etichetta) è prodotto dalla fabbrica di birra Van Honsebrouck. Nonostante la dolcezza, in bocca lascia anche una certa acidità sul finale e un leggero retrogusto amaro. Anche in questo caso, il tasso alcolico non scende al di sotto dell’8%.

La Bush Ambrée

Con il 12% di alcool, la Bush Ambrée si conferma una delle birre più forti. O meglio, come dice la sua etichetta, “la più forte del Belgio“. Ideata dai fratelli Dubuisson nel 1933, è apprezzata soprattutto per il suo carattere potente.

La Kwak e il suo bicchiere tra le 7 belghe da provare - Uvinum

La Kwak

Parliamo ora di una delle birre più antiche, inventata dal birraio Paul Kwak nel lontanissimo 1791. Dalla gradazione alcolica dell’8,4%, la Kwak è nota soprattutto per il bicchiere in cui viene servita, chiamato “verre du cocher” – “bicchiere del cocchiere”. Questo bicchiere ha un fondo sferico che sale gradualmente in forma svasata, il tutto sostenuto da una piccola struttura in legno. La Bosteels Brewery, che produce la Kwak, ha anche presentato una denuncia contro i produttori di un’altra marca di birra per aver cercato di copiare l’insolito contenitore.

L’Orval

L’Orval prende il nome dall’Abbazia di Orval in cui viene prodotta. Si tratta, quindi, di una vera e propria trappista belga in tutto il suo splendore. Con la sua gradazione alcolica unica del 6,2% e la riconoscibile amarezza, è sempre stata apprezzata da tutti gli amanti della birra fin dalla sua creazione nel 1932!

 

 

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Kwak 75cl

Scopri la Kwak, una delle birre belghe più antiche, la cui ricetta risale al 1791! Se sei un amante delle birre, non puoi non provarla!

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Mc Chouffe 75cl

Prodotto tipico del suo paese, La Chouffe rende omaggio alla tradizione belga e alle sue leggende anche attraverso la sua etichetta, raffigurante uno gnomo dal cappello rosso. 

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Chimay Grande Reserve 75cl

Birra scura trappista proveniente dal Belgio, Chimay Grande Reserve 75cl regala al naso sentori di caramello e zucchero, che in bocca si evolvono in note di frutti neri piacevolmente amare.

Vino italiano: come si legge un’etichetta?

Sei un amante del vino e vorresti capirne un po’ di più su ciò che stai bevendo? Sappi che l’etichetta è una fonte, anche se a volte incomprensibile, di informazioni. Ti spieghiamo noi come fare per decifrarla!

Vino italiano: come leggere un'etichetta - Uvinum

Come leggere un’etichetta di vino

Innanzitutto, dobbiamo ricordare che il Regolamento CE 607/2009 impone uno standard di etichettatura per i vini a tutti i paesi della Comunità Europea. Fatta questa precisazione, passiamo alle informazioni che si incontrano sull’etichetta di un vino italiano:

  • Annata: Spesso si trova sulla parte anteriore dell’etichetta. È obbligatoria solo per i vini con denominazione, esclusi i vini spumanti, frizzanti e liquorosi. L’85% delle uve utilizzate nell’elaborazione deve appartenere all’annata indicata.
  • Allergeni: Va dichiarata la presenza di solfiti, uova e latte.
  • Categoria del prodotto: Viene indicata la tipologia del vino. È una dicitura obbligatoria solo per i vini senza denominazione o indicazione di origine.
  • Denominazione: Viene indicata l’eventuale DOP (Denominazione di origine protetta) o IGP (Identificazione Geografica Protetta). In alternativa, vengono indicate le diciture DOC (Denominazione di origine controllata), DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita) o IGT (Identificazione Geografica Tipica).
  • Grado alcolico: È necessario indicare la quantità (ml) di alcol etilico presente in 100 ml del vino. Viene espresso in % Vol.
  • Imbottigliatore: Indica il nome, o la ragione sociale, il comune e il paese di chi ha imbottigliato il vino. Per gli spumanti, viene indicato solo il venditore o il produttore.
  • Lotto: Indica l’insieme di bottiglie o damigiane prodotte e/o confezionate in circostanze identiche. Serve a identificare la bottiglia.
  • Provenienza: Viene indicato il paese in cui è stato prodotto il vino.

Per gli spumanti, inoltre, è obbligatorio indicare il tenore zuccherino (extra brut, brut, extra sec, sec, demi sec, dolce).

Informazioni facoltative

Esistono poi delle diciture facoltative valide solo per i vini DOC e DOCG:

  • Classico: È un vino prodotto nella zona con la tradizione più antica all’interno della DOC.
  • Imbottigliato all’origine /  imbottigliato dall’azienda agricola / imbottigliato dal viticoltore: Indica un vino che è stato imbottigliato dal produttore stesso.
  • Integralmente prodotto da…: Questa dicitura può essere aggiunta quando il vino è stato prodotto con uve raccolte in vigneti di proprietà dell’azienda, che sono poi state vinificate nella stessa. 
  • Riserva: Indica un vino sottoposto a un invecchiamento più lungo rispetto a quello minimo definito dal disciplinare. L’invecchiamento dev’essere superiore ai due anni per i vini rossi, a un anno per i vini bianchi, a un anno per gli spumanti elaborati secondo il Metodo Charmat (rifermentazione in autoclave) e ai tre anni per gli spumanti elaborati secondo il Metodo Classico (rifermentazione in bottiglia).
  • Superiore:  È un vino con un tenore alcolico maggiore, dovuto a una maggiore concentrazione zuccherina data da condizioni climatiche estremamente favorevoli.
  • Vitigno: Solo se il prodotto è elaborato con il 100% della varietà indicata in etichetta.

Ogni produttore, poi, può scegliere come presentare il suo prodotto, aggiungendo alcune informazioni (ad esempio, il logo della cantina o il nome commerciale del vino) o decorando l’etichetta in modo da renderla più accattivante.

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Salvatore Martusciello Ottouve Gragnano Penisola Sorrentina 2018

Il Gragnano della Penisola Sorrentina DOC è il vino più rappresentativo della città di Napoli. Salvatore Martusciello Ottouve Gragnano Penisola Sorrentina 2018, dolce e leggermente frizzante, va servito freddo con la vostra pizza!

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Cantina Fina Kike

Cantina Fina Kike è un blend equilibrato, composto per il 90% da Gewürztraminer e per il 10% da Sauvignon Blanc. Il bouquet rivela note fruttate e di spezie, che si ritrovano anche al palato.

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Ornellaia 2014

Cuvée di Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot, l’Ornellaia 2014 è capace di esprimere tutte le qualità eccezionali del territorio. La maturazione piuttosto tardiva ha permesso alle uve di esprimere la loro vivacità e freschezza, regalando un vino dai tannini setosi e raffinati.