Antinori: i vini che hanno reso celebre la cantina

Di Karin Mosca
I grandi vini della cantina Antinori - Drinks&Co

Era il 1385 quando Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri. E da allora, dopo ben 26 generazioni, gli Antinori continuano ad essere considerati una delle famiglie più potenti quando si parla di vino italiano.

Oggi, a capo della società si trova Albiera Antinori, supportata dalle sorelle Allegra e Alessia, mentre il padre, Marchese Piero Antinori, ricopre la posizione di Presidente Onorario. Attualmente, l’impero della famiglia si estende per oltre 1.900 ettari in Italia, per non parlare delle tenute sparse per il mondo, come negli USA, in Cile, in Romania, in Ungheria e sull’isola di Malta.

E quando si parla di Antinori, si deve parlare anche di vini iconici, che non hanno fatto che confermare l’eccellenza del Made in Italy anche in ambito vitivinicolo. Andiamo a conoscere insieme solo alcuni dei vini che più risplendono nel portfolio di prodotti di Antinori.

Tignanello e Solaia

La Tenuta Tignanello si trova nel cuore del Chianti Classico, sulle colline racchiuse tra le valli della Greve e della Pesa. È qui che nascono il Tignanello e il Solaia.

Il Tignanello, originariamente chiamato Chianti Classico Riserva vigneto Tignanello, è uno dei vini italiani più antichi, la cui prima produzione risale al 1970. Solo un anno più tardi, nel 1971, il vino diventa Toscana IGT Tignanello, e dal 1982 la composizione è sempre la stessa: Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. È stato anche il primo Sangiovese ad essere affinato in barrique e ad essere elaborato solamente nelle annate migliori.

Il Solaia prende il suo nome dall’omonimo vigneto, situato nella parte più assolata della collina di Tignanello, dove nascono le uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Sangiovese con cui è prodotto. Anche il Solaia è prodotto solo nelle annate migliori, come la 2015, a cui l’esigente critico del vino Robert Parker ha assegnato l’irraggiungibile punteggio di 100/100.

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Tignanello Antinori Toscana 2016

Si presenta di un bel colore rosso rubino, con forti aromi di bacche rosse, frutta matura e sentori di liquirizia, cacao e legno. Al palato si presenta estremamente elegante ed equilibrato, con tannini levigati e una buona acidità.

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Solaia 2017

Quella del 2017 è da considerarsi un’annata inconsueta, caratterizzata da una bassa resa e da un clima piuttosto asciutto. L’esperienza di Antinori e la conoscenza del vigneto, però, hanno fatto sì che il risultato fosse un vino ricco, intenso e avvolgente, capace di non perdere l’eleganza e l’equilibrio che da sempre l’hanno contraddistinto.

Badia a Passignano

La tenuta Badia a Passignano si trova sopra Sambuca Val di Pesa, a soli 3 km a sud rispetto alla Tenuta Tignanello. Gli oltre 220 ettari di terreno della tenuta si estendono in una delle zone più vocate del Chianti Classico, raggiungendo un’altezza compresa tra i 250 e i 300 metri sul livello del mare. Qui nasce il Badia a Passignano Chianti Classico DOCG Gran Selezione, il cui affinamento avviene nelle storiche cantine dell’abbazia, risalente al X secolo.

Il Bruciato e Guado al Tasso

La Tenuta Guado al Tasso vanta ben 320 ettari di vigneti sulla costa dell’Alta Maremma. Qui, in quello che viene chiamato l'”anfiteatro bolgherese” per via della sua conformazione, le viti crescono cullate dalle brezze provenienti dal mare e beneficiando di un clima temperato. 

Il Bruciato – blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah – è uno dei vini più importanti della tenuta, nato in un’annata estremamente difficile come quella del 2002. Lo scopo di questo vino è quello di “raccontare e far conoscere secondo uno stile moderno il terroir unico di Bolgheri.”

Infine, il vero portabandiera della tenuta. Dal 1990, le varietà Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e, a volte, Petit Verdot si uniscono nel Guado al Tasso per rappresentare l’eleganza, la complessità e la struttura tipiche dalla denominazione Bolgheri. Un vino leggendario per chiunque ami il buon vino italiano; un omaggio alla famiglia Della Gherardesca (da notare le iniziali “DG” in etichetta), antica proprietaria della tenuta.

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Tenuta Guado al Tasso Antinori Il Bruciato 2019

Un vino intenso, che racchiude note fruttate e speziate, rinfrescate da un leggero sentore di mentolo. Al palato si rivela strutturato e persistente. Ottimo con arrosti, brasati, zuppe e vellutate di verdure.

I vini più famosi della famiglia Antinori - Drinks&Co

Cervaro della Sala

Questo vino prende il nome dall’antica famiglia, di nobili origini, che era proprietaria del Castello della Sala nel corso del XIV secolo: i Monaldeschi della Cervara. La tenuta, situata a circa 18 chilometri dalla storica città di Orvieto, è oggi proprietà dei Marchesi Antinori e si estende per oltre 500 ettari, di cui 170 ettari coltivati a viti, a un’altezza tra i 220 e i 470 metri sul livello del mare. I vigneti che circondano l’imponente castello medievale godono di un’ottima esposizione al sole, di favorevoli escursioni termiche e di un terreno argilloso, calcareo e ricco di conchiglie fossili. Le caratteristiche del terroir permettono l’elaborazione di grandi vini bianchi,proprio come il famoso Cervaro della Sala.

Vino estremamente elegante e complesso, nato dal genio dell’enologo Renzo Cotarella nel 1985, il Cervaro è stato uno dei primi vini bianchi italiani a svolgere la fermentazione malolattica e l’affinamento in barriques. Le varietà Chardonnay e Grechetto, infatti, vengono elaborate separatamente: se la seconda viene interamente vinificata in acciaio, la prima trascorre almeno 5 mesi in legno prima dell’assemblaggio e del riposo finale in bottiglia.

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Antinori Castello Della Sala Cervaro Della Sala Umbria 2018

Caratterizzato da un’ottima sapidità, da una piacevole freschezza e da una bella profondità; sentori di camomilla, frutta bianca e pietra focaia; finale persistente, fruttato e leggermente speziato.

Pèppoli

La Tenuta Pèppoli, di proprietà dei Marchesi Antinori dal 1985, si trova a circa 5 km a nord-est dalla Tenuta Tignanello.  Qui i vigneti, esposti verso Est e Nord-Est, godono di un microclima ideale, essendo ubicati in una piccola valle che mantiene il calore. I terreni pietrosi sono ricchi di minerali e sono capaci di trasmettere alle uve, soprattutto alla varietà Sangiovese, un intenso carattere fruttato e vivace. In effetti, queste sono due caratteristiche che si ritrovano anche nel Pèppoli Chianti Classico, un vino che sa rappresentare alla perfezione il territorio. 

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Antinori Pèppoli Chianti Classico 2018

Di un colore rosso rubino, seduce l’olfatto con le sue intense note di ciliegia e fragola, ben in equilibrio con le delicate sensazioni floreali di rosa canina. Non mancano di certo alcuni piacevoli sentori speziati, tostati e aromatici. Una volta assaggiato, si scopre brioso, fresco e dai tannini morbidi.

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